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Viaggi della Memoria Viaggi per il Futuro

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Siamo il presente, ma il presente ha bisogno di ricordare gli orrori del passato. Per questo bisogna tenere a mente, tenere nel cuore, i campi di sterminio, le persecuzioni, le guerre del mondo.

Siamo il presente, ma il presente ha bisogno di buone idee di futuro per non ripetere il passato, per essere migliori. Per questo bisogna incontrare, scoprire, abbattere muri, coltivare differenze.

Una mattina per viaggiare tra presente, passato e futuro. Per coltivare la memoria e condividere la speranza.

 

“La memoria conta veramente se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di fare senza dimenticare quel che si voleva fare, di diventare senza smettere di essere e di essere senza smettere di diventare”. (Italo Calvino)

 

Prima parte: i viaggi della Shoah

 

Due storie del tempo delle persecuzioni razziali, due donne e i convogli per Auschwitz: Anna Ventura che partì sullo stesso treno di Primo Levi, con le sue lettere ai figli; Enrica Calabresi, la scienziata che si uccise nel carcere di Firenze prima di prendere quello stesso treno.  

Saranno presenti:

Paolo Ciampi, giornalista e scrittore, autore di “Una famiglia” e di “Un nome” (Giuntina), libri che raccontano le storie di Anna ed Enrica.

Ornella Grassi, regista del docufilm “Una donna, poco più di un nome”, uscito nel gennaio 2019 e dedicato a Enrica Calabresi.

Con le lettere e le foto della famiglia Ventura e la proiezione del film "Una donna, poco più di un nome".

 

Seconda parte: i viaggi di oggi e di domani

A Rondine – Cittadella della Pace sulle rive dell’Arno - arrivano ragazzi che appartengono a paesi in conflitto e che qui ritrovano una possibilità di dialogo e  condivisione. Arabi ed ebrei, russi e ceceni, una geografia del mondo presente che è ancora un mondo difficile.

Saranno questi ragazzi a raccontarci i loro viaggi: dalle loro realtà in guerra, ma anche verso una nuova dimensione di pace. Quella costruita per esempio con il viaggio alle Nazioni Unite, quando Noam e Chris, un giovane israeliano e una giovane palestinese, hanno letto un appello a nome del miliardo e mezzo di giovani che, in modi diverse, sono separati da muri o vivono situazioni di conflitto.  

«Da una piccola esperienza – spiega Franco Vaccari, presidente di Rondine - può nascere una grande visione».

Si può cominciare anche così, con un viaggio e con parole che arrivano dal cuore e mettono in movimento altre persone.

 

Enrica Calabresi è una grande scienziata ebrea. Una zoologa che si laurea giovanissima e lavora prima alla Specola e poi all’università di agraria di Pisa. Donna colta che pubblica anche in inglese e conosce francese e tedesco. Tra le sue allieve anche Margherita Hack. Ma ci sono due guerre a mettersi in mezzo. La prima dove perde il fidanzato, Giovanni De Gasperi. La seconda con le leggi razziali. Sbattuta fuori dall’università insegnerà alla scuola ebraica di via Farini, rifiuterà sempre di nascondersi o rifugiarsi in Svizzera come i fratelli. Una donna coraggiosa, sola e ebrea, nella Firenze fascista. Viene catturata, portata a Santa verdiana, si toglie la vita avvelenandosi prima di partire per Auschwitz.
Non un semplice documentario giornalistico ma un film che tocca il cuore a fa capire tutto l’orrore delle leggi razziali.

UNA DONNA POCO PIU’ DI UN NOME
di Ornella Grassi. Italia, 2019, durata: 90 min.

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