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Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi Onlus

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Romena Incontri: Uomo dove sei?

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Uomo dove sei? Dal 18 al 20 settembre a Romena una riflessione a più voci sui grandi temi della vita e della convivenza fra gli uomini

www.romena.it

Twitter: @romenapieve

Facebook: Fraternità di Romena onlus

  

PRATOVECCHIO-STIA (Ar) - “Uomo dove sei?. “Dov'è tuo fratello?”  Le prime domande che il Dio della Bibbia pone all'uomo saranno al centro dell'incontro “Uomo, dove sei?” in programma a Romena, in Casentino (Ar) da venerdì 18 a domenica 20 settembre.

Da Cecilia Strada, presidente di Emergency, che aprirà l'incontro, sino a don Luigi Ciotti e al cardinale Walter Kasper, che lo concluderanno,  grandi testimoni del nostro tempo,  si confronteranno sui grandi temi del presente per capire in che modo l'umanità di oggi affronti le grandi questioni della vita e della convivenza fra gli uomini.
Ci saranno, tra gli altri, don Antonio  Mazzi, fondatore delle comunuità Exodus, la teologa Antonietta Potente, e ancora Rita Giaretta e gli artisti Luca Mauceri e Gisela Carmona Galvez.

Il cammino di “Uomo dove sei?”, organizzato dalla Fraternità di Romena, si svilupperà dalla sera di venerdì 18 al pomeriggio di domenica 20: ciascuno potrà partecipare a tutto il percorso (per info e iscrizioni 339-7055339, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure scegliere liberamente di vivere anche soltanto un momento. Tutti gli appuntamenti, quelli di incontro e quelli ricreativi, si svilupperanno tra la pieve e i nuovi spazi della fattoria.

 

Il programma 

Venerdì 18 settembre

Il cammino di Uomo dove sei? inizierà venerdì sera (ore 21) con un intervento introduttivo di don Luigi Verdi, fondatore e responsabile della Fraternità di Romena cui seguirà  la testimonianza di Cecilia Strada, presidente di Emergency, la Ong fondata dal padre, Gino Strada nel 1994, per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. 

Sabato 19 settembre

La mattinata si aprirà (ore 10)  con l'intervento di Antonietta Potente. Suora domenicana e teologa, la Potente offrirà il frutto delle sue riflessioni e delle sue intuizioni sempre originali e profonde alla luce di una spiritualità fortemente ancorata al presente. A seguire (ore 11.30) l'incontro con Rita Giaretta. Suor Rita  vive nel casertano da 18 anni mettendo al centro del suo impegno  il mondo della tratta e dello sfruttamento della prostituzione.

Nel pomeriggio del sabato (ore 15.30) arriverà a Romena un sacerdote che da sempre si occupa di aiutare i giovani a liberarsi dal giogo delle dipendenze e a ritrovare un cammino di vita:  don Antonio Mazzi.  Don Mazzi racconterà le esperienze di riscatto e di riannuncio di vita che avvengono ogni giorno nelle comunità Exodus, da lui fondate, dove si affrontano le piaghe delle dipendenze e si inizia il cammino di recupero che segue o completa una pena detentiva.

La giornata del sabato si concluderà con uno spazio riservato all'arte e alla cultura: perché è anche attraverso la creatività che l'umanità può ritrovare il senso del suo cammino. Alle 17.30 è in programma una testimonianza artistica di danza e teatro a cura di Gisela Carmona Galvez, già prima ballerina del teatro musicale di Firenze, e di Luca Mauceri attore e compositore. In serata, ore 21, uno spettacolo teatrale, con Luca Mauceri che metterà in scena Novecento, il monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco.

Domenica 20 settembre

Nella giornata conclusiva del percorso, l'interrogativo Uomo dove sei? Dov'è tuo fratello? tuonerà nella voce e nelle appassionate parole di don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera, una vita dedicata all'impegno per liberare l'uomo dal giogo delle mafie, delle ingiustizie, delle sopraffazioni. L'appuntamento con don Luigi, grande amico della Fraternità di Romena, è alle ore 10.

Nel pomeriggio, dopo la presentazione (ore 15) del libro “Noi e Martini”, dedicato al cardinale Martini da parte del curatore Marco Vergottini, l'intervento conclusivo (ore 15.30): sarà una conversazione pubblica in cui l'intervistatore sarà il giornalista Raffaele Luise, e l'interlocutore il cardinale Walter Kasper, uno dei collaboratori più stretti di Papa Francesc, recente autore del libro,  “Misericordia”, concetto chiave della vita cristiana. 

 

Il nostro saluto a Giuseppe e Adele

Il loro sorriso e la loro vita "a regola d'arte", continueranno ad accompagnarci e ad illuminarci, ora più che mai, nel nostro cammino di promozione culturale e sociale.
Nel 2015, Giuseppe il 13 febbraio e Adele il 15 luglio, ci hanno lasciato i coniugi Baracchi fondatori della Fondazione che porta i loro nomi. Li ricordiamo con grande affetto, stima e riconoscenza infinita.

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"Semina i tuoi sogni, crescerà la tua vita" di Massimo Orlandi e Paolo Ciampi  

A distanza di solo cinque mesi da Giuseppe se ne è andata anche Adele; dopo 71 anni di matrimonio, di vita feconda insieme, non potevano rimanere lontani a lungo: ne siamo certi, si sono chiamati nel nome di quell'amore che ha sempre ispirato le loro vite e il loro operato sociale.
La Fondazione che porta i loro nomi, è ora orfana dei suoi fondatori e ispiratori, ma il suo operato continuerà ancora e più di prima a testimonianza del loro amore e riconoscenza per la propria terra.  Ricordiamone allora i principi ispiratori e come è nata nel 1995...

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COME NASCE LA FONDAZIONE GIUSEPPE E ADELE BARACCHI DALLE STESSE PAROLE DEL SUO FONDATORE
(cap.XIII di: Un uomo Un imprenditore Una storia - Dal primo dopoguerra al Duemila attraverso la vita di Giuseppe Baracchi, Ricordi e testimonianze raccolte da Antonio Macinai, 1999)

Nei nostri primi incontri ha fatto riferimento ad un'esigenza interiore, sempre sentita, di venire incontro alle persone meno favorite dalla sorte. Ha anche precisato che, non solo per motivi di disponibilità di tempo, ma soprattutto per sensibilità e capacità psicologica di approccio verso le persone da aiutare e sostenere nelle più svariate forme, Adele, sua moglie, è sempre stata in prima fila in questa meritoria opera di aiuto e assistenza. Ma in che forme, avete dato concretezza a questa comune sensibilità?

Effettivamente ho sempre sentito nell'intimo il desiderio di fare qualcosa per gli altri; la mia sofferente fanciullezza e le conseguenti attenzioni dei miei familiari hanno probabilmente lasciato un segno in questo senso.

Nel 1943, ancora giovanissimo e già vice-direttore dello stabilimento Sacelit di Alzano Lombardo, malgrado i grossi impegni di lavoro, alla sera ricevevo in casa gli operai che desideravano avanzare di livello diventando specializzati. Li istruivo su argomenti di lavoro ed in particolare davo loro lezioni di meccanica ed elettrotecnica. Nell'anno successivo, insieme ad un sacerdote, impiantai un'officina meccanica dotata di macchine operatrici, donate da alcune industrie, con lo scopo di creare una scuola per giovani desiderosi di diventare bravi operai. Nel 1962, quando la Baraclit fu trasformata in Società per azioni e fu costruito lo stabilimento di Pianacci, mi battei strenuamente per far diventare soci gli impiegati, riservando loro una percentuale, seppur modesta, del capitale sociale. Per quei tempi fu una scelta inusuale e coraggiosa; ricevetti critiche e disapprovazioni, ma i risultati hanno dimostrato ampiamente quanto positiva e lungimirante sia stata quella mia iniziativa.

Nel 1975, nei locali dell'oratorio di Bibbiena, furono organizzati, per mia iniziativa, corsi di formazione pratica denominati "Conoscere". Erano completamente gratuiti, anche per la preziosa collaborazione di insegnanti volontari ed esperti nelle varie materie. Erano aperti a tutti coloro che, uomini e donne, fossero interessati ad apprezzare la musica e la pittura, ad imparare a cucinare, a fare giardinaggio, a prendere dimestichezza con l'elettricità, a fare fotografie, ad acquisire gli elementi essenziali di medicina e pronto soccorso.

Nel 1985, riscosso un premio per un mio brevetto, destinai la metà della somma alla creazione di un fondo a favore degli operai della nostra Azienda che avessero incontrato particolari difficoltà, anche in seno alla propria famiglia.

Riflettendo bene, con tutta sincerità, penso che altri fattori abbiano incentivato questo mio altruismo: forse un po' di ambizione, senz'altro le buone disponibilità economiche e in modo preponderante l'esempio di mia moglie, estremamente generosa e sempre pronta ad aiutare il prossimo, in qualsiasi modo e forma.

E' su queste basi che è nata la Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi?

Sì, è un'idea che è nata in maniera praticamente spontanea con l'approssimarsi del mio ritiro dalla vita lavorativa allo scopo di utilizzare una parte del frutto di tanto lavoro in favore dello sviluppo socio-culturale del Casentino. L'iniziativa e la sua concreta realizzazione sono state pienamente condivise dai miei familiari che si sono impegnati a renderla operativa nel tempo. Nella denominazione non poteva mancare, associato al mio, il nome di mia moglie, fedele compagna che ha saputo condividere tante gioie e soddisfazioni, ma anche le difficoltà di una vita non sempre facile e spesso problematica. E' così che nel 1995 è stata costituita, con regolare rogito notarile e nel rispetto della legislazione che regola le associazioni no-profit, la Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.

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Da allora ad oggi la Fondazione ha svolto un'intensa attività in vari settori, da quello musicale con concerti di buon livello, a quello artistico con il restauro di opere d'arte, a quello socio-formativo con l'organizzazione di incontri per i giovani e per gli appartenenti alla terza età dal titolo "Le Stagioni della Vita". Tra le iniziative più importanti, mi fa piacere ricordare il Concerto di Franco Battiato a La Verna e quello degli Avion Travel in Piazza Grande a Bibbiena, come momenti musicali di qualità che hanno riscosso un grande successo di pubblico.

Nel settore della solidarietà, il nostro contributo è stato particolarmente attivo per il Progetto Rondine Cittadella della Pace. Abbiamo ritenuto che questa iniziativa di far studiare insieme giovani provenienti da zone di conflitto, meritasse grande attenzione e fiducia, specie in una società lacerata dalla violenza come quella attuale.

Quanto alle collaborazioni promosse dalla Fondazione con gli Enti locali, siamo orgogliosi di aver contribuito al recupero del Teatro Dovizi e speriamo vivamente di riuscire a condurre in porto la riqualificazione di Piazza Tarlati, nell'ambito del progetto 'Bibbiena 2000', con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale.

Noi ci auguriamo che l'attività della Fondazione possa consolidarsi in futuro e svolgere un ruolo sempre più meritorio, non solo nell'organizzazione di eventi che suscitino processi di crescita culturale, ma anche nello sviluppo di progetti autonomi od in collaborazione, tali da far migliorare il Casentino in vivibilità ed immagine esterna.

Concludendo, noi speriamo fortemente, che le nostre iniziative possano generare un effetto di trascinamento come già avvenuto negli anni '60 per il settore della prefabbricazione. Anzi, ci sembra di aver percepito qualche movimento in questo senso. Ce lo auguriamo di cuore!

Bibbiena, Luglio 1999


Da quel 1999, data di pubblicazione del libro intervista a Giuseppe, ad oggi, la Fondazione, come testimoniato da questo sito, ha proseguito nelle sue molteplici attività seguendo i principi ispiratori di Giuseppe e Adele.
Al ciclo di incontri "Le Stagioni della Vita", è seguito il ciclo "Le Parole e il Silenzio"; al sostegno a "Rondine Cittadella della Pace" si è aggiunto quello all'altrettanta bella realtà della "Fraternità di Romena", e molto altro ancora...

Ora che Giuseppe e Adele ci hanno lasciati per sempre, noi figlie continueremo più determinate che mai, insieme ai nostri preziosi collaboratori, nell'opera di promozione socio-culturale della Fondazione, rispettando le volontà dei nostri genitori  con infinita riconoscenza per il loro spirito di illuminati e lungimiranti mecenati.

Silvana e Sandra Baracchi

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Le Parole e il Silenzio 2015

Locandina Alzati e cammina

“Alzati e cammina” non è solo un titolo, ma è anche la proposta operativa del percorso “Le parole e il silenzio”: il secondo incontro del ciclo 2015 si svilupperà infatti come una camminata a piedi nella natura del Pratomagno (ritrovo alle ore 15.30 all'eremo di Quorle), accompagnati da due compagni di viaggio speciali: Luigi Nacci, poeta, scrittore, viandante, autore del libro  “Alzati e cammina”, e  Wolfgang Fasser, custode dell'Eremo di Quorle, nonché guida tra le più speciali: Wolfgang è infatti non vedente, ma esperto di ciò che è invisibile agli occhi. 

 “Le parole e il silenzio”, sono sempre ambientate in spazi suggestivi del Casentino: questa volta lo scenario di “Alzati e cammina” saranno i boschi e la natura. L'appuntamento, per chi vorrà partecipare ( e potrà farlo come sempre liberamente, senza prenotazioni) sarà alle 15.30 presso l'eremo della Fraternità di Romena a Quorle (nel comune di Poppi). Per raggiungere il punto d'incontro basterà seguire la strada comunale che da Ponte a Poppi, via Becarino, raggiunge la piccola frazione di Quorle e l'eremo della Fraternità di Romena posto accanto alla chiesa.

Dopo il ritrovo e una presentazione dell'incontro e dei due protagonisti  da parte dei curatori del ciclo (i giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi), comincerà l'incontro-camminata: sarà una passeggiata di circa due ore adatta a tutti,  scandita da alcune soste nelle quali Nacci e Fasser svilupperanno il tema. Quindi il rientro, le conclusioni e il finale con una merenda conviviale nel prato antistante l'eremo di Quorle.

L'incontro si svilupperà in un'area non distante dalla cima del Pratomagno, dove quella sera culminerà la marcia del sole (www.marciadelsole.it) con l'attesa del solstizio d'estate: i partecipanti all'incontro di Quorle, se vorranno unirsi, avranno tutto il tempo di raggiungere Quota e la croce del Pratomagno in macchina, o, con qualche ora di cammino, anche a piedi. 

Dopo “Incontra te stesso” tema del primo incontro (ospite il saggista Duccio Demetrio), “Alzati e cammina” rappresenterà dunque la necessaria continuazione del percorso di quest'anno del ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Baracchi: attraverso questi incontri l'obiettivo è di favorire un “ritorno a casa” per ciascuno, cioè il recupero di quelle dimensioni nelle quali ci è più facile capirci, incontrarci e rimetterci in moto. Il camminare è una di queste.

 

 

Ritorno a casa ...7 e 20 giugno. 

Ci sono momenti in cui è importante ritrovare il silenzio. Che non è il silenzio della fuga, della rinuncia, del ripiegamento. Piuttosto è il silenzio per riscoprire ciò che veramente conta, per ritrovare, per ripartire. Può succedere, quando vogliamo raccogliere le energie per incamminarsi oltre una crisi; quando avvertiamo il bisogno di riordinare le idee e le priorità della vita; oppure quando è il tempo di riscattare un grande dolore e di attrezzarsi per il futuro. 
Ecco, è questo che vogliamo proporvi: il passo indietro che restituisca le energie per saltare meglio in avanti; il raccoglimento che non è vuoto e assenza di significato, ma esperienza piena, nonché preparazione e invito ad altre esperienze.“Forse solo il silenzio esiste davvero”, affermava il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago. E il silenzio può essere davvero una casa da abitare: la casa che ci attendeva e dove possiamo imparare a essere di nuovo noi stessi.
Però esistono anche molte parole importanti, capaci di sostenere e perfino migliorare la qualità del silenzio. Parole che sono verbi che ci riguardano...

Incontra te stesso

Tra tutte le possibilità di incontro è la più difficile: spesso siamo molto lontani proprio da noi stessi. Eppure è importante guardarsi dentro, riconoscersi, riscoprire il nostro 'io' più intimo e spesso trascurato. Magari trovando le giuste parole per raccontarsi: anche questa è cura e nuovo inizio . Ne parleremo col professor Duccio Demetrio, direttore della Libera Accademia dell'autobiografia e fondatore dell'Accademia del silenzio, nonché importante saggista. 

Alzati e cammina

Prima di tutto c'è bisogno di un gesto, come un crinale da oltrepassare. Lasciarsi dietro il passato, scrollarsi di dosso i dubbi e le resistenze: alzarsi. Dopo di che c'è solo la strada. E il nostro cammino, qualunque sia la meta: perché abbiamo ancora bisogno di ascoltare i nostri passi, di sintonizzarsi con il nostro corpo, con i nostri pensieri, con la natura che ci circonda.
Ne parleremo con Luigi Nacci, poeta, scrittore, viandante,  autore di “Alzati e cammina”, e con Wolfgang Fasser, custode dell'Eremo di Quorle. 

Duccio Demetrio 
Duccio Demetrio è un saggista e docente universitario  da sempre attento osservatore della condizione adulta e dei suoi problemi esistenziali. Già professore ordinario di Filosofia dell'educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca , è ora direttore scientifico della Libera università dell'Autobiografia di Anghiari (AR), da lui fondata nel 1998 con Saverio Tutino e dell'Accademia del silenzio".Tra le sue ultime pubblicazioni: Filosofia del camminare, L’educazione non è finita, Ascetismo metropolitano. L'inquieta religiosità dei non credenti, L'interiorità maschile - la solitudine degli uomini,  La religiosità della terra. 

Luigi Nacci 

Luigi Nacci è insegnante, giornalista, poeta, guida escursionistica e operatore culturale ma  gli piace considerarsi semplicemente un viandante. Vive a Trieste, dove è nato nel 1978.  Progetta e organizza stabilmente eventi culturali in tutta Italia è una guida de “La compagnia dei cammini”. Il suo ultimo libro è Alzati e cammina. Sulla strada della viandanza.

Wolfgang Fasser 

Fisioterapista e musicoterapeuta, è non vedente a causa di una malattia genetica. Nato in Svizzera, vive in Toscana da venti anni. Collaboratore della fraternità di Romena in Casentino, dal 2009 è custode di accoglienza e di silenzio nella casa di Romena a Quorle (Poppi, Ar). Da qui guida gruppi di viandanti nel bosco di notte, in ascolto di ciò che è “Invisibile ali occhi”.
E' presidente dell’Associazione Il Trillo, a Becarino, in Toscana, che offre attività di musicoterapia ai bambini con varie forme di disagio. Al suo cammino di vita è stato dedicato il film “Nel giardino dei suoni” vincitore di vari festival del documentario in tutto il mondo. 

Una giornata per raccontare e incontrare il Casentino che Cambia

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C’è un Casentino vivo e in fermento, che punta sul turismo responsabile, sulla biodiversità, sui prodotti e le eccellenze locali. E c’è uno strumento innovativo che da oggi consente di mettere in rete tutte queste esperienze, raccontarle e farle incontrare. Vieni a conoscere il Casentino che Cambia domenica 24 maggio alle ore 11 a Bibbiena, presso il Centro Creativo Casentino.

Casentino che Cambia ( www.casentinochecambia.org ) è un progetto promosso da Italia che Cambia, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi e con il Centro Creativo Casentino, che ha lo scopo di far emergere tutte le esperienze virtuose di valorizzazione del territorio casentinese. 

Il 24 maggio a Bibbiena avrai modo di incontrare e conoscere i protagonisti del Casentino che Cambia e scoprire in anteprima assoluta il nuovo portale web. Il tutto in una giornata costellata di eventi, musica, proiezioni, mostre, spettacoli e degustazioni di prodotti tipici locali.

Casentino che Cambia è il primo dei portali territoriali di Italia che Cambia, una rete di siti interconnessi tra loro che riusciranno a dare voce alle singole regioni e territori d'Italia e alle persone che li vivono quotidianamente facendoli comunicare tra loro. Il Casentino, con i suoi territori incontaminati, le sue foreste, il suo legame forte con le tradizioni è un luogo ideale per lanciare, in anteprima assoluta, uno strumento che si ripromette di cambiare il rapporto delle persone con il territorio, valorizzando pratiche sostenibili e resilienti.

Sul sito www.casentinochecambia.org potrai trovare:

@ una mappa sempre aggiornata in cui sono geolocalizzate tutte le realtà che abbiamo incontrato, con schede di approfondimento e video realizzati dallo staff di Italia che Cambia;

@ un giornale aggiornato quotidianamente dalla nostra redazione locale;

@ una sezione social in cui ogni utente registrato potrà interagire con gli altri e con le realtà della mappa, commentare gli articoli, proporre le sue iniziative e organizzare eventi.

Ma il Casentino che cambia non è soltanto un sito internet. È, soprattutto, un insieme di persone che amano questa splendida terra e che ogni giorno contribuiscono a valorizzarla con le loro iniziative. Per questo nella giornata del 24 maggio, oltre alla presentazione del sito e delle sue funzionalità, è previsto l’incontro con i veri protagonisti del Casentino che Cambia.

L’ingresso è gratuito e durante la giornata sarà offerto un buffet di prodotti locali ai partecipanti.

Saranno presenti Stand delle realtà casentinesi e uno Spazio Dedicato ai Bambini a cura della NATA con storie, canzoni e pupazzi. 

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

·                Ore 11.00  Presentazione del progetto Casentino che Cambia. Moderano Massimo Orlandi e Paolo Ciampi. Intervengono Daniel Tarozzi, Andrea Degl’Innocenti, Annalisa Baracchi

·                Ore 13.00 Pausa Degustazioni

·                Ore 15.00  Proiezione del documentario “Viaggio nel Casentino che Cambia”

·                Ore 15.45  Presentazione  di "Un altro Casentino" attraverso considerazioni e immagini di Alessandro Ferrini

·                Ore 16.15  Le Realtà Casentinesi si presentano!

·                Ore 17.45  Nata presenta il progetto bilingue "Tippi & Toppi"

·                Ore 18.00  Le Nuove Realtà Casentinesi si presentano!

·                Ore 19.00  Concerto " Il Movimento dell'Anima" di Anna Iorio in arte Sorgente

 

 

 

BIFF Bibbiena Film Festival 2015

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Il BiFF Bibbiena Film Festival - Festival del Cinema e del Cortometraggio – è un festival di cinema innovativo, una vera e propria festa del cinema ed un premio importante per i filmakers. La manifestazione è fondata sul volontariato, sulla passione e l'impegno di tante persone che contribuiscono a realizzare questo evento. L'obiettivo del Festival è quello di sostenere il cinema e la cultura, premiare i giovani talenti ed avvicinare le persone a questo mondo. 
Nelle passate edizioni (2013-2014) si è lavorato molto per ottenere una selezione di qualità, per dare visibilità e risalto a tanti registi ma la qualità delle opere, la grande partecipazione e l'incoraggiamento dei partecipanti hanno collaborato alla buona riuscita degli eventi.
I numeri sono straordinari per la terza edizione del Festival che si propone di presentare tante nuove opere ed anteprime dall'Italia e dall'estero. La qualità delle proposte e il valore degli autori che concorrono ai premi è confermata dai continui riscontri positivi che i film selezionati conseguono nel loro percorso distributivo, vincendo premi importanti
Grazie all' esclusivo sistema di iscrizione on-line, unico in Italia, siamo stati letteralmente travolti da cortometraggi (oltre 850 opere in tre edizioni). Il Biff sta crescendo. A fianco del concorso vengono offerti incontri esclusivi con registi, attori e altre personalità che di cinema vivono. Una manifestazione completa: cultura, approfondimento e spettacolo con grandi ospiti. 
La nostra valle, il Casentino, sta diventando un luogo d'incontro e un crocevia culturale. Un territorio che si svela a tutti i registi ed agli artisti che vengono a visitarci.
L'edizione 2015 comprende 16 opere in concorso, ospiti e sorprese. La Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi ha sostenuto il Festival fin dalla prima edizione, contribuendo all'assegnazione dei premi in denaro.
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Vi aspettiamo al Cinema Italia di Soci (AR) il 17, il 18 e il 19 Aprile.
Non ci rimane che augurare a tutti buona visione. 
Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato del festival vi invitiamo a visitare il sito ufficiale www.bibbienafilmfestival.it

 

 

La Cultura con Giorgio Zanchini

Sabato 29 novembre ore 16.30 presso Centro Creativo Casentino di Bibbiena (Ar) 

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In che modo le attività culturali, le manifestazioni, le tradizioni di un territorio possono diventare strumento di crescita, di promozione, anche opportunità di rilancio turistico ed economico? E' intorno a interrogativi come questo che si svilupperà l'incontro in programma sabato 29 novembre (ore 16.30, ingresso libero) presso il Centro Creativo Casentino di Bibbiena (Via Umbro Casentinese 1).

Protagonista dell'incontro Giorgio Zanchini, conduttore della trasmissione Radio anch'io (Radio Uno Rai) e grande esperto di giornalismo culturale.
Zanchini sarà al centro di un pomeriggio in cui verranno proposte diverse esperienze di iniziative nate in Casentino per valorizzare il tessuto sociale e culturale della valle.
Sarà dunque una conversazione aperta, viva che concluderà il ciclo 2014 di incontri de “Le parole e il silenzio” dedicate quest'anno al Casentino, al bisogno della valle di alzare la testa oltre la crisi, utilizzando le sue peculiarità. La cultura è una di queste.
L'ospite permetterà in maniera vivace e stimolante di compiere una ricognizione a tutto tondo sulle tematiche della valorizzazione culturale, soprattutto da parte del mondo dell'informazione, offrendo spunti preziosi anche per il territorio casentinese.
Zanchini, in Rai dal 1996, prima di Radio Anch'io ha condotto trasmissioni come Il Baco del millennio  e Tutta la città ne parla, su Radio3.  In televisione ha condotto un talk show sulla spiritualità, Il cielo e la terra, su Rai3.
Zanchini si occupa in particolare della relazione tra giornalismo e cultura. Su questa materia  tiene lezioni e seminari all’università di Urbino. Sempre a Urbino, insieme a Lella Mazzoli dirige il Festival del Giornalismo Culturale.
Tra le sue pubblicazioni: Utopie. Percorsi per immaginare il futuro;  Quale cultura per quale mercato; Il giornalismo culturale. Il suo libro più recente è Un millimetro più in là, intervista sulla cultura, un dialogo con il direttore di Radio Tre Marino Sinibaldi. 
La cultura, sostiene Zanchini, è quella parte di vita che puoi cambiare, quel pezzo magari piccolo di destino che puoi spostare: è la condizione necessaria per autodeterminare la propria vita e per liberarla. 

 

 

Le radici del nostro futuro

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Ancora due incontri, per tirare le fila di un percorso dedicato alla ricerca di idee, progetti, esperienze innovative, per aiutarci tutti ad affrontare e superare una crisi che non è solo economica.
Quest'anno siamo riusciti a disegnare una mappa, per molti versi sorprendente, delle realtà che in Casentino hanno davvero già “alzato la testa”, battendo strade nuove, alimentando la possibilità di futuro con il talento, la fantasia, il coraggio. Ora, appunto, tiriamo le fila. Proviamo a farlo intorno a due idee forza, o se si preferisce, a due “motori” delle nostre comunità: la natura e la cultura.
Da una parte le foreste, i paesaggi, gli straordinari scenari del Casentino. Dall'altra i beni culturali, le tradizioni, i valori, i luoghi e le idee della cultura. Radici forti, radici che nemmeno la crisi più nera ha potuto gelare. Con i nostri ospiti, nei due incontri, capiremo meglio come da esse può crescere l'albero del futuro.
 

LA NATURA CON TIZIANO FRATUS E LA CULTURA CON GIORGIO ZANCHINI

Ammirare, raccontare, trasmettere  la meraviglia della natura. E' questo l'oggetto quotidiano del lavoro di Tiziano Fratus. Scrittore, poeta, escursionista, fotografo, Fratus dedica il suo talento poliedrico alla missione di avvicinare l'uomo al suo patrimonio naturale attraverso l'incontro appassionato con gli alberi. E' quindi un personaggio quantomai adatto a rappresentare una delle grandi risorse del Casentino: le foreste, la natura.
Fratus sarà ospite del prossimo appuntamento de “Le parole e il silenzio” il ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Baracchi. L'incontro, in programma venerdì 7 novembre a Villa la Mausolea di Soci (ore 21, ingresso libero) svilupperà il tema  “Le radici del nostro futuro”. Infatti intorno alla testimonianza di Fratus la serata si alimenterà delle testimonianze di chi sta cercando di introdurre nuove proposte capaci di valorizzare le qualità ambientali della valle dando così un contributo a affrontare e superare la crisi economica.
L'ambiente naturale, salvaguardato per secoli, oggi raccolto in un parco nazionale, non è soltanto parte delle radici del Casentino, ma può diventare anche elemento di crescita e di sviluppo per il futuro. E l'incontro del 7 novembre metterà al centro queste potenzialità.
Fratus, che si autodefinisce un 'cercatore di alberi' e che per questa passione ha girato boschi e foreste di tutto il mondo, scrivendo numerosi libri (Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, L'Italia è un bosco,  Manuale del perfetto cercatore di alberi) ci aiuterà a capire il valore di questa risorsa naturale. L'incontro sarà condotto, come sempre, dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
L'appuntamento con lo scrittore-poeta avrà un'appendice il giorno dopo, sabato 8 (ore 10) quando Fratus guiderà un'escursione nell'area di Metaleto di Camaldoli per conoscere più da vicino le meraviglie del nostro patrimonio naturale (informazioni più dettagliate verranno comunicate la sera dell'incontro). 

Dopo l'incontro con Fratus l'appuntamento con “Le radici del nostro futuro”  continuerà idealmente a distanza di venti giorni: sabato 29 novembre (ore 16.30) presso il Centro Creativo Casentino di Bibbiena, ospite della Fondazione sarà il giornalista Giorgio Zanchini, conduttore di Radio anch'io (Radio Uno Rai) ed esperto di giornalismo culturale.
Questa volta la parola d'ordine invece che natura sarà cultura, ma identico rimarrà l'obiettivo: vedere  come  i beni culturali, le tradizioni, i valori, i luoghi e le idee della cultura possano diventare veicolo di crescita per il Casentino.
Zanchini sarà al centro di un pomeriggio in cui verranno proposte diverse esperienze di iniziative nate in Casentino per valorizzare il tessuto sociale e culturale della valle. Sarà dunque una conversazione aperta, viva che concluderà il ciclo 2014 di incontri de “Le parole e il silenzio” dedicate quest'anno al Casentino, al bisogno della valle di alzare la testa oltre la crisi, utilizzando le sue peculiarità. La cultura è una di queste.
L'ospite permetterà in maniera vivace e stimolante di compiere una ricognizione a tutto tondo sulle tematiche della valorizzazione culturale, soprattutto da parte del mondo dell'informazione, offrendo spunti preziosi anche per il territorio casentinese.
Zanchini, in Rai dal 1996, prima di Radio Anch'io ha condotto trasmissioni come Il Baco del millennio  e Tutta la città ne parla, su Radio3.  In televisione ha condotto un talk show sulla spiritualità, Il cielo e la terra, su Rai3.
Zanchini si occupa in particolare della relazione tra giornalismo e cultura. Su questa materia  tiene lezioni e seminari all’università di Urbino. Sempre a Urbino, insieme a Lella Mazzoli dirige il Festival del Giornalismo Culturale.
Tra le sue pubblicazioni: Utopie. Percorsi per immaginare il futuro;  Quale cultura per quale mercato; Il giornalismo culturale. Il suo libro più recente è Un millimetro più in là, intervista sulla cultura, un dialogo con il direttore di Radio Tre Marino Sinibaldi. 
La cultura, sostiene Zanchini, è quella parte di vita che puoi cambiare, quel pezzo magari piccolo di destino che puoi spostare: è la condizione necessaria per autodeterminare la propria vita e per liberarla.

 

 

 

 

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