LA FONDAZIONE BARACCHI PIANGE IL ‘SUO’ FRANCO
19.8.2025
Non sarà più come prima. Ma continueremo, con lui, e anche per lui. La scomparsa di Franco Bernardini apre un enorme vuoto anche nella Fondazione Baracchi. Franco aveva accompagnato tutto il nostro trentennale percorso con un costante contributo di idee e un sostegno vivo e concreto. Riteneva che l’attività di promozione sociale e culturale della Fondazione fosse fondamentale e complementare rispetto all’attività economica, quella cui dedicava molta parte delle sue energie: gli incontri, gli spettacoli, le attività di supporto a realtà di valore del Casentino favorivano la circolazione di idee, allargavano gli orizzonti, permettevano di affrontare i grandi temi, come quelli, che a lui premevano tantissimo, del senso del vivere.
In quest’ultimo periodo, alleggerito dai carichi di lavoro di Baraclit, dove era stato alla guida oltre 40 anni, aveva reso ancor più propositiva la sua presenza: Franco era un intenso lettore e non di rado gli autori che aveva letto erano poi diventati ospiti delle nostre rassegne.
Anche per questo motivo abbiamo deciso di non interrompere il programma estivo dopo questo triste evento, ma di vivere le ultime date proprio nel ricordo di Franco.
Le attività in programma sembrano andare nella direzione che lui avrebbe voluto: lo spettacolo del 26 agosto, con il noto artista Alessandro Benvenuti, toccherà quelle corde di ironia acuta che erano tipiche della sua figura: Franco, nonostante le responsabilità che aveva, amava molto sdrammatizzare sempre con il gioco e la battuta.
E nasce proprio da una proposta di Franco la serata del 10 settembre con Guidalberto Bormolini. Franco aveva letto, ascoltato, seguito in più occasioni questo originale monaco, ed era andato anche a trovarlo al villaggio “Tutto è vita”. Quella sera, le domande sui grandi temi della vita e della morte, su cui Franco sentiva che Bormolini avesse cose motto importanti da dire, avranno una risonanza speciale. E lui potrà ascoltarle da una posizione nuova, conoscendo le risposte.
Franco ci manca, ci mancherà tantissimo. Ma continueremo, perché lui lo avrebbe voluto e perché, continuando, lo sentiremo ancora più vicino.