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2004

"Le Stagioni della Vita" Momenti di riflessione esistenziale, Incontro-Dibattito su TEMPO LIBERO: RISCHIO O OPPORTUNITA'? La voce degli adolescenti del Casentino.

15 Maggio 2004 - Cinema Dante Ponte a Poppi: "Le Stagioni della Vita" Momenti di riflessione esistenziale, Incontro-Dibattito su TEMPO LIBERO: RISCHIO O OPPORTUNITA'? La voce degli adolescenti del Casentino. Sono intervenuti studenti, insegnanti, genitori ed esperti per commentare i risultati dell'indagine di Giovanni Abignente sul tempo libero, con la partecipazione del gruppo musicale Sonata Corrige e dei Teatranti del Liceo di Poppi. Nel corso del pomeriggio sono stati premiati i vincitori del concorso a premi abbinato all'indagine ed è stata distribuita la copia della pubblicazione curata da Chiara Barlucchi.


Un incontro su un tema che sta particolarmente a cuore ai ragazzi e alle loro famiglie e che fa seguito ad un lavoro già avviato da tempo fra i giovani. Studenti e insegnanti, genitori ed esperti sono stati chiamati infatti ad intervenire per commentare i risultati dell'indagine che iniziò un anno fa su iniziativa dello psicologo Giovanni Abignente fra quasi 2000 giovani studenti di tutta la provincia di Arezzo, con il tempo libero come tema centrale. Dalle risposte dei ragazzi a quel questionario il professor Abignente si aspettava di trarre un quadro preciso ed esaustivo, come sempre lo erano le sue ricerche, dedite a migliorare il dialogo fra generazioni e in particolare fra genitori e figli. Purtroppo il professor Abignente è deceduto prima di poter portare a termine questo suo ennesimo lavoro sulla realtà giovanile, condotto insieme alla Fondazione, all'Università di Salerno e all'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Pratovecchio. Un lavoro che non si è fermato ma è comunque andato avanti anche per merito dei familiari del professore oltre che all'interessamento della Fondazione e alla preziosa collaborazione della metodologa della ricerca sociale Chiara Barlucchi. Il commento dei risultati è stato focalizzato sugli oltre mille studenti del Casentino, la cui voce, sincera e creativa, ha fatto emergere uno spaccato interessantissimo di quella condizione adolescenziale così difficile, tale da costituire, in certi casi, un vero e proprio disagio. Le tematiche affrontate nella ricerca hanno toccato tanti aspetti del vissuto giovanile: la scuola, la famiglia, il rapporto con gli amici, i progetti per il futuro e soprattutto le attività legate al tempo libero, con le relative proposte. Una miniera dunque di informazioni che potranno servire anche agli amministratori locali per conoscere meglio le esigenze dei giovani del Casentino, con la speranza che dalle analisi si possa arrivare alla formulazione di risposte concrete.

Durante il pomeriggio, come del resto ogni volta negli incontri delle Stagioni della Vita, momenti di riflessione esistenziale, ma non solo. Esplorare il variegato mondo giovanile, rispondere a domande che spesso restano sospese, avvicinare i giovani e parlare con loro, ascoltandone la voce anzichè limitarsi a dare lezioni o ordini, utilizzando i linguaggi a loro più usuali e graditi come la musica, il teatro, l'immagine, il computer, questi gli aspetti che hanno caratterizzato l'appuntamento del 15 maggio. Il pomeriggio ha infatti assunto anche i connotati di una festa, con la partecipazione del gruppo musicale dei "Sonata Corrige"(dove suonano Francesca, Alessandro ed Emanuele Abignente, i tre figli di Giovanni, oltre a Junio Fantoni) e deiteatranti del Liceo di Poppi sotto la regia di Alessandra Aricò.

ISonata Corrige hanno suonato e cantato canzoni a tema sottolineando attraverso il linguaggio musicale le problematiche affrontate nel corso del pomeriggio, così i presenti hanno potuto piacevolmente ascoltare: "Ascolta l'infinito" di F. Mannoia, "Ma il cielo è sempre più blu" di R. Gaetano, "In fila per tre" di E. Bennato, "Gli anni" degli 883, "Sogna ragazzo sogna" di R. Vecchioni.

Iteatranti che sotto la guida di Alessandra Aricò, regista e interprete teatrale, frequentano i laboratori di teatro presso il Liceo di Poppi, hanno interpretato alcuni momenti del film "L'attimo fuggente" e delle scenette che hanno ritratto in modo caricaturale e molto divertente il tempo libero di nuove e vecchie generazioni. La scelta di portare sul palco la figura del prof. Keating del famoso film interpretato con la consueta bravura da Robin Williams, non è stata casuale: infatti spesso molti di noi, come del resto colleghi e studenti, e lo stesso Massimo Orlandi lo ha fatto all'inizio dell'incontro ricordandolo, hanno paragonato il prof. dell'Attimo Fuggente al prof. Abignente. Un professore che non si limita come gli altri a somministrare nozioni, a imporre regole, a proclamare verità senza appello, ma spinge i ragazzi ad aprirsi, a pensare con la propria testa, a cercare di capire ciò che veramente vogliono e sono in grado di fare. In una parola non addestra ma cerca di educare (proprio nel senso latino di e-ducere, tirare fuori). Con lui i ragazzi prendono gusto allo studio, la poesia diventa viva. La grande novità è che per la prima volta i ragazzi vedono un professore non di fronte, in cattedra, ma in mezzo a loro e si sentono esortati a non perdere tempo, a non sprecare le occasioni, a cogliere "l'attimo fuggente" prima che sia tardi, prima di diventare una fotocopia della società che li circonda senza poterla cambiare (il "carpe diem" oraziano, inteso nel senso più profondo, cioè come consapevolezza che tutti i momenti che viviamo sono irripetibili e che le occasioni perdute non si ripresentano più, piuttosto che come un semplice invito a godersi la vita). Una figura d'insegnante che ognuno vorrebbe avere o avrebbe voluto incontare ed in cui è bello identificarsi. Un messaggio quello del film ancora molto attuale, perchè parla della difficoltà di rapporti tra generazioni, di giovani, dell'incapacità di mettersi in relazione con loro, dell'importanza che ha per loro essere capiti e guidati e questi, purtroppo, sono problemi attuali, ancora da risolvere sia a scuola che in famiglia, come del resto dimostra la ricerca oggetto del nostro parlare.

A questo proposito vogliamo concludere questa riflessione sulla performance dei teatranti con i versi di Thoreau, filosofo della natura selvaggia, tratti da "Walden o vita nei boschi", citati nel film, dedicandoli con stima ed affetto al prof. Abignente a memoria della sua esemplare vita di uomo, figlio, marito, padre, insegnante, psicoterapeuta:

"Mi recai nei boschi perchè desideravo vivere come volevo io, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e veder se potevo imparare ciò che aveva da insegnarmi, e non, giunto alla morte, scoprire di non aver vissuto. Non volevo vivere ciò che non era vita, la vita è così cara; nè volevo praticare la rassegnazione se non fosse stato assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo della vita, robustamente come gli spartani e sgominare tutto ciò che non era vita, falciare un'ampia zona e raderla a zero, mettere la vita in un angolo e ridurla ai minimi termini, e, se si fosse dimostrata meschina, afferrarne l'intera e genuina meschinità e proclamarla al mondo; o, se fosse stata sublime, sperimentarlo direttamente ed essere capace di darne un vero resoconto nella mia prossima escursione". ...Io lasciai i boschi per una ragione altrettanto buona di quella per cui mi ci ero stabilito. Forse mi pareva d’avere altre vite da vivere, e di non potere dedicare altro tempo a quella sola. ...Imparai questo, almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che s’è immaginato, incontrerà un inatteso successo nelle ore comuni. ... Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le fondamenta”.


L'incontro è stata l'occasione di un confronto sereno e proficuo tra le parti in causa ed ha visto l'alternarsi sul palco delle opinioni e riflessioni di esperti come gli psicologi Michele Cesaro e Antonio Iannaccone dell'Università di Salerno, l'assessore alle politiche giovanili del Comune di Pratovecchio Alessandro Fani, la professoressa Maria Antonietta Falco del Liceo di Poppi, la studentessa Lucia Tacconi, il genitore Paolo Tacconi, il giornalista coordinatore Massimo Orlandi, mentre la ricercatrice Chiara Barlucchi forniva, con l'ausilio di proiezione di diapositive da computer, interessanti flash sui risultati della ricerca.

Per i giovani presenti è stato anche un momento di gratificazione al loro lavoro: hanno ricevuto infatti una copia della ricerca pubblicata ed hanno partecipato ad un concorso a premi abbinato all'indagine. Oltre a10 buoni d'acquisto per due cd con estrazione casuale, sono stati assegnati 5 premi al merito, consistenti in un buono per due cd ed un lettore portatile, a coloro che hanno espresso all'interno del questionario le idee e le proposte ritenute più originali e interessanti per migliorare la qualità del tempo libero dei ragazzi del Casentino. E' stato molto difficile sceglierne cinque tra le tante ugualmente meritevoli di attenzione !! Molti di loro comunque sono stati citati all'interno del libro che proprio per questo risulta piacevole alla lettura, infatti sebbene trattasi di un resoconto statistico, oltre che a tabelle e grafici ha dato piena voce ai veri protagonisti, con le loro frasi, il loro linguaggio, il loro modo di esprimersi. Nel retro copertina uno spezzone di una frase altamente significativa ben esprime il senso di questo lavoro, la riportiamo qui per intero:

"PER FAVORE, SE SIETE ADULTI CERCATE DI ASCOLTARE NOI GIOVANI! SPESSO MANDIAMO MESSAGGI CHE NESSUNO SENTE! CERCATE DI SCOPRIRE COSA CI INTERESSA E COSA CI PIACE, REALIZZATE PROGETTI PER NOI. NON PRENDETECI IN GIRO PER LE NOSTRE IDEE O LE NOSTRE ASPETTATIVE, MA AIUTATECI A REALIZZARLE E SE SONO SBAGLIATE, FATECI APRIRE GLI OCCHI E FATECELE CAMBIARE. SENZA OPPRIMERCI, SENZA STRESSARCI, STATECI ACCANTO E PARLATE DI VOI! FATEVI CONOSCERE".


Ecco in sintesi le proposte e le richieste più ricorrenti da parte degli studenti casentinesi che hanno partecipato all'indagine:

  • MAGGIORE E ADEGUATA INFORMAZIONE
  • MIGLIORAMENTO DEI TRASPORTI
  • COSTI PIU' BASSI
  • AMPLIAMENTO SPORTS E RELATIVE STRUTTURE
  • DISPONIBILITA' DI STANZE PER RITROVARSI
  • CENTRI MULTIFUNZIONALI ED INTERCULTURALI
  • CORSI MULTIMEDIALI
  • CINEFORUM
  • INCONTRI PER ASCOLTARE E DISCUTERE ORGANIZZATI DA ASSOCIAZIONI E DALLA SCUOLA
  • PARTECIPAZIONE DIRETTA DEI RAGAZZI, O TRAMITE RAPPRESENTANTI, ALLA PROGRAMMAZIONE, DECISIONE, GESTIONE, DI STRUTTURE PER IL TEMPO LIBERO E DEGLI SPAZI GIOVANILI IN GENERALE

Qui di seguito riportiamo le cinque proposte premiate; per rispetto della privacy non citiamo i nomi degli autori anche se sono stati resi pubblici nel corso dell'incontro:

Studentessa/ ITC di Poppi/ Attenzione all'ambiente: "Spesso nei paesi del Casentino i ragazzi si rinchiudono nei bar e non sfruttano le possibilità di un incontro ambientale che le nostre vallate gli offrono. Vorrei che ci fossero più possibilità magari offerte dal comune o dal gruppo parrocchiale di far scoprire ai giovani la gioia della natura e, soprattutto, la fortuna che ci possiamo attribuire ad avere un impatto ambientale così forte intorno a noi".

Studente / ITIS Bibbiena/ Centro giovani con navetta: "Ci dovrebbe essere un grande centro giovani che accolga molte persone con dentro attività per tutte le esigenze quindi senza doversi spostare per andare da un locale all'altro...e una navetta che fa il giro dei paesi e raccoglie i ragazzi alle apposite fermate per portarli tutti quanti al centro giovani".

Studentessa / LICEO SCIENTIFICO Poppi / Trasporto ferroviario più flessibile: "Ci dovrebbero essere più strutture per i ragazzi della mia età e inoltre il servizio ferroviario dovrebbe essere attivo anche di notte".

Studente/ ITIS Bibbiena / Società di ragazzi: "Creare dei mezzi di trasporto attuali / Migliorare le strutture per i giovani e aumentarne il numero / Cercare di trovare le passioni dei ragazzi / Eliminare il problema "distanza" perchè ciò limita molto un ragazzo / Creare società dirette dai ragazzi più grandi che hanno passato come noi, da poco, la giovinezza e che quindi sanno i nostri reali bisogni e problemi. Con ciò si eliminerebbe il problema di creare più strutture di quante ne servono, perchè sapremmo di cosa hanno bisogno i ragazzi".

Studentessa/ LICEO SCIENTIFICO Poppi / Scuola diversa all'americana: "Ho già detto che la scuola dovrebbe aumentare i corsi pomeridiani, creare nuovi ambienti come campi da gioco, sale musicali, bar, come nelle scuole americane. I ragazzi così non vagherebbero come zombi nelle strade ma avrebbero un posto sicuro in cui imparare nuove cose, senza preoccuparsi dei voti e quindi senza sentire queste attività come obblighi, ma come strumenti da cui ricevere sicurezza, per stare in compagnia e trovare amici".

Altre proposte e riflessioni meritevoli di lettura e attenzione:

Consumo Critico : "Riflettiamo: per modificare ciò che i ragazzi notano e considerano, si deve intervenire su ciò a cui essi, consapevolmente o meno, fanno più volte riferimento nella loro quotidianità. Su cosa intervenire? Sull'informazione di tutti i tipi, sull'abbigliamento, sul denaro, sui luoghi di intrattenimento come pub e discoteche. Come intervenire? Creare una catena, un circolo che comprenda tutti gli aspetti sopra elencati, oltre ad i giovani, e che li spinga ad interessarsi a cultura e sviluppo. Inizialmente sarà una spinta, poi sarà una rincorsa . Ma per creare la spinta iniziale è necessario creare un ritorno per i ragazzi. Un esempio? Se compri il vestito di quella marca, quando lo ricicli, ricevi un buono (in base al peso del vestiario restituito) da spendere come biglietto valido per un ingresso in una discoteca convenzionata con la Comunità Montana, sovvenzionata dallo Stato…basta l'iniziativa!"

Infrastrutture Mirate: "Vorrei che i ragazzi fossero presi più seriamente, noi abbiamo bisogno di uno spazio in cui fare ciò che vogliamo. Pochi pensano al divertimento dei ragazzi, vengono fatte discoteche che non piacciono a nessuno, per cercare una discoteca bella si deve andare ad Arezzo, ci vorrebbe una discoteca immensa, piena di divertimenti, non solo musica, anche qualcosa di diverso, non so neanche io cosa. Un posto che ci potrebbe tenere uniti, già siamo pochi poi se ci dividiamo..!"

Autogestione / Pessimismo: "Certamente creare uno spazio per i giovani, da poter gestire, ci farebbe maturare (vedi teatrino di Stia). Ci affiaterebbe molto. Dovrebbero organizzare qualche punto di ritrovo per parlare e avere consigli. Oppure organizzare dei concerti. Ma tutto questo è impossibile, perché nessuno si prende la briga di farlo".

Nostalgia del passato: "Secondo me purtroppo la società di oggi sta diventando sempre più materiale. Fra i giovani c'è molto più malcontento, non siamo mai contenti. Purtroppo spesso le persone più deboli si fanno trascinare in compagnie sbagliate, combinando così danni a se stessi. Certe cose proprio non le concepisco, perché per divertirsi devono andare a cercare l'illegale, quando invece per divertirsi basta stare con le persone giuste, e senza "prendere niente" possiamo riuscire ad avere sensazioni stupende, essere tranquilli e spensierati. Molto spesso penso che il mondo andava molto meglio qualche decennio fa, dove quasi tutti si sapevano divertire con semplicità. Spero che prima o poi si riesca tutti ad aprire gli occhi, e a renderci conto che forse c'è qualcosa che non va !!!"

Punto d'incontro extra-scolastico: "Il Casentino potrebbe essere migliorato con un punto di incontro per gli alunni della scuola che essi frequentano e alunni di altre scuole, dove fare nuove amicizie e dove imparare cose con altre persone che non si conoscono".

S.O.S Noia: "Non significa niente migliorare le attività, di quelle ce ne sono tante, il problema è che i ragazzi non hanno voglia di decidere, non hanno voglia di fare nulla, non hanno voglia di pensare o di fare qualcosa fuori dalla convenzionalità. E così anche fare una schitarrata tra amici o andare a teatro e poi una pizza anziché cinema e discoteca è una noia e basta quando poi non sanno che ci si diverte da morire. Basta volersi divertire, non è necessaria la macchina e musica da fare schifo, basta solo la giusta compagnia che sappia piangere e ridere insieme, che sappia scherzare ma anche saper parlare di cose serie. Il problema è che di queste cose non ce ne sono più o forse spero sono rare".

Ballo di coppia: "Cercate di creare scuole di ballo di coppia perché sono convinta che servirebbero ad aiutare molti giovani che non riescono più a confrontarsi fra di loro. Il ballo è un'arte e con il ballo di coppia ognuno prende consapevolezza del proprio corpo in una maniera naturale e armonica. Cercate di creare balere per giovani, per quei giovani che in discoteca si muovono come robot e che quando incontrano una ragazza sono capaci solo ad offrire alcool e sigarette. Ed è sicuramente più bello sentirsi dire: "Vuoi ballare con me?".

Imparare a incontrarsi e a comunicare:"Per migliorare il tempo libero dei ragazzi secondo me, si dovrebbe innanzitutto fornire maggiori luoghi di incontro e soprattutto insegnare ai giovani a stare veramente insieme (visto che molti escono insieme senza veramente "incontrarsi e comunicare"). I giovani dovrebbero inoltre riscoprire i valori che ormai hanno perso e accontentarsi di ciò che fanno e di dove vanno (trovando piacere e soddisfazione anche nel semplice camminare insieme o stare in un posto a parlare). Per quanto riguarda i temi affrontati da questo questionario essi sono molto importanti e più spesso anche a scuola dovremmo avere la possibilità di parlarne e di approfondirli".

Più tempo e dialogo con i genitori: "Non ci vorrebbero tantissimi compiti e bisognerebbe ridurre le ore lavorative perchè non è possibile che vediamo i nostri genitori solo 10 minuti alla sera, senza nemmeno parlare con loro di quello che succede e poi più spazio al dialogo".

Adulti più vicini e responsabili: " Gli adulti dovrebbero occuparsi di più e meglio dei ragazzi. Penso che al giorno d'oggi gli adulti trascurino i ragazzi, per questo diventano grandi troppo in fretta, e diventano così troppo indipendenti. Capisco che bisogna crescere e responsabilizzarsi, ma bisogna farlo sapendo di poter contare su qualcuno, non perché siamo costretti da ciò che ci circonda. Dovremmo passare più tempo con la nostra famiglia, essere felici, avendo un divertimento genuino…al giorno d'oggi tutti pensano al fumo, all'alcool e al sesso".

Poco tempo libero: "Secondo me i ragazzi non hanno molto tempo libero e sicuramente quando uno esce trascura qualcosa, come la scuola o la famiglia".

Libertà nel tempo libero: " Non ho idea perché io trovo sempre qualcosa da fare, non mi piace che gli altri mi impongano quello che devo fare nel mio tempo libero".

Libertà, responsabilità, autogestione per i giovani: " Commenti sul questionario: perché fare indagini e non cambiare nulla lo stesso, come è sempre successo ??? Bisognerebbe innanzitutto lasciare più libertà agli adolescenti, non opprimerli con le proprie idee, costringendoli a riprenderle. Farli vivere la loro vita secondo i loro principi, pur insegnando loro però rispetto ecc. Centri per giovani, iniziative la cui organizzazione è nelle mani dei giovani stessi sarebbero importanti, per avere la responsabilità per qualcosa".

Educazione all'uso dei mass-media: " Personalmente ritengo che la diffusione della cultura e dell'informazione dipende in larga parte dall'accessibilità ai mezzi di comunicazione i quali possono essere un ottimo mezzo per trascorrere il tempo libero. Invenzioni come il cinema, la televisione, la radio, si sono diffuse rapidamente nel corso di questo ultimo secolo fino ad arrivare al computer, internet, le reti. Ritengo che in Casentino manchi l'educazione a questi nuovi mezzi telematici. Soprattutto se uno studente non ha deciso di frequentare l'ITIS. Spero che questo questionario serva a migliorare questo problema. E' una piccola goccia, che unita ad altre forma un oceano e forse supereremo questo piccolo traguardo. Grazie per l'attenzione, continuate così".

Provocazioni e polemiche costruttive: " Ma perché la Fondazione Baracchi non compra il ...e si va in serie A? / In Casentino non c'è uno sviluppo certo per il futuro, ci vorrebbe una via di collegamento da nord a sud con un traforo per risollevare la nostra economia. /Non sono felice delle politiche che vengono affrontate da vari comuni. Come si può pagare MLD di £ una statua di J. P.? Il sindaco sta male o prende tangenti ? / Ci vorrebbero cinema più belli discoteche più grandi e altri divertimenti per i giovani. /Perché a ...l'asfalto che viene fatto non dura più di tre mesi, ma chi lo fa è scemo o cosa ? / Vorrei sapere perché i soldi che avete speso per tutto ciò non li avete dati in beneficenza".

Comitato di gestione per i giovani:" Il Comune dovrebbe stanziare dei fondi da destinare ai giovani gestiti da un comitato che esprima decisioni in base alle proposte dei giovani. Per creare qualcosa del genere sarei disposto persino a pagare poiché sarebbe nel mio interesse e in quello dei miei coetanei, poter creare luoghi di ritrovo alternativi".

Luogo d'incontro polifunzionale :"Innanzi tutto avere più tempo libero non sarebbe male. Organizzare e unire i giovani in associazioni dalle quali potrebbero partire iniziative come concerti, incontri, dibattiti, letture guidate, messa a disposizione da parte dei vari comuni e province di luoghi di incontro. Nel mio paese (Pratovecchio) è presente una struttura del genere e penso che dovrebbe diventare per ogni paese una moda che sicuramente è positiva.

Centri ricreativi e teatro: " Magari ci sarebbe bisogno di più centri ricreativi o centri organizzati per i ragazzi anche se non saprei dire come organizzarli. Nel mio paese ci sarebbe bisogno di un teatro che spesso aiuta a migliorare la personalità, e magari luoghi per il tempo libero oltre la sala giochi".

No alle discoteche, si a punti d'incontro multifunzionali e più attenzione per i giovani portatori di handicap: " Secondo me le discoteche sono inutili: io promuoverei altri punti di incontro, come per esempio sale informatiche o club o multisale. Promuoverei anche più infrastrutture per i ragazzi handicappati, e dei gruppi di ragazzi della nostra età che li aiutano (come anche gruppi di incontro con gli anziani). Mi piacerebbero anche gruppi di lettura con incontri con autori, o gruppi di scrittura, con la partecipazione di veri scrittori. Mi piacerebbe che non circolassero così tante auto per poter passeggiare tranquilli. Mi piacerebbe che ci fossero molti gruppi sportivi, in modo da poter stare più insieme,ed abbassare il prezzo all'entrata di piscine o cinema anche per i ragazzi fra i 12-18 anni. Anche se queste cose non si realizzeranno, spero che questo questionario serva davvero a migliorare la qualità del tempo libero di noi ragazzi".

Non so cosa fare, questo è il problema: " Credo che effettivamente il dire 'ci sono poche cose da fare' sia un luogo comune per proteggersi alle volte dal non dover dire 'non so cosa fare'. Il problema è che molti seguono la moda e così se è moda andare in discoteca, è impossibile pensare di potersi divertire in altri modi. Potrebbero esserci più spazi comunque interamente dedicati ai giovani, che li lascino liberi di fare, esprimersi e conoscersi. Questo test secondo me ha il pregio di far riflettere un po' i ragazzi su cosa fanno e cosa vogliono".


Durante l'incontro è intervenuto Gianni Verdi responsabile e animatore del centro giovani nato a Pratovecchio all'inizio del 2003. Un progetto ed esperimento che può fare da prototipo per il sorgere di altri centri in Casentino, come gli stessi studenti hanno richiesto. Gianni Verdi ha illustrato in breve le attività del Centro lasciando al volantino distribuito per l'occasione, i particolari e gli approfondimenti che riportiamo qui di seguito.

PROGETTO PHAROS: FAI...CENTRO

Da poco più di un anno è attivo a Pratovecchio il centro giovani Pharos. In uno spazio pubblico, attrezzato semplicemente con alcuni computers e postazioni Internet, è nato un centro di attività giovanile che ha come filo conduttore quello di assecondare le idee e i progetti dei ragazzi, senza proporre iniziative calate dall'alto ma scegliendo di dare ai giovani la possibilità di realizzare un loro progetto.

Per questo è difficile dire che cos'è Pharos, mentre è molto più facile dire che cosa non è:

  • Pharos non è un semplice servizio Informagiovani o Trovalavoro
  • Pharos non è uno spazio-giochi
  • Pharos non è un luogo dove si va se non si ha niente da fare
  • Pharos non è un obbligo ma un piacere
  • Pharos può essere tutto e il contrario di tutto

Ma un'idea di come scorrono le giornate al centro bisognerà darla; e allora ci serviremo delle esperienze già vissute, dei progetti realizzati e di quelli che stiamo realizzando:

  • un cortometraggio ispirato a "Confessioni di un malandrino" di Angelo Branduardi
  • una serie di incontri e dibattiti quindicinali su alcuni films scelti dai ragazzi
  • esibizioni dal vivo alla scoperta degli strumenti musicali
  • un corso di fotografia
  • una serie di incontri sulla vela, con uno skipper come "guida"
  • un corso di lingue straniere finalizzato all'inserimento nel mercato del lavoro
  • un incontro con i testimoni dell'ultima guerra mondiale e coi reduci dei campi di sterminio

Nei prossimi giorni al centro Pharos si parlerà soprattutto del campo estivo che la comunità di Emmaus realizzerà a Pratovecchio dal 25 luglio al 7 agosto prossimi.

Martedì 18 maggio proiezione del film "Inverno 54"

Martedì 25 maggio presentazione del campo estivo a cura di Antonio Salis e Franco Bettoli, responsabile della comunità di Emmaus di Laterina.

le iniziative più belle, comunque, sono quelle che dobbiamo ancora realizzare. E se lo vuoi, fra queste può esserci anche la tua.

CENTRO GIOVANI PHAROS DI PRATOVECCHIO

ORARIO DI APERTURA: LUNEDI' E GIOVEDI' 15 -17.30 / MARTEDI' 21-23

TEL / FAX 0575-581474

E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Riportiamo la premessa alla pubblicazione di Chiara Barlucchi e a seguire alcuni flash sui risultati dell'indagine, invitando per maggiori approfondimenti alla lettura integrale del libro:

Tempo libero: rischio o opportunità?

La voce degli adolescenti del Casentino

Edizioni Romena

disponibile presso la Fraternità di Romena, le scuole del Casentino, o da richiedere direttamente alla Fondazione tramite e-mail

 

Il volo degli adolescenti fra desiderio e realtà

di Chiara Barlucchi

Premessa

Quali sono i reali bisogni degli adolescenti? Li immaginiamo? Ce li hanno mai espressi? Li conosciamo davvero? Quanto si comprendono? E' vero che "i giovani si stanno spegnendo", come afferma un ragazzo di 17 anni tra quanti avvicinati? Questa ricerca è stata realizzata proprio al fine di trovare delle risposte al di là dei luoghi comuni o dell'immaginario collettivo.

Spesso si parla di adolescenza come età ingrata, età difficile, quasi fosse un malanno che comunque verrà superato. Tuttavia, se per prima cosa si considera semplicemente che, secondo l'etimologia, l'adolescente è colui che è "in via di crescita" (dal latino adolescens-entis) e come tale sta affrontando le difficoltà, le contraddizioni e i conflitti che implica il crescere, non si può rimanere ad aspettare che il "malanno" prima o poi passi. Bisogna cercare di capire in cosa consista la sua specificità, quella delle sue problematiche così come della sua bellezza, in maniera da poter contribuire a far vivere al meglio questo periodo, creando le condizioni migliori per un cammino serenamente proiettato verso il futuro dell'età adulta.

Visto che in tema di adolescenza i maggiori esperti sono gli adolescenti stessi, diventa essenziale dar voce ai reali protagonisti, ai loro pensieri e alle loro parole, accantonando letture precostituite e sospendendo, almeno momentaneamente, qualsiasi giudizio. Oltretutto, come confida una ragazza di 16 anni, "i giovani stanno passando un momento di crisi perchè si sentono il dito puntato addosso...e forse il dito non andrebbe puntato su di noi ma sugli adulti che hanno costruito questo mondo e non sanno fare (a volte) il ruolo di genitore".

Tra i ragazzi c'è chi parla per sigle, o per slogan, per metafore o immagini, chi articola in maniera più approfondita, chi utilizza un gergo particolare, ognuno però ha qualcosa da dire, con la speranza di essere ascoltato:"siamo stufi di essere solo analizzati", ammonisce infatti una ragazza di 15 anni. Poniamoci allora in posizione di ascolto e se mai per sintonizzarci meglio, da una parte ritorniamo indietro nel tempo, alla nostra adolescenza, e dall'altra riconosciamo quell'adolescente che è ancora presente in noi e interagisce di continuo con il nostro essere adulti: l'effettiva condivisione di stati d'animo, emozioni, sensazioni non può che favorire l'apertura, facilitando così la comprensione.

Questa indagine, di tipo esplorativo, non vuole dunque controllare particolari ipotesi, bensì tracciare un quadro d'insieme da cui trarre informazioni pertinenti nonchè molteplici e preziosi elementi di riflessione per quanti sono chiamati a confrontarsi con la realtà giovanile e con le problematiche ad essa connesse, per formulare delle risposte e mettere a punto, eventualmente, delle politiche atte a rispondere alle esigenze manifestate in maniera più o meno diretta dagli stessi adolescenti. Tra i molti, una ragazza di 18 anni esplicita chiaramente la questione: "ma saranno prese in considerazione le nostre proposte? Spero proprio di sì, perchè sarebbe il modo giusto per cambiare in meglio la società in cui viviamo".

La ricerca sociale infatti oltre che un mezzo di conoscenza, dovrebbe essere anche uno strumento per effettuare valutazioni ed operare scelte; uno strumento sistematico di ausilio al processo decisionale per gli organi, istituzioni e tutti coloro che hanno responsabilità della realtà oggetto di studio. Peraltro, nel contesto l'indagine si configura anche come "ricerca-azione" in quanto volta a individuare i reali bisogni degli adolescenti per consentire successivamente, con l'apporto di amministrazioni locali e istituzioni, la progettazione e la realizzazione di interventi che ne consentano al meglio la soddisfazione. Di fatto, come esorta una ragazza di 17 anni, "questo questionario non dovrebbe essere solo un modo per fare statistiche ma dovrebbe servire ad attuare quello che i giovani richiedono, altrimenti questi questionari restano solo pezzi di carta scritta".

L'auspicio dunque è che i risultati conseguiti possano effettivamente rivelarsi utili e tenuti in considerazione soprattutto da parte di chi ha responsabilità decisionali. In tal modo una simile iniziativa si presenterà come l'esempio di un intervento capace di incidere sulla realtà considerata al fine di migliorarne lo stato complessivo, tanto da indurre diversi adolescenti a rivedere la loro ottica pessimistica che li porta a credere che questa indagine "non sia servita a niente perchè la società non può cambiare grazie alle parole dei ragazzi"(ragazza di 14 anni).


La ricerca

Alcune brevi informazioni sul disegno della ricerca sono utili per considerare correttamente i dati, apprezzarne i limiti così come la ricchezza.

Il campo dell'indagine ha riguardato tutta la popolazione studentesca delle scuole superiori del Casentino e delle scuole superiori nel comune di Arezzo e frequentate da studenti provenienti dal Casentino. Sono stati coinvolti nove presidii scolastici, tre dei quali situati a Poppi (Liceo Scientifico/Classico G.Galilei, l'Istituto Tecnico Commerciale L.Einaudi e l'Istituto Professionale) due a Bibbiena (L'Istituto Tecnico Industriale e l'Istituto Professionale Servizi Industria e Artigianato E. Fermi) e quattro ad Arezzo (Liceo Classico/Musicale F.Petrarca, l'Ex Istituto Magistrale V.Colonna, l'Istituto d'arte P. della Francesca, l'Istituto per geometri V.Fossombroni).

La raccolta organizzata delle informazioni dall'universo in esame è stata realizzata utilizzando un questionario ad hoc. Le tematiche in cui esso si articola sono riconducibili essenzialmente a sette:

  • la soddisfazione circa il luogo di vita
  • le attività e i vissuti emotivi legati all'impiego del tempo libero
  • le esigenze e le proposte relative ai luoghi e alle attività di aggregazione giovanile
  • la valutazione dell'esperienza scolastica
  • la valutazione dell'esperienza familiare
  • la valutazione del rapporto amicale
  • i sogni e i progetti una volta conclusi gli studi

Tali tematiche sono state indagate tramite 15 domande, la maggioranza delle quali "aperte", ovvero senza risposte preventivate tra cui scegliere, ma aperte alla risposta formulata autonomamente dall'intervistato, proprio per lasciare spazio all'espressività dei ragazzi e dare loro la possibilità di esprimersi liberamente e secondo il proprio linguaggio. La rilevazione si è realizzata attraverso la somministrazione diretta e personale del questionario ad ogni studente all'interno dell'orario scolastico garantendo l'anonimato.

Dei 1389 studenti casentinesi ne sono stati raggiunti complessivamente 1040, ovvero tre su quattro: un valore che in alcune scuole viene tra l'altro abbondantemente superato. Senza dubbio un simile risultato consente pertanto di scattare una fotografia che mette a fuoco e riflette nitidamente il "sentire" dell'universo adolescenziale casentinese.

 

Intervistati 3 studenti casentinesi su 4

 

Il nostro Casentino

Aspetti positivi:

  • la natura
  • la tranquillità
  • il conoscersi tutti

“nel Casentino c’è poca vita, poca cultura e desolazione” (ragazza di 15 anni) …

bisognerebbe

“consentire alle persone che abitano in questi piccoli agglomerati urbani di non essere al limite del mondo“ (ragazza di 16 anni)

Aspetti negativi:

  • la mancanza di locali
  • il ‘vuoto’
  • il conoscersi tutti

Il tempo libero …

spazio di tempo che resta dopo...

  • scuola +
  • compiti

oppure dopo...

  • scuola +
  • compiti +
  • impegni familiari

o addirittura dopo...

  • scuola +
  • compiti +
  • impegni familiari +
  • attività extra-scolastiche seguite con regolarità

… libertà del tempo

“per migliorare la qualità del tempo libero bisognerebbe concedere la libertà del tempo cioè riuscire a rendere autonomi noi ragazzi” (ragazzo di 18 anni)

Cosa fai nel tempo libero?

  • amici +
  • locali +
  • andare in giro +
  • fare camminate +
  • sport e gioco

Luoghi e attività più praticati nel tempo libero:

  • locali +
  • centro sociale +
  • muretto +
  • vado in giro

… e il sabato sera ?

… “siamo costretti a trovarci e a fare sempre le solite cose” (ragazza di 17 anni) …

… “tutti i sabati sera si sa già quello che si fa; tutti i sabati sono come quello precedente e non c’è mai qualcosa di diverso da fare” (ragazza di 17 anni)

… ma cosa ?

Il programma serale degli adolescenti spesso consiste …

“nell’andare prima in pizzeria dove si beve, poi al pub dove si ribeve e poi, per finire, in discoteca dove la musica fonde il cervello” (ragazza di 17 anni)

Ma uscire il sabato sera è …

  • un desiderio per oltre il 40%
  • irrinunciabile per oltre il 30%

Se non esci il sabato sera ti senti …

  • triste 19%
  • annoiato 18%
  • male 16%
  • arrabbiato 7%
  • solo 2%
  • Tot. 62%

Stato di sofferenza avvertito da quasi i due terzi del totale (62%).

“la noia fra i giovani è sempre presente, e perché? Per il semplice fatto che non siamo stimolati a pensare a qualcosa di diverso” (ragazza di 18 anni)

… “dobbiamo scegliere tra pizzeria o discoteca per forza!” (ragazza di 16 anni)

… “i giovani d’oggi cercano un’alternativa a questa monotona vita” (ragazza di 16 anni)

“essere quasi tutti inappagati o insoddisfatti” (ragazza di 19 anni)

“se ci fossero delle alternative i ragazzi userebbero meglio il loro tempo libero invece di stare tutto il giorno in un bar a fumare e quindi a farsi male … vorrei tanto che il passatempo cambiasse” (ragazzo di 14 anni)

Per migliorare la situazione …

“basterebbe solamente che all’interno del paese ci fossero dei maggiori posti di ritrovo” (ragazzo di 17 anni)

Anzi

“piuttosto che autobus per andare in discoteca, dovrebbero proporci aree alternative dove fare mostre nostre, cineforum organizzati da noi ragazzi, feste studentesche, per evitare di chiudersi nel solito pub prima di andare a ballare!” (ragazza di 18 anni).

E allora perché non

“un grande centro giovani che accolga molte persone, con dentro attività per tutte le esigenze, quindi senza doversi spostare per andare da un locale all’altro … e una navetta che fa il giro dei paesi e raccoglie i ragazzi alle apposite fermate per portarli tutti quanti al centro giovani” (ragazzo di 18 anni)

? ! ? ! La scuola ? ! ? !

“la scuola mi ha reso troppe volte triste e insoddisfatto” (ragazzo di 18 anni)

“l’unica consolazione è che presto tutto finirà” (ragazza di 19 anni)

“ci tocca studiare dalla mattina alla sera. Io termino di studiare ogni giorno la sera alle 9 e appena finisco vado volentieri a letto … Siamo studenti ma siamo anche esseri umani” (ragazza di 19 anni)

Il brutto della scuola

  • I prof.
  • i sistemi di valutazione
  • la didattica
  • lo studio...

I Prof :

  • chiusi
  • distaccati
  • sordi
  • disinteressati al mondo dei ragazzi
  • indisponibili
  • disattenti

“non aiutano nelle cose della vita” (ragazza di 15 anni)

“studiare è un obbligo e non un piacere” (ragazza di 19 anni)

Lezioni qualificate come:

  • superficiali
  • esclusivamente ex-cattedra
  • lontane dalla realtà
  • antiquate
  • unicamente teoriche
  • noiose

“non riescono a trasmettere emozioni” (ragazza di 16 anni)

La scuola è l’ambiente che crea e offre opportunità di relazione …

  • si trovano gli amici
  • si fanno nuove conoscenze
  • si socializza
  • ci si diverte …

Per 4 studenti su 5 la scuola rappresenta “altro”

Cosa fare per migliorarla?

  • didattica
  • democrazia
  • equilibrare l'impegno
  • manutenzioni / ristrutturazioni
  • professori
  • riorganizzarla

“renderla tale!” (ragazzo di 15 anni)

“far sì che piaccia studiare” (ragazzo di 18 anni)

… Il primo passo …

“cominciare a vivere come una comunità prendendo coscienza, prof. e alunni, della propria condizione di soggetti sociali e quindi lavorare insieme per progettare e costruire una scuola migliore” (ragazza di 19 anni)

Ma una scuola migliore non in senso generico, ma una scuola dove...

“si insegni ai ragazzi a sognare e ad amare la bellezza del mondo!” (ragazza di 15 anni)

La famiglia

La prima di tre espressioni pensando alla propria famiglia:

  1. affettività
  2. comunanza
  3. nido
  4. piacevolezza
  5. incontro
  6. disagio
  7. composizione

affettività: sfera degli affetti - amore, affetto, amicizia...

nido: ambiente caratterizzato da: serenità, tranquillità, tenerezza, calore, sicuro, protettivo, accogliente…

comunanza: condivisione e compartecipazione, unione, solidarietà, complicità, sostegno, disponibilità…

piacevolezza: percezione gradevole della famiglia - bella, simpatica, allegra, gentile, gioia, divertimento…

incontro: contesto dove abitano dialogo, fiducia, rispetto, stima, libertà, apertura, ascolto, comprensione, attenzione …

composizione: assemblaggio di elementi a sé stanti – mamma, babbo, io, il gatto, il mio letto, cibo, denaro, il motorino…

disagio: insoddisfazione, scontento, e sofferenza come chiusura, incomprensione, noia, odio, stress, autoritaria, gabbia, nervosismo, indifferenza, paura, liti, lontana, tristezza, ordini, desolazione, severità…

Gli amici

“la parte più importante della vita sociale” (ragazza di 17 anni)

“senza gli amici non posso vivere” (ragazza di 17 anni)

Ma cosa sono gli amici?

  • compagni di vita
  • bene prezioso
  • parte di me
  • centro dell'universo
  • fedeli compagni di avventura
  • persone che ti sono vicine nel bene e nel male
  • la cosa più bella che si può avere

Per 1 ragazzo su 4 sono 'tutto'

  1. tutto
  2. cosa importante
  3. riferimento
  4. ascolto
  5. compagnia
  6. fiducia
  7. seconda famiglia
  8. inesistenti
  9. tesoro
  10. altro

“ti ascoltano, danno consigli e ti aiutano” (ragazzo di 16 anni)

“ti ascoltano senza giudicare” (ragazza di 17 anni)

“capiscono ciò che pensi senza bisogno di parole” (ragazza di 16 anni)

“con loro ti senti veramente te stesso” (ragazzo di 16 anni)

“ti accettano come sei” (ragazza di 16 anni)

“ti considerano” (ragazzo di 17 anni)

“tengono a te” (ragazza di 16 anni)

“con loro si cresce” (ragazza di 16 anni)

Il Messaggio principale trasmesso dai ragazzi è il loro bisogno di relazione:

    • comunicare ed essere ascoltati
    • esprimersi per raccontarsi in maniera da capire meglio
    • farsi capire e magari ricevere un aiuto …
    • avvertire una presenza dell’altro reale, effettiva

“gli adulti dovrebbero occuparsi di più e meglio dei ragazzi … al giorno d’oggi gli adulti trascurano i ragazzi … capisco che bisogna crescere e responsabilizzarsi, ma bisogna farlo sapendo di poter contare su qualcuno” (ragazza di 15 anni)

La Richiesta principale posta dai ragazzi:

    • ascoltare
    • parlare
    • aprirsi
    • progettare nel rispetto
    • camminare accanto

in 1 parola: DIALOGO

“PER FAVORE, SE SIETE 'ADULTI' CERCATE DI ASCOLTARE DI PIU’ NOI GIOVANI! SPESSO MANDIAMO MESSAGGI CHE NESSUNO SENTE! Cercate di scoprire cosa ci interessa e cosa ci piace, realizzate progetti per noi. Non prendeteci in giro per le nostre idee o le nostre aspettative, ma aiutateci a realizzarle e se sono sbagliate, fateci aprire gli occhi e fatecele cambiare. Senza opprimerci, senza stressarci, stateci accanto e PARLATE DI VOI! FATEVI CONOSCERE” (ragazza di 16 anni)

 


 

 

Audio tratto da:"Ma il cielo è sempre più blu" di R. Gaetano - "Gli anni " di Max Pezzali 883 - "Almeno credo" di L.Ligabue - "In fila per 3" di E. Bennato  (Attendere qualche minuto per l' ascolto)

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