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Eventi Musicali e Teatrali

Fotogrammi in Concerto

20 Febbraio 2003 - Cinema Dante - Ponte a Poppi: Fotogrammi in Concerto, concerto di musiche da films e proiezione di sequenze cinematografiche, con la partecipazione della Casentino Musica Orchestra diretta dal maestro Leonardo Rossi.


FOTOGRAMMI IN CONCERTO è il titolo dell'evento musicale organizzato dalla Fondazione. Un concerto di musiche da film con sequenze cinematografiche di grande suggestione per il pubblico amante del grande schermo. Sul palcoscenico, la Casentino Musica Orchestra, una formazione di giovani musicisti di prevalente origine casentinese, dal curriculum musicale ormai affermato. Hanno suonato sotto la direzione del maestro Leonardo Rossi valido arrangiatore dei brani in programma che rappresentano il fior fiore della musica di Hollywood e Cinecittà. E mentre le immagini di film bellissimi come La Strada, Otto e mezzo, Il padrino, Indiana Jones, Balla coi lupi, E.T., Mission, scorrevano sullo schermo a far da cornice all'esecuzione, la Casentino Musica Orchestra ha offerto delle intense emozioni con le musiche ora struggenti ora vibranti di Nino Rota, Ennio Morricone, John Williams, John Barry. E' stata l'occasione per apprezzare un binomio vincente di registi a tutti noti quali Fellini, Coppola, Spielberg e musicisti di chiara fama vincitori di molti premi Oscar.

La Casentino Musica Orchestra

LA COLONNA SONORA: IL SUONO E L'EMOZIONE

Inutile stare a sottolineare l'importanza della colonna sonora per qualsiasi film: spesso e volentieri il successo di una pellicola è legato, in buona parte, alla sua musica, che ci resta a lungo nella mente e ci perpetua il ricordo delle scene salienti. Diremo di più: ci sono film che, col passare degli anni, sono scomparsi, sono stati dimenticati, mentre invece le loro musiche ancora resistono nella memoria collettiva. Insomma, musica e immagine sono un'accoppiata perfetta, quando, ovviamente, il connubio funziona: cosa che non sempre accade e difatti, musicisti da film non ci si inventa di certo. Ma la colonna sonora riuscita è quella che si fa sentire oppure no? Su questo non tutti i compositori sono d'accordo: per Morricone "se una bella musica nel film non si sente, quella è una musica inutile", invece per Nicola Piovani, uno dei compositori rampanti del cinema italiano, "quando si fa sentire troppo, è sbagliata: deve lasciarsi incorporare nel film senza farsi troppo notare per non distrarre lo spettatore, ma neanche essere priva di carattere. La simbiosi più riuscita è certamente quella tra Fellini e Nino Rota, veri capolavori di immagine e suoni, fusi in modo stupendo".

Ma come nasce una colonna sonora e soprattutto, come possono i videomaker musicare al meglio le proprie realizzazioni? Per Ennio Morricone "dipende molto dal regista: Sergio Leone dava grande importanza alle musiche: nei suoi film alcune scene sono state montate proprio partendo dalla musica". Secondo Nicola Piovani "lo spunto viene dalla sceneggiatura, dalle intenzioni della regia, dalla recitazione e dalla storia. Quando nasce male deriva da elementi formalistici, astrazioni stilistiche, culturalismi di maniera....Ci sono tante piccole regole e altrettante piccole trasgressioni:...a volte anche un unico tema che cambia di volta in volta per adattarsi alla sequenza da commentare, dando a tutto il film una commovente unità, una stessa 'pasta' musicale che riesce a farci ridere e piangere...". Meglio una musica originale, composta per l'occasione, o l'adttamento di qualcosa già esistente? "La classica o comunque la musica adattata ha grande valore, dice Piovani, ma, essendo già scritta, è meno plasmabile, non la si può conformare ai tempi e al ritmo, mentre la musica scritta ex novo rispetta le pause e i ritmi di ogni scena, quindi si presta meglio all'occasione".

Archi e fiati della Casentino Musica Orchestra

 

PARLANDO DI CINEMA...

"E' sufficiente che la palpebra bianca dello schermo possa riflettere la luce che le è propria per far saltare l'Universo"

Luis Bunuel

"Se non si crede un po' a quello che si vede sullo schermo, non vale la pena di perdere il proprio tempo con il cinema"

Serge Daney

"Il film di cui ci illudevamo di essere solo spettatori è la storia della nostra vita"

Italo Calvino

"E' fuori dal cinema, quando il film è appena terminato e la gente, tanta o poca, sciama in silenzio dal buio della sala verso il buio della notte e mancano poche decine di metri per arrivare alla macchina e puntare verso casa, quando ancora le immagini fluttuano nella testa come alghe e pesci esotici in un minimo acquario domestico, è in quel momento imbarazzato, mentre agitiamo le chiavi e non ci ricordiamo perfettamente quale serratura dovranno aprire, è su quel marciapiede allungato come una riva tra due acque, con i pensieri che lo lambiscono da una parte e dall'altra, è in quella terra di nessuno che si forma il sentimento di ciò che abbiamo visto. ...Fuori dal cinema ci sentiamo allo scoperto e raccogliamo nella mente parole e immagini provenienti dai luoghi più strani, limatura di ferro richiamata dalla calamita del film, o farfalle attorno a un fiore....Così, come tanti spettatori semplici ma esigenti, accetto o rifiuto le opere solo riflettendo in me la loro luce: se mi aiutano ad accostarmi alla mia ombra e a rischiararla le ringrazio, altrimenti le poso. Allora fuori dal cinema significa forse dentro alla vita, a quel grumo di pensieri ossessioni debolezze e speranze che ogni giorno e con ogni mezzo, comprese le immagini dei film e le parole dei libri, proviamo a depurare affinchè un barlume di verità possa traversarlo d'improvviso, come un raggio di sole anche nell'inverno più piovoso traversa la finestra e penetra nella stanza per parlarci di un mondo più aperto,di una stagione più chiara"

da "Fuori dal cinema" di Marco Lodoli

 

 

Alcune suggestive immagini di "Fotogrammi in concerto"

 

SCHEDE DEI FILM DI FOTOGRAMMI IN CONCERTO (dai Dizionari dei film "Il Mereghetti" e "Il Morandini")

 

MARY POPPINS (USA 1964 di Robert Stevenson con Julie Andrews, Dick Van Dyke....)

Dal cielo della Londra dell'ultimo Ottocento arriva, tra la disastrata famiglia Banks, una cameriera tuttofare. Si ferma solo una settimana, ma risolve tutti i problemi e insegna come vivere sereni. Scenografie piacevoli, canzoni gradevoli, dialoghi brillanti, efficace impasto di cinema dal vivo e disegno animato. J. Andrews è il vero perno dello spettacolo. Il film incassò 45 milioni di dollari soltanto sul mercato nordamericano (negli anni '60!). 5 Oscar: miglior attrice all'esordiente Andrews, montaggio, effetti speciali, colonna sonora e canzone "Cam Caminì".

OTTO E MEZZO (ITALIA 1963 di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Claudia Cardinale, Rossella Falk...)

Guido (Mastroianni), un regista in crisi d'ispirazione diviso fra la moglie borghese e l'amante sensuale e positiva, riassume la propria esistenza nella cornice irreale di una stazione termale: la casa romagnola dell'infanzia, l'innocente scoperta della femminilità, la repressione nel collegio cattolico; e ancora incubi, sogni di megalomania, di purezza, di fuga. Finale sul set del film da fare, con musica da circo e la passerella dei personaggi. Autobiografia immaginaria, visivamente straordinaria, che, con apparente svagatezza, va a fondo in temi ultimi come l'Arte, la Memoria e la Morte. Il cardinale decrepito interrogato dal protagonista risponde: "Chi ha detto che si viene al mondo per essere felici?". Una delle migliori colonne sonore di Nino Rota: la marcetta del film è diventata "la bandiera della clownerie felliniana, ma anche la sigla musicale con la quale il nome di Rota risuona nella memoria collettiva di tutto il mondo". Un capolavoro che si fa vedere e rivedere senza stancare mai, vincitore di 2 Oscar: migliori costumi e miglior film straniero. Il titolo si riferisce al numero delle regie firmate da Fellini (che aveva esordito firmando "a metà" con Lattuada Luci del Varietà).

IL PADRINO PARTE II (USA 1974 di Francis Ford Coppola con Al Pacino, Robert De Niro, Diane Keaton, Robert Duvall....)

La saga della famiglia Corleone continua con la rievocazione in parallelo della storia giovanile del patriarca don Vito (De Niro) - arrivato dalla Sicilia nel 1901 e registrato come Corleone, da Antolini che era, per un errore del funzionario dell'immigrazione - e della storia del figlio Mike (Pacino), il cui impegno nell'aumentare il potere della famiglia - contro le inchieste senatoriali, le ribellioni di alcuni rami dell'organizzazione, il passaggio della corrotta Cuba da Batista a Castro - coincide con l'aumento della sua solitudine, tradito anche dal fratello Fredo che farà uccidere. Sequel spettacolare e virtuosistico in cui il rapporto metaforico mafia-America si fa più stringente e la dimensione angosciata della saga assume i toni cupi della tragedia greca con il tradimento del fratello. L'America non è più la nuova terra promessa, ma il terreno in cui il potere e il denaro si intrecciano con la corruzione e il tradimento e dove il Paese da conquistare con perverso spirito da "pionieri del crimine" diventa invece teatro del proprio smarrimento autodistruttivo. 6 Oscar: film, regia, sceneggiatura, attore non protagonista (De Niro), colonna sonora (Nino Rota), scenografia.

LA STRADA (ITALIA 1954 di Federico Fellini con Anthony Quinn, Giulietta Masina, Richard Basehart...)

Zampanò (Quinn) è un rozzo girovago che si produce in numeri di forza; al suo seguito, trattata come un animale, è la mite Gelsomina (Masina). Quando Zampanò uccide il Matto, un funambolo che aveva fatto conoscere a Gelsomina la gentilezza e l'umorismo, la ragazza trova la forza di fuggire. Il film fece conoscere Fellini al pubblico di tutto il mondo (vinse l'Oscar come film straniero). L'accento sincero e pudico con cui il regista, alla fine del neorealismo, ritrae personaggi che non rappresentano nulla se non il proprio mondo, continua a colpire lo spettatore. Splendida prova dei tre protagonisti, e una delle migliori colonne sonore di Nino Rota. Leone d'argento alla mostra di Venezia.

BALLA COI LUPI (USA 1990 di Kevin Costner con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene...)

Eroe suo malgrado, un ufficiale dell'esercito nordista (Costner) abbandona la civiltà per "conoscere la frontiera prima che scompaia": scoprirà che gli indiani non sono "selvaggi" e che i bianchi portano violenza e sopraffazione. Sorprendente e coraggioso esordio di Costner nella regia, il quale rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura, ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. Trionfo al botteghino e 7 Oscar: miglior film, regista, sceneggiatura, colonna sonora (John Barry), fotografia, montaggio e sonoro.

LA MIA AFRICA (USA 1985 di Sydney Pollack con Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer...)

La vita in Kenia della scrittrice Karen Blixen dal 1914 al 1931: il matrimonio d'interesse con un barone svedese (Brandauer) che le attacca la sifilide, l'attività di piantatrice di caffè, l'amore senza lieto fine per l'avventuriero inglese Denys Finch-Hatton (Redford), intanto conosce l'Africa e matura. Drammone romantico vecchio stile ambientato in un' Africa da National Geografhic, l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale e un lirismo autentico di fondo lo riscatta per chi ha "il mal d'Africa". Pioggia di Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, scenografia, suono, fotografia, colonna sonora (John Barry).

E. T. (USA 1982 di Steven Spielberg con Henry Thomas, Dee Wallace, Peter Coyote...)

Abbandonata dalla sua astronave in un bosco della California, una piccola creatura galattica è aiutata da un ragazzino che la nasconde nella propria casa. Saranno ritrovati e catturati da un esercito di poliziotti e scienziati. Una miscela calcolatissima di umorismo e melodramma, pathos e invenzioni comiche, buoni sentimenti e critica ai valori costituiti, grande spettacolo tecnologico e coinvolgimento emotivo, rimandi culturali ed effetti speciali. Costato un milione e mezzo di dollari e frutto dell'ingegno di Carlo Rambaldi, il piccolo pupazzo elettronico è la carta vincente di questa favola per bambini di tutte le età, munita anche di un messaggio: bisogna avere gli occhi (il cuore, la fantasia) di un bambino per capire e accettare i "diversi". Uno dei più grandi successi del cinema mondiale. 3 Oscar: musica (John Williams), sonoro, effetti speciali. Ridistribuito nel 2002 in una nuova edizione rimasterizzata nel suono con l'aggiunta di alcune sequenze.

SCHINDLER'S LIST (USA 1993 di Steven Spielberg con Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes...)

Dopo che i nazisti hanno invaso la Polonia, l'industriale tedesco Oskar Schindler (Neeson) si accattiva la simpatia dei pezzi grossi delle SS e impiega ebrei nella sua fabbrica di stoviglie, come manodopera a basso costo. Anche dopo la distruzione del ghetto e la deportazione degli ebrei in un campo di concentramento, ottiene che i suoi operai continuino a lavorare per lui, e godano di un trattamento di favore: poco per volta, intanto, si rende conto della follia e della crudeltà dei nazisti. Col profilarsi della "soluzione finale", riuscirà a salvare da Auschwitz 1.100 persone. Tranne il prologo e il finale, dove le vere persone salvate da Schindler, ormai anziane, vanno a rendere omaggio alla sua tomba, Spielberg sceglie il bianco e nero come strumento sia di realismo che di stilizzazione e quel rosso del cappottino della bambina che cerca di sfuggire al rastrellamento è una piccola invenzione poetica, un esempio del modo con cui gli effetti speciali possono diventare creativi. Da una parte intende salvaguardare la memoria della tragedia più orribile e assurda della storia del Novecento, con una ricostruzione di agghiacciante precisione, dall'altra non osa rappresentare l'orrore finale, quello delle camere a gas, e trasforma la storia dell'Olocausto in un grande melodramma hollywoodiano. 7 Oscar: film, regia, fotografia, musica (John Williams), montaggio, sceneggiatura non originale, scenografia. Il titolo contiene un doppio senso: in inglese significa "la lista di Schindler", in yiddish "il trucco di Schindler".

INDIANA JONES - I PREDATORI DELL'ARCA PERDUTA (USA 1981 di Steven Spielberg con Harrison Ford, Karen Allen, John Rhys-Davies...)

Tra Perù, Nepal ed Egitto, l'archeologo e avventuriero Indiana Jones (Ford) contende ai nazisti il ritrovamento dell'Arca con le Tavole di Mosè, che garantirebbe al possessore poteri sovrannaturali. Straordinario successo per un abile pastiche che mescola il cinema (e i fumetti) d'avventure esotiche degli anni trenta con l'horror degli anni ottanta, tocchi da commedia sofisticata e una messinscena da Kolossal. Ritmo travolgente e perfetta coreografia delle sequenze d'azione ognuna congegnata come un pezzo di virtuosismo. Sono entrati nella memoria collettiva Jones che insegue un camion a cavallo, o la gag in cui fredda con la pistola un arabo spaccone che volteggia la scimitarra. Fonte di innumerevoli plagi e imitazioni, di due seguiti (Il Tempio maledetto e L'ultima crociata) e di una serie televisiva dedicata all'infanzia del personaggio. 4 Oscar: miglior scenografia, montaggio, suono, effetti speciali. Subito celebre la colonna sonora di John Williams.

MISSION (GB 1986 di Roland Joffé con Robert De Niro, Jeremy Irons, Ray McAnally...)

1767, America del Sud: dopo aver ucciso il fratello per gelosia, un mercenario (De Niro) decide di seguire un prete gesuita (Irons) nella missione da lui fondata nella giungla, che spagnoli e portoghesi intendono distruggere per sfruttare la zona e gli indiani. Quando il cardinale Altamirano deciderà di sopprimere la missione, i gesuiti si opporranno: il prete con messaggi di pace, l'ex mercenario combattendo al fianco degli indigeni. Visivamente maestoso ed emozionante specie nella sequenza finale, che conclude in modo drammatico la lotta della storia e in parità la gara di bravura tra i due attori protagonisti. Colonna sonora di Ennio Morricone. Palma d'oro a Cannes e Oscar alla fotografia.

 

Audio tratto da: Film "8 e mezzo" di F. Fellini - musiche di N. Rota / Film "E.T." di S. Spielberg - musiche di J.Williams / Film "Schindler's list" di S. Spielberg - musiche di J.Williams / Film "Mission" di R. .Joffe - musiche di E. Morricone / Film "Indiana Jones" di S. Spielberg - musiche di J. Williams. Esecuzione della Casentino Musica Orchestra durante "Fotogrammi in concerto" (Attendere qualche minuto per l' ascolto)

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