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Questo libro è una storia in cui batte forte il cuore.
Non è una sorta di guida su una realtà importante che si inaugura in Casentino. Non è una di quelle brochure che illustrano le attività e le sedi di una Fondazione. Niente a che vedere con una pubblicazione celebrativa o un omaggio formale.
Una storia in cui batte forte il cuore: ovvero la storia di una famiglia e, se volete, anche di un’impresa. Ma soprattutto la storia di una casa che dopo il tempo della gioia e il tempo del dolore viene restituita a nuova vita.
Proprio questa casa è il filo che unisce tutte le pagine che seguono. Sembra un tema limitato rispetto ad altri eppure anche per noi è stata una continua sorpresa constatare quanto si riesca ad abbracciare con una casa.
Non pensate solo a una struttura dove si abita, alle pareti che proteggono e sottraggono al resto del mondo. Una casa, tra l’altro, può essere una straordinaria terrazza per affacciarsi sul resto del mondo. Ma soprattutto una casa è la storia di chi la vive, nel modo in cui la vive.
Questa casa – che è una splendida storia di affetti e relazioni, di sogni e di realizzazioni, di intimità e ospitalità – l’abbiamo voluta raccontare con quattro punti di vista, che corrispondono a quattro voci diverse e distinte.
Due voci appartengono a chi questa casa l’ha abitata, come un luogo del cuore. Le altre due aggiungono lo sguardo dell’amicizia e la parola di chi scrive sapendo di avere una bella storia da raccontare.
E’ Sandra ad aprire, con il desiderio di spiegarci cosa è stata questa casa per una figlia, accompagnandoci attraverso una sofferta decisione e un lavoro di grande impegno, capace peraltro di restituire un sentimento di leggerezza.
Tocca a Massimo, storico collaboratore della Fondazione intitolata a Giuseppe e Adele Baracchi, raccontare tutto quanto c’è dietro, la storia della famiglia e dell’impresa. Paolo, invece, ha messo in campo la sua passione per la scrittura di viaggio, perché anche una casa può essere una splendida opportunità di viaggio, che ci porta lontano e allo stesso tempo vicino a noi stessi.
A Silvana, sorella di Sandra, le ultime parole, nel segno di un’immensa gratitudine: come una lettera a Giuseppe e Adele, senza i quali non ci sarebbe niente, nemmeno questo libro. Parole per confermare una presenza indiscutibile, nei cuori e in tutto ciò che d’ora innanzi potrà essere fatto.
Un libro su una casa. Sembra che sia una storia che riguarda solo una famiglia, al massimo gli amici e i conoscenti. Eppure fin dall’inizio abbiamo avuto l’impressione che possa riguardare tutti. Sarebbe bello che anche voi la sentiste in qualche modo vostra. Fa bene a tutti una storia così.