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L'antica struttura
in legno che regola l'apertura del lucernario
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Il
Teatro
Dovizi di
Bibbiena è stato costruito
nel 1842. L'edificio,
posto nel centro storico,
mimetizzato in un
isolato di palazzi
nobiliari del cinque-seicento,
fu costruito su disegno
dell'architetto Niccolò
Matas, progettista
anche della facciata
neoclassica del limitrofo
Oratorio di San Francesco,
oltre che di quella
di S. Croce a Firenze.
Il Teatro originariamente
aveva caratteristiche
tipicamente ottocentesche
con alcuni richiami
classicheggianti.
Negli anni '60 e '70
il Teatro ha subito
profonde modifiche
con la sua trasformazione
in cinema e la successiva
costruzione di due
gallerie, dopodichè
è rimasto chiuso per
diversi anni. L'intervento
di ristrutturazione
è iniziato nel 1996
e si è concluso in
soli 12 mesi, si è
ispirato alle opere
architettoniche e
scenografiche dei
Galli da Bibbiena
attivi in tutta Europa
e punti di riferimento
nel campo dell'architettura
teatrale per tutto
il XVII e XVIII secolo.
La scelta è stata
dunque quella di uno
stile barocco in ogni
parte dell'edificio.
Il recupero strutturale
è stato progettato
e diretto dall'architetto
Fortunato Fognani,
mentre il progetto
di allestimento scenico,
sistemazione interna
e arredo è stato redatto
dall'architetto Massimo
Gasparon in collaborazione
con il Maestro Pier
Luigi Pizzi promotore
e sostenitore dell'intervento.
Tutto ciò è stato
possibile grazie ai
finanziamenti comunitari,
dell'Amministrazione
Comunale e della stessa
Fondazione. I bibbienesi
si sono pertanto riappropiati
di uno spazio che,
seppur piccolo, è
il simbolo dell'identità
di un paese, della
sua storia e della
sua tradizione culturale.
Ed è proprio a loro
che è stata dedicata,
ancor prima che alle
autorità, l'inaugurazione
ufficiale con un anteprima
appositamente organizzata.
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