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CALENDARIO APPUNTAMENTI 2011

 

 

 

 

 

Le Parole e il Silenzio - edizione 2011

Come si esce dalla crisi che stiamo vivendo?

Domenica 2 ottobre, ore 15.30, Pieve di Romena - Pratovecchio (Ar)

Incontro con il filosofo Roberto Mancini

Si può dare un senso alla crisi sociale ed esistenziale oltreché economica che stiamo vivendo? E’ possibile pensare di trasformarla in un’occasione per metterci in discussione, per azzardare nuove strade, per scommettere su altri valori? E’su questi interrogativi di fondo che parte il prossimo incontro de “Le parole e il silenzio”, il percorso itinerante di incontri organizzato in Casentino dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.

L’incontro, dal titolo “La crisi è opportunità”, avrà per protagonista Roberto Mancini, docente di filosofia teoretica all’Università di Macerata e autore di numerosi saggi in cui riesce a coniugare il rigore del ricercatore con la passione e il coinvolgimento del credente. L’appuntamento è in programma domenica 2 ottobre, ore 15.30 alla pieve di Romena. Un luogo dal valore anche simbolico: la pieve fu costruita in “tempore famis” in tempo di carestia, di crisi, ed è dunque espressione tangibile di come la crisi possa anche diventare un’occasione di inventare il nuovo, di ricostruire un volto inedito alla bellezza.

L’incontro partirà dagli interrogativi di fondo di questo tempo: come si esce dalla crisi esistenziale, sociale, civile che attraversa la nostra società e che ci coinvolge tutti? In che modo possiamo recuperare una dimensione più umana e solidale? E' possibile superare la soglia di assuefazione, conformismo, rassegnazione entro cui si fermano, troppe volte, i tentativi di cambiamento? Compito di Roberto Mancini sarà quello di provare a leggere i segni dei tempi che stiamo vivendo, sia riscoprendo il significato profondo di parole e di valori oggi sbiaditi o corrotti, sia rilanciando possibili alternative che abbiano al centro la persona e le relazioni.

Mancini, un filosofo che sa fare della filosofia un dono per le nostre vite, nella concretezza del nostro cammino in terra, porterà un contributo profondo e acuto, ma in un modo semplice e comunicativo. Lo stesso che utilizza nei tanti incontri cui viene invitato in giro per l’Italia.

L’incontro di Romena sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

 

 

 

 

Il guaio del nostro tempo, diceva il poeta Paul Valery, è che il futuro non è più quello di una volta. Sembra una battuta, ma è così.

La vita ha bisogno di futuro, ma il futuro ha bisogno di speranze, di opportunità, di ragionevoli certezze. Ed è facile dire che un tempo era tutto più semplice, quando il futuro viveva anche di un patto tra generazioni, dove c'erano il lavoro, il posto sicuro, la casa, la pensione... Ma oggi? Come placare la fame di futuro? Come farsi strada tra paure e aspirazioni, tra mortificazioni e desideri?

Non aiutano i tempi, segnati da crisi economica e meriti che raramente sono riconosciuti. Ma essere giovane è anche poter credere ancora a parole come quelle di Eleanor Roosevelt: Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Pier Luigi Celli

Laureato in sociologia, è imprenditore e dirigente d’azienda, narratore e saggista, e attualmente direttore generale dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. E’ membro dei consigli di amministrazione di Illy, Unipol e Demoskopea. Ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di direttore delle Risorse Umane in Rai, Omnitel, Eni ed Enel, di direttore generale della Rai, di presidente di Ipse 2000, di responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit.

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra le quali: L’illusione manageriale, Nascita e morte dell’impresa in 42 lettere, Impresa e classi dirigenti, Le virtù deboli, Altri esercizi di pentimento, Comandare è fottere, Coraggio Don Abbondio, Come si maneggia il mondo, Il cuore ha le sue ragioni e, recentemente, La generazione tradita. Il 30 novembre 2009 è autore di una discussa lettera indirizzata al figlio e pubblicata sul quotidiano La Repubblica dal titolo Figlio mio, lascia questo Paese.


 

 

 

 

 

 

La Repubblica, 30 novembre 2009

LA LETTERA. Il direttore generale Luiss:
avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito

"Figlio mio, lascia questo Paese"
di PIER LUIGI CELLI

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

 

 

 

 

Che rapporto c'è tra la storia e ciò che siamo oggi? In che modo i personaggi, e i fatti del passato interagiscono con la nostra vita presente? E' a interrogativi come questi che proverà a rispondere Silvia Ronchey, storica e scrittrice nell'incontro in programma sabato 2 aprile a Villa la Mausolea di Soci (inizio alle ore 16.30). L'incontro, dal titolo “La storia siamo noi” apre la stagione 2011 del ciclo “Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
Docente di storia, scrittrice, Silvia Ronchey è autrice di numerosi bestseller che hanno per protagoniste grandi figure del passato tra cui ricordiamo “Ipazia, la vera storia”, “Il romanzo di Costantinopoli”, “Il guscio della tartaruga” (ritratti di 65 personaggi illustri da Agostino a Catullo, da Freud a Pitagora, da Voltaire a Zenone) e “L’enigma di Piero” (Premio Elsa Morante). Editorialista per La stampa è stata inoltre autrice e conduttrice di programmi televisivi per la Rai, tra cui L’altra edicola e Fino alla fine del mondo, interviste a testimoni del secolo.
Per tutte queste attività Silvia Ronchey si imbarca di continuo in una ideale macchina del tempo grazie alla quale recupera personaggi, ambienti, situazioni che interrogano ogni uomo al presente. E lo stesso compito le sarà affidato nell'incontro di Soci, il cui obiettivo sarà di entrare nel cuore della storia, nel suo senso più vitale e anche nelle curiosità dei suoi protagonisti.
Conducono i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.


Le Parole e il Silenzio
Incontri 2011


Un altro pezzo di strada insieme, un altro ciclo di incontri per condividere parole che contano, esperienze di vita che lasciano un segno, storie che richiamano il nostro cuore, la nostra intelligenza.
Due anni fa ci siamo interrogati sull'ascolto, capacità apparentemente umile, in realtà dono da accogliere, talento da coltivare. L'anno scorso abbiamo scelto un'altra parola che pare evocare solo silenzio, inerzia, passività – lo sguardo – per poi capire che in realtà tutto comincia proprio da esso.

Nel 2011 sarà la volta di un tema ancora più ambizioso, che riguarda tutto e tutti e che, per lo meno in prima battuta, evoca non una nostra facoltà o capacità, ma una condizione universale: il tempo e il suo trascorrere.
Condizione universale, ma anche concetto che si declina in molteplici significati: il tempo interiore e il tempo che si lascia misurare, il tempo della vita e quello delle cose.
Il tempo, ma soprattutto il sentimento del tempo. Come lo viviamo, come ce ne lasciamo influenzare, come lo valorizziamo e come lo sprechiamo.
“Il tempo degli uomini è eternità ripiegata”, diceva Jean Cocteau. “C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo”, spiegava invece Charles Baudelaire.
Comunque si intenda, il bene più prezioso che l'uomo possa spendere non solo per se stesso ma anche per gli altri, sì, perché c’è anche un tempo per la gratuità al servizio dei più deboli e della società. Il bene più prezioso dunque il tempo, ma anche un mistero che proveremo a indagare insieme.


Sabato 2 aprile ore 16.30 – Villa La Mausolea di Soci (Ar)

Silvia Ronchey
La storia siamo noi

Può essere scandito nella successione delle mode. Può acquistare un passo tutto suo in certe congiunture della vita sociale e dell'economia. Può fermarsi nello scatto di una fotografia o diventare racconto cinematografico. E può diventare storia, anzi, Storia con l'esse maiuscola. È davvero molte cose insieme, il tempo, con la sua capacità di segnare in profondità le varie stagioni della vita. Molte cose, ma anche un presente che le abbraccia tutte. Perché anche il passato non è davvero mai passato, in realtà riguarda sempre ciò che siamo oggi. Perché anche tornando indietro di secoli, ai tempi di Costantinopoli o dell'antico Egitto, in realtà torniamo a noi stessi. Al nostro bisogno di verità. Alle passioni che ci animano. Alle idee che sono la trama della nostra vita.

Silvia Ronchey
Storica bizantinista, è professore di filologia classica e civiltà bizantina all’Università di Siena. Figlia della scrittrice Vittoria Aliberti e di Alberto Ronchey, giornalista ed ex ministro dei Beni Culturali. Tra i suoi ultimi libri Ipazia. La vera storia, Il romanzo di Costantinopoli, Il guscio della tartaruga e L’enigma di Piero ( Premio Elsa Morante). Scrive sui giornali italiani dal 1986, da 25 anni collabora a La Stampa e al suo supplemento culturale Tuttolibri. E’ stata autrice e conduttrice di programmi televisivi per la Rai, tra cui L’altra edicola e Fino alla fine del mondo, interviste a testimoni del secolo.

Sabato 28 maggio ore 16.30 – Castello di Poppi (Ar)

Pier Luigi Celli
Fame di futuro

Il guaio del nostro tempo, diceva il poeta Paul Valery, è che il futuro non è più quello di una volta. Sembra una battuta, ma è così. La vita ha bisogno di futuro, ma il futuro ha bisogno di speranze, di opportunità, di ragionevole certezze. Ed è facile dire che un tempo era tutto più semplice, quando il futuro viveva anche di un patto tra generazioni, dove c'erano il lavoro, il posto sicuro, la casa, la pensione.... Ma oggi? Come placare la fame di futuro? Come farsi strada tra paure e aspirazioni, tra mortificazioni e desideri? Non aiutano i tempi, segnati da crisi economica e meriti che raramente sono riconosciuti. Ma essere giovane è anche poter credere ancora a parole come quelle di Eleanor Roosevelt: Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Pier Luigi Celli
Imprenditore e dirigente d’azienda, narratore e saggista, è attualmente direttore generale dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. E’ membro dei consigli di amministrazione di Illy, Unipol, BAT e Demoskopea. Ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di direttore delle Risorse Umane in Rai, Omnitel, Eni ed Enel, di direttore generale della Rai, di presidente di Ipse 2000, di responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit. Ha pubblicato numerosi libri di saggistica e narrativa, tra cui Altri esercizi di pentimento, Comandare è fottere, Coraggio Don Abbondio e recentemente La generazione tradita. Il 30 novembre 2009 è autore di una discussa lettera indirizzata al figlio e pubblicata sul quotidiano La Repubblica dal titolo Figlio mio lascia questo Paese.

 

 

 

Le Parole e il Silenzio

Sguardi sul 2010

Oltre 200 persone distribuite tra la sala centrale e le salette laterali di Villa La Mausolea. Un silenzio riempito dalla voglia di ascoltare le parole dell'ospite, Vito Mancuso. Un pomeriggio che finisce con la voglia di ricominciare, di continuare con altre voci, altri testimoni. Si è concluso così il percorso 2010 de “Le parole e il silenzio”, il ciclo itinerante di incontri organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. Un buon modo per calare il sipario con gli stimoli necessari per riaprirlo in fretta.

Sguardi sul mondo
Il programma del 2010 è stato dedicato a cinque modi diversi di comunicare il mondo: si è cominciato con il modo più attuale e innovativo (Internet e i social network), si è concluso con quello più intimo (lo sguardo rivolto verso se stessi). Si è dato spazio ai modi di comunicazione più creativi, dalla scrittura, alla musica, all'arte, e a quelli più diffusi: per esempio il gesto sportivo.

Gli ospiti
Grazie allo scrittore Andrea De Carlo, uno dei romanzieri più amati da varie generazioni di giovani, a Damiano Tommasi (uno dei campioni di calcio più apprezzati per la sua sportività), a giornalisti specializzati nel web (come Marco Pratellesi ), professori universitari (Carlo Sorrentino), storici dell'arte (Stefano Zuffi) e teologi come, appunto Vito Mancuso, si è allungata la lista dei testimoni prestigiosi di un percorso cui in passato hanno partecipato, tra gli altri, lo scrittore Erri De Luca, lo psichiatra Vittorino Andreoli, il giudice Piero Luigi Vigna, l’attrice Lella Costa, Rita Borsellino, Folco e Angela Terzani.

I luoghi
Ai prestigiosi testimoni il Casentino ha offerto la suggestione dei suoi luoghi, divenuti teatro degli incontri: il silenzio della bellezza di ville, pievi e castelli (dalla Mausolea di Soci al Castello e alla Badia San Fedele di Poppi), unito alla partecipazione attenta di un pubblico sempre numeroso, ha permesso alle parole di trovare la giusta accoglienza. E di arrivare con più facilità a destinazione.

Il futuro
Gli incontri 2010 avranno presto una nuova vita: diventeranno un libro, il quarto della serie, in cui le parole ascoltate, diventeranno parole da leggere. Il volume uscirà nella primavera del 2011. Contemporaneamente verrà presentato il nuovo ciclo di incontri che è, attualmente, in cantiere.
A proposito: se avete idee, suggerimenti, o più semplicemente, se siete interessati a ricevere notizie e aggiornamenti sui prossimi programmi: scriveteci (info@fondazionebaracchi.it).

E per finire...
Per finire grazie. Un grazie sincero da parte della Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, dei giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, da tutti coloro che hanno collaborato. Grazie per averci seguito con tanta attenzione e affetto in tutti gli incontri.
Ci vediamo nel 2011. A presto...


 

 

Le Parole e il Silenzio - edizione 2010

Sabato 13 novembre - ore 16.30 – Soci (Ar) - Villa la Mausolea

Incontro con il teologo Vito Mancuso


Toccherà a Vito Mancuso il compito di concludere il percorso 2010 de “Le parole e il silenzio” partecipando all'incontro in programma sabato 13 novembre, ore 16.30 a Villa la Mausolea di Soci (Bibbiena - Ar), dal titolo “La sfida del nostro tempo, essere se stessi”.
Il noto teologo, più volte al centro del dibattito pubblico per le coraggiose posizioni su temi etici, religiosi e civili, completerà la serie di “Sguardi sul mondo” proposti nel corso di quest'anno con il viaggio più profondo e più intimo: quello verso le nostre radici umane e spirituali, verso ciò che ci rende più autentici e più liberi.
Come nella sua tradizione l'ultimo incontro annuale de “Le parole e il silenzio”, il percorso itinerante di incontri organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, sarà quindi dedicato a una riflessione in profondità sul cammino dell'essere umano, sul suo bisogno di confrontarsi con le domande di fondo dell'esistenza.
A questi temi, in un modo originale e mai accademico, Vito Mancuso ha dedicato sino a oggi la sua attività di studioso, di pensatore, di uomo di fede.
Docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, Mancuso è riuscito nel compito, non certo facile, di riuscire a comunicare su temi filosofici, esistenziali e spirituali con un vastissimo pubblico: nel 2007, ha pubblicato L'anima e il suo destino, che rapidamente è divenuto un bestseller da oltre centomila copie. Recentemente ha pubblicato con Corrado Augias Disputa su Dio e dintorni, mentre il suo ultimo libro è La vita autentica.
Dal 2009 è editorialista del quotidiano La Repubblica, ma già da anni coltiva un rapporto costante con la carta stampata e i suoi interventi sono stati spesso oggetto di discussione anche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico.
L'incontro di Villa la Mausolea sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

 

Lo sguardo dell'arte sul mondo e sulla vita, raccontato attraverso i grandi capolavori della pittura, ma anche lo sguardo che si libera del superfluo per cogliere ciò che di più autentico c'è dentro di noi. Di questo si parlerà nei prossimi due appuntamenti de “Le parole e il silenzio”, il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi in alcuni dei luoghi più suggestivi del Casentino. Appuntamenti che concludono il programma 2010, dedicato appunto allo sguardo.
Vero e proprio filo conduttore, quest'ultimo, che chiama in causa la capacità di tutti noi di vedere e comprendere, di scoprire e di cogliere quanto davvero conta. Perché se guardare pare evocare solo silenzio, inerzia, passività, in realtà tutto comincia dal nostro sguardo.
Nuovi sguardi, dunque, per nuovi tempi e nuovi significati. E così dopo lo sguardo sul mondo virtuale di Internet, dopo lo sguardo sulla realtà dello sport, con i suoi valori umani che vanno oltre i suoi risultati e i suoi interessi e dopo aver percorso alcune strade della creatività, ecco la pittura, con l'appuntamento del 16 ottobre (ore 15.30) alla Badia di San Fedele di Poppi.
“Amare l'arte, amare la vita. Lo sguardo dei pittori da Caravaggio a Van Gogh”, il titolo dell'incontro, che avrà per protagonista lo storico dell’arte Stefano Zuffi. E poi lo sguardo più difficile e più necessario, ovvero lo sguardo rivolto verso la propria interiorità, di questo si parlerà con il teologo Vito Mancuso. Appuntamento il 13 novembre (ore 16.30) a Villa La Mausolea di Soci. “La sfida del nostro tempo: essere se stessi”, sarà l'incontro con cui “Le parole e il silenzio 2010” si congederà per riprendere il suo cammino nel 2011.

 

AMARE L’ARTE AMARE LA VITA

Che cos'è la bellezza? Che significato può avere per la nostra vita? E soprattutto com'è che può renderci migliori? Domande che riguardano tutti, non solo gli addetti ai lavori. Perché a tutti appartengono i grandi capolavori della pittura, come un'eredità che ci è stata lasciata per rendere più ricche e dense di significato le nostre giornate.
Ci sono opere che sentiamo nostre, altre che ci lasciano indifferenti. Opere che ci rivelano un mondo e altre che ci affascinano per ciò che nascondono. Opere che ci trasmettono emozioni e opere che ci invitano a pensare. È tutto questo la pittura: e ognuno di noi ha almeno un quadro che lo accompagna, nei sogni, nei ricordi, nei sentimenti.
Non sempre è facile addentrarsi in questo straordinario universo di creazioni ed emozioni. Per questo è preziosa una guida come Stefano Zuffi, uno storico dell’arte che sa parlare a tutti, non solo agli specialisti. Che ha fatto del suo lavoro anche un'occasione di impegno civile e di solidarietà. Che sa incrociare i ragionamenti estetici con tutto ciò che è semplicemente vita. Da lui, non una lezione di storia dell'arte. Piuttosto parole per illuminare i grandi capolavori della pittura: bellezza che ci è stata portata in dono.
Stefano Zuffi, storico dell’arte milanese, ha curato la realizzazione di numerosi volumi di divulgazione culturale. In qualità di consulente editoriale della casa editrice Electa Mondadori, è responsabile di collane molto note al grande pubblico, come gli Art Book e I Dizionari dell’arte. Fra gli oltre 50 titoli pubblicati Il grande atlante della pittura e Rinascimento, oltre a libri monografici su Tiziano, Caravaggio e Durer. Le sue opere sono state tradotte in più lingue con una distribuzione complessiva di oltre un milione e mezzo di copie in tutto il mondo. Recentemente si è occupato anche di divulgazione dell’arte tra i bambini e in luoghi del disagio, come il carcere (Caravaggio in galera è il suo ultimo libro).

 

ESSERE SE STESSI

A volte riesce a spingersi lontano, il nostro sguardo, ma anche questo può essere un modo per sottrarsi a ciò che più conta. Per evitare lo sguardo più complicato, il più necessario: quello che rivolgiamo verso di noi.
È questo che la vita ci chiede: quel “conosci te stesso” che quasi sempre è il più trascurato degli imperativi. Conoscere se stessi per essere se stessi. Per capire cosa davvero può dare significato ai nostri giorni. Per capire cosa è superfluo e cosa non lo è. Per individuare le priorità della nostra vita, quelle che davvero ci consentiranno di sfuggire a ogni rimpianto.
Sfida difficile, sfida di ogni tempo, ma soprattutto sfida di questo tempo, così sovraccarico di parole effimere e rumori di fondo, di false aspettative e di sogni televisivi. Tempo in cui ci si sottrae alle domande che valgono. Tempo che ha bisogno di uomini che si rimettano in cammino.
Conoscere se stessi, essere se stessi: prova di libertà ma anche condizione per ritornare alla nostra dimensione più autentica. Servono parole vere, parole di cuore e di intelligenza, per arrivare al fondo delle cose. Quelle di una delle voci più originali, profonde, coraggiose dei nostri anni, il teologo Vito Mancuso.

Vito Mancuso, teologo e scrittore, è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare L’anima e il suo destino che è divenuto un autentico caso editoriale. Recentemente ha pubblicato con Corrado Augias Disputa su Dio e dintorni. Il suo ultimo libro è La vita autentica. Le coraggiose posizioni su temi etici, religiosi e civili apparse nei suoi libri e negli articoli pubblicati da “La Repubblica”, di cui è editorialista, sono state spesso al centro di un vasto dibattito pubblico.


 

E' USCITO IL TERZO LIBRO DELLA COLLANA "LE PAROLE E IL SILENZIO"

frutto degli incontri svoltisi nel 2009

L'Emozione dell'ascolto

Il libro è disponibile presso la Fraternità di Romena, nelle migliori librerie, durante gli incontri organizzati dalla Fondazione e si può richiedere anche tramite il sito web www.romena.it

 

 

Le Parole e il Silenzio - edizione 2010
Sguardi sul mondo


Comincia da un viaggio tra i social network e le ultime novità dell'era digitale l'edizione 2010 de “Le parole e il silenzio”, il percorso itinerante di incontri organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi. “Vivere ai tempi di Facebook” è infatti il titolo del primo incontro in programma sabato 10 aprile, ore 16.30, al Castello di Poppi. Ne saranno protagonisti il giornalista Marco Pratellesi (responsabile di uno dei siti più cliccati on line, quello del Corriere della Sera) e il sociologo Carlo Sorrentino, che ha dedicato molte sue ricerche agli effetti che i social network stanno producendo sugli stili di vita nella nostra società. L'analisi su Facebook e dintorni, condotta dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi, sarà sviluppata anche con il supporto di vari contributi multimediali e la preziosa testimonianza di bloggers e di giovani animatori di Facebook.

Quello del 10 aprile sarà il primo dei cinque “sguardi sul mondo” proposti nell'ambito de “Le parole e il silenzio” per il 2010. Il secondo sguardo arriverà circa un mese più avanti, venerdì 7 maggio ore 21, e questa volta la prospettiva sarà quella della creatività. Già, perché anche nell'era digitale in cui viviamo continua ad essere decisiva la capacità di ogni persona di immaginare il mondo, di raccontarlo, di trasmetterlo utilizzando la sua ispirazione. Su questo argomento a Villa la Mausolea di Soci interverrà Andrea De Carlo, scrittore, autore di numerosi best seller (come Treno di panna, Due di due, Durante), che è anche musicista, compositore, pittore e che ha anche avuto esperienze cinematografiche al fianco di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni.
Il terzo “sguardo sul mondo” è in programma a inizio giugno e questa volta al centro dell'attenzione ci sarà lo sport. Già, perché lo sport è un grande strumento di incontro e di comunicazione. Ma per gettare lo sguardo sullo sport gli organizzatori hanno pensato di depurarlo dai suoi eccessi, e di riscoprirlo nella sua autenticità: per questo protagonisti saranno campioni che hanno mostrato di esserlo sia dentro che fuori dall'ambito agonistico. Un nome su tutti: quello di Damiano Tommasi, centrocampista della Roma e della nazionale, conosciuto per il suo impegno nel sociale e che oggi ha deciso di coronare la sua carriera tornando a giocare nella squadra del suo paese, tra i dilettanti. Tommasi sarà uno degli ospiti dell'incontro di venerdì 4 giugno ore 21, al cinema Italia di Soci.
Il quarto e il quinto sguardo sul mondo arriveranno con l'autunno: ci sarà tempo per parlarne. Intanto è invece utile sottolineare il nuovo stimolante cammino di questa proposta culturale.

“Le parole e il silenzio” infatti sono nate nel 2007 proprio per valorizzare i luoghi più belli del Casentino e evidenziare il ruolo attribuito dal Fai (Fondo per l'ambiente) alla nostra valle: quella di essere un luogo del silenzio.
Una valle che valorizza il silenzio è una valle che sa accogliere meglio anche le parole, sa dargli la giusta profondità. Da qui il titolo del percorso al quale hanno partecipato decine di ospiti illustri come Angela e Folco Terzani, gli scrittori Erri De Luca e Maurizio Maggiani, lo psichiatra Vittorino Andreoli, il magistrato Piero Luigi Vigna, e l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti. E ora, a partire dal 10 aprile, il viaggio continua.

 

 

 

 

CALENDARIO APPUNTAMENTI 2009


SABATO 14 NOVEMBRE ORE 16.30

PIEVE DI ROMENA - PRATOVECCHIO (AREZZO)

Ascoltare se stessi, ascoltare il mondo

Quando il cammino interiore diventa responsabilità

Incontro con Fausto Bertinotti e Sergio Valzania

Ascoltare se stessi, ascoltare il mondo. Ovvero, due modi di declinare l’azione dell’ascolto apparentemente diversi: l’ascolto della nostra interiorità, mare sconfinato nel quale troppo spesso non osiamo avventurarci; e l’ascolto di quanto si muove intorno e magari si fa storia, si fa cambiamento, si fa speranza e percorso comune.
Due modi diversi, che possono segnare traiettorie di vita diverse, però poi anche sospingere verso approdi che sorprendentemente sono gli stessi e nei quali è bello ritrovarsi.
E’ questo il tema dell’ultimo incontro proposto per il 2009 dal ciclo Le parole e il silenzio, con cui la Fondazione Baracchi sta portando in alcuni dei luoghi più suggestivi del Casentino protagonisti della cultura e testimoni di spicco della nostra epoca.
L’appuntamento è per sabato 14 novembre (ore 16.30), alla Pieve di Romena. A confrontarsi sull’ascolto di se stessi e l’ascolto del mondo, due uomini molto diversi, per storie, retaggi culturali, percorsi nella nostra società: Fausto Bertinotti, sindacalista, ex segretario di Rifondazione comunista e presidente della Camera, e Sergio Valzania, scrittore, giornalista, autore e dirigente Rai, ma soprattutto uomo animato da una profonda fede cattolica.
Due uomini che si ritrovano proprio in Casentino, dopo aver già condiviso un’esperienza di cammino nei monasteri del Monte Athos. Due uomini che arrivano da lontano per spiegarci che ci sono cammini dell’anima che diventano responsabilità.
A condurre l’incontro i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi. Il pomeriggio sarà arricchito anche dai momenti musicali del quartetto femminile formato da Marna Fumarola al violino, Michela Munari al violoncello, Serena Mantini al pianoforte e Giulia Borri al flauto.
L’ingresso è libero.


 

 

 

Per ricordare il giovane Nicola Alberti, studente del Liceo Scientifico di Poppi, che ci ha lasciato un anno fa, i compagni di scuola, i suoi insegnanti e gli amici vogliono dedicargli un pomeriggio di parole e musica. Sarà un viaggio piacevole e profondo attraverso l'opera dantesca e la canzone-poesia di Fabrizio De André.

L'ingresso è libero e gratuito.

 

 

 

 

 

SABATO 10 OTTOBRE ORE 16.30

VILLA LA MAUSOLEA DI SOCI (AREZZO)

L’Infinitamente grande, l’infinitamente piccolo

La scienza della meraviglia

Incontro con Marco Vannini e Flavio Fusi Pecci

 

Forse la colpa è di chi ce l' ha insegnata così: come il regno delle regole e dell'esattezza, utile e importante, come no, ma anche roba da specialisti, da addetti ai lavori a loro agio con numeri e formule. Però proviamo a immaginarci Galileo Galilei che per la prima volta scruta il cielo con il telescopio e si sorprende di tutte le “stelle fisse” mai vedute prima, che si aggiungono all'”immensa moltitudine” di quelle “antiche e note” perché visibili a occhio nudo. Oppure cambiamo completamente scenario, arriviamo ai nostri tempi e a un film come Microcosmos, che potrebbe sembrare un cartone animato della Disney, con tutti quegli animaletti e quella giungla di fili d'erba, solo che si tratta di un documentario ed è tutto incredibilmente vero: un pianeta sconosciuto racchiuso in pochi metri quadrati di prato che pulsano di vita, un'epopea concentrata in sole 24 ore, nell'esistenza di formiche, lumache, bruchi, cavallette, farfalle... E allora la scienza diventa altro, diventa di più: un'avventura che è una possibilità di meraviglia, un canto alla bellezza. Dagli astri lontani anni luce, l'infinitamente grande, ai più minuscoli insetti, l'infinitamente piccolo: un incontro con due grandi scienziati, Marco Vannini, zoologo, docente alla facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Firenze e Flavio Fusi Pecci, astrofisico direttore dell’Osservatorio Astronomico di Bologna, che per una volta non tengono una lezione dalla cattedra, ma ci raccontano brividi e stupori di un lavoro che ci aiuta ad amare il creato.


Grande successo dell'incontro sulla scienza...

La sala di Villa Mausolea, a Soci, piena fino all'ultimo posto, e anche di più, con tante persone che hanno dovuto seguire l'incontro da monitor esterni; il silenzio attento e la partecipazione degli studenti del liceo di Poppi, in un sabato pomeriggio in cui solitamente si fa altro; e poi loro, gli scienziati ospiti, che per oltre due ore hanno catturato la curiosità e l'interesse dei presenti parlando di scienza come difficilmente si è sentito, anche in questo anno così ricco di appuntamenti, per le celebrazioni dedicate a Galileo, a Darwin, all'astronomia.
E' stato un successo inatteso il primo incontro autunnale di Le Parole e il Silenzio, il ciclo di iniziative che ormai da tre anni la Fondazione Baracchi promuove in alcuni dei luoghi più significativi del Casentino, portando personaggi dello spettacolo, della cultura, dell'impegno civile e sociale di assoluto interesse. Di scienza però non si era mai parlato: e l'idea degli organizzatori dell'incontro è stata senz'altro anche quella di sfatare un mito che vuole la scienza troppo difficile e troppo fredda, un campo riservato agli specialisti.
A Villa Mausolea gli scienziati ospiti, esperti di livello internazionale, hanno saputo ribaltare i luoghi comuni. Marco Vannini, zoologo della facoltà di scienze naturali a Firenze, ha saputo appassionare raccontando la vita e la morte dei granchi in una foresta di mangrovie del Kenia, spiegando che comunque quello che accade anche in realtà estremamente lontane riguarda tutti. Flavio Fusi Pecci, astrofisico direttore dell'Osservatorio Astronomico di Bologna, si è addentrato negli affascinanti misteri del cosmo, dal big bang ai buchi neri, spiegando che anche noi esseri umani siamo figli di questa storia, fatti della stessa polvere – cioè degli stessi atomi – delle stelle.
Non sono mancati ovviamente i riferimenti alle difficoltà della ricerca scientifica in un paese che in questo ha dei limiti storici ma che oggi ancora di più sembra rinunciare alle possibilità della scienza, anche in termini di finanziamenti.
Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, questo è stato il filo conduttore di una serata che, condotta dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, ha vissuto anche delle straordinarie immagini proiettate sugli schermi: a dimostrazione che la scienza si può raccontare e spiegare non solo con le lezioni dalla cattedra, ma condividendo le emozioni di un lavoro di studio e ricerca.

 

 

I LIBRI DELLA FONDAZIONE


 

Il primo, il secondo e il terzo volume di "Le Parole e il Silenzio", frutto degli incontri 2007 2008 e 2009, sono in vendita presso le librerie, la Fraternità di Romena (anche tramite il sito www.romena.it) e in occasione degli eventi organizzati dalla Fondazione.

 

Parole e silenzio. Perchè solo il silenzio ci aiuta a cogliere parole non superflue; e perchè solo le parole che scavano e lasciano qualche impronta ci riportano al dono del silenzio

 

Volume 1

Nel silenzio dei castelli, delle pievi, dei monasteri del Casentino, si calano le parole di importanti testimoni del nostro tempo, da Erri De Luca a Rita Borsellino, da Lucio Luzzatto a Angela e Folco Terzani. E se è l'esperienza di Tiziano Terzani che disegna le mappe di questo itinerario, è nel vissuto, nei pensieri, nelle intuizioni di queste voci, libere e liberanti, che il cammino prende forma per offrire a ciascuno l'occasione di riflettere sui grandi temi della vita: il rapporto con la malattia, il desiderio di pace, la dimensione del viaggio, il richiamo dell'infinito.


Volume 2

 

Uno scrittore affermato (Maurizio Maggiani), uno psichiatra di fama (Vittorino Andreoli), un magistrato in prima linea (Piero Luigi Vigna), e ancora un medico passato dalla parte dei pazienti (Francesco Sartori), un giornalista che racconta di cure e di dottori (Luigi Ripamonti), una vittima dei nostri anni di piombo (Carol Tarantelli) e tre persone speciali che hanno saputo trasformare la loro vita per renderla più autentica (Tito Barbini, Wofgang Fasser e Elena Tuccitto): sono loro i protagonisti di un affascinante percorso che si sviluppa tra pievi e castelli del Casentino. Per svelare la bellezza dell'incontro, quando l'incontro punta verso l'anima delle persone, vera radice di ogni parola che conta.

 

Volume 3

 

I suoi monologhi sono fiumi zampillanti di parole. Ma sapete dov'è la sorgente dell'ispirazione di Lella Costa? Nella sua capacità di ascolto. Ascoltare. E' questa la prima azione per assistere allo spettacolo del mondo. E' questo il tema degli incontri che state per leggere. Dopo Lella Costa, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi e la presidente dell'Istituto degli Innnocenti Alessandra Maggi ci mostrano come l'ascolto non possa che cominciare dalla voce più autentica: quella dei bambini. Marco Vannini, zoologo e Flavio Fusi Pecci, astrofisico, ci conducono in una straordinaria scuola a cielo aperto: quella della natura. In questa esperienza corale di ascolto l'ultima tappa ha due guide speciali: l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e lo scrittore e dirigente Rai Sergio Valzania, ci invitano a camminare dentro noi stessi e nel cuore del mondo.

 

 

...segue CALENDARIO APPUNTAMENTI 2009


Il bambino è padre dell'uomo

Sigmund Freud

Che cosa ci dicono i bambini? E noi adulti, noi genitori, noi educatori, li mettiamo in condizioni di esprimersi? E' da domande come queste che partirà il prossimo incontro del ciclo “Le parole e il silenzio” in programma venerdì 5 giugno, ore 21, al Castello di Poppi (Ar).

Il tema, “Quando i bambini ci parlano” sarà sviluppato da due grandi esperte: Maria Rita Parsi, piscologa e psicoterapeuta, autrice di numerosi best seller dedicati al mondo dei più piccoli e presidente della Fondazione Movimento Bambino che si occupa della diffusione del pensiero e dell'arte dei bambini e Alessandra Maggi, presidente da dieci anni dell'Istituto degli Innocenti di Firenze, una realtà tra le più avanzate e prestigiose a livello nazionale e internazionale per la ricerca, la formazione e la tutela dei diritti dei bambini.
Sarà dunque una serata dedicata ai bambini, ma in cui al centro dell'attenzione ci sarà il bisogno, da parte del mondo adulto, di interrogarsi sul rapporto con i più piccoli, perchè ascoltare i bambini nel modo giusto, con la dovuta attenzione, è l'unico modo per accoglierli, per decifrarne i bisogni, le aspettattive, le paure i sogni. Ma anche perchè ascoltare i bambini rimette in movimento anche gli adulti, apre nuove possibilità di sfidare il nuovo, rispolvera quel bambino che vive, magari nascosto, ma vive dentro ciascuno di noi.

Sarà inoltre affrontato il rapporto dei piccoli con i mass-media e si parlerà di come educare i nostri figli ad un uso responsabile delle nuove tecnologie.

L'incontro che sarà corredato di immagini, esperienze dal vivo, testimonianze, sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi. Ad allietare la serata anche alcuni alunni della scuola media di Bibbiena che frequentano il laboratorio musicale del progetto “Orchestrando” e che eseguiranno alcuni brani diretti dal maestro Leonardo Rossi.
La serata, che si inserisce nel terzo ciclo de “Le parole e il silenzio”, il ciclo itinerante di incontri voluto e progettato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, è stata patrocinata dal Comune di Poppi che, per l'occasione, ha messo a disposizione il salone delle feste del castello.

L’ingresso come sempre è libero e gratuito.

 

Lella Costa apre gli incontri de“Le parole e il silenzio” 2009

Sabato 9 maggio ore 16.30 al Teatro degli Antei di Pratovecchio (Ar)

Ingresso libero e gratuito

 

La recitazione di Lella, apparentemente divagante,
perfino dispersiva nelle tante digressioni sull'attualità, ce la fa sentire complice,
una che parte dal nostro stesso sguardo,
mediatrice dei nostri dubbi,
voce recitante delle nostre lacune.

Michele Serra


Una grande attrice racconta se stessa, il rapporto con la sua arte, e ci conduce, attraverso il teatro, nel palcoscenico più importante: la vita.
Si intitola In tournée con la vita l’incontro con Lella Costa che apre il calendario 2009 del ciclo Le Parole e il silenzio, in programma sabato 9 maggio, ore 16.30, al teatro degli Antei di Pratovecchio.
La conversazione, guidata dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, permetterà di incontrare e conoscere più da vicino una delle figure di maggior talento e personalità del teatro italiano. Anche se, infatti, nella carriera di Lella Costa ci sono anche la televisione (da Ieri Goggi e domani al Maurizio Costanzo Show) e un po' di cinema (in particolare Ladri di saponette di Maurizio Nichetti), il suo ambiente naturale è il teatro, dove si esprime attraverso monologhi di grandissima intensità emotiva di cui è anche autrice.
In tournée con la vita permetterà di tracciare un filo lungo tutto il percorso di artista e di donna, di donna impegnata sulla scena pubblica e civile e anche di conoscere il dietro le quinte di alcuni dei suoi lavori, da Traviata ad Alice - una meraviglia di paese, da Amleto al più recente Ragazze: testi ironici, poetici, sferzanti, dolcissimi, con cui invita a commuoversi e indignarsi, a ricordare e a sognare.
Ma l’incontro con Lella Costa servirà anche a stimolare ciascuno ad ascoltare quella parte creativa che vive dentro ogni persona: e l’ascolto sarà, infatti, il filo conduttore di tutta la terza edizione de Le Parole e il silenzio che si svilupperà lungo il 2009.
Gli incontri, che sono parte di un progetto voluto e realizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi avranno come sempre carattere itinerante: si svilupperanno in pievi, castelli, teatri del Casentino. Per la partenza di sabato 9 maggio al Teatro degli Antei l’incontro sarà patrocinato dal Comune di Pratovecchio.


LE PAROLE E IL SILENZIO 2009


Il tema del 2009: ascoltare la vita

Ci sono parole importanti, non superflue, che solo il silenzio rende davvero vive. E ci sono silenzi che scavano e ci riportano alla bellezza della parola che lascia una traccia. Però, a pensarci bene, né le parole né i silenzi avrebbero per noi alcun significato, senza la nostra capacità di ascolto.

Ascoltare: azione umile, raccolta, così timida che in apparenza non è nemmeno un'azione, piuttosto qualcosa che avvicina l'uomo a una ciotola che si riempie d'acqua.
Eppure è l'ascolto a fare la differenza, come dono da accogliere, talento da coltivare, arte da svelare.
Proprio l'ascolto sarà il filo che unirà gli incontri che proponiamo per questo 2009.

L'ascolto come inizio e conclusione di percorsi di vita. L'ascolto come possibilità di stupore e di condivisione. L'ascolto come straordinaria opportunità che troppo spesso ci neghiamo. E ancora l'ascolto di quanto e quanti ci parlano con lingue diverse che a volte nemmeno riconosciamo come tali, tanto da rimanere desolatamente sordi e muti.

Perchè anche questo vorremmo scoprire insieme: che anche una montagna o un animale, il gioco di un bambino o un palcoscenico, un quadro o una partitura musicale, una formula scientifica o un astro lontano anni luce, un libro o una voce del passato, possono parlare davvero, al nostro cuore e alla nostra intelligenza. Sempre che si abbia orecchie per intendere...

 

 

 

 

DAL 13 AL 19 MAGGIO 2009
‘PIAZZE DI MAGGIO - IRROMPERE NEL FUTURO’
Evento culturale di Rondine Cittadella della Pace (AR) dedicato al futuro delle giovani generazioni


Tra gli ospiti: Principe Hassan di Giordania, Noa,
Nicola Piovani, Stefano Bollani, Davide Riondino

posti riservati al concerto di Noa, Mira Awad e Nicola Piovani per i soci dell'Associazione Rondine fino al 5 maggio

Esperti e rappresentanti della società civile caucasica per la
‘Conferenza internazionale dei popoli del Caucaso’

Arrivano da tutto il mondo gli ospiti di "Irrompere nel futuro", settimana di incontri, eventi e dibattiti dedicata al futuro delle giovani generazioni organizzata dall'Associazione Rondine Cittadella della Pace e dalla Fondazione Rondine che si terrà dal 13 al 19 Maggio 2009 ad Arezzo, Rondine e Firenze.
Dal Principe El Hassan bin Talal di Giordania ai musicisti Noa, Mira Awad, Nicola Piovani, Stefano Bollani e Davide Riondino, dal direttore dei programmi radiofonici della Rai Sergio Valzania alla giornalista e scrittrice Manuela Dviri, dallo storico Franco Cardini all'ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'Istituto per il Commercio Estero, dal Rettore dell'Università cattolica di Milano Lorenzo Ornaghi al Cardinale Silvano Piovanelli.
Attesi anche tanti ospiti internazionali: Miron Izakson, poeta e scrittore israeliano, Hannan Awwad, poetessa palestinese, Sulaiman Al Jassim e Dan Johnson, vicepresidente e rettore della Zayed University (Emirati Arabi Uniti), fino a oltre 100 persone dal Caucaso del Nord e del Sud che daranno vita alla prima Conferenza dei popoli del Caucaso chiamata "Ventidipacesucaucaso".

Un evento senza precedenti che prende vita dallo Studentato Internazionale di Rondine Cittadella della Pace, originale laboratorio di convivenza e dialogo che dal 1997 vede convivere e studiare assieme giovani provenienti da paesi in conflitto o in difficoltà del Caucaso, del Medio Oriente, dei Balcani, dell'Africa nel piccolo borgo medievale di Rondine in provincia di Arezzo.
Per la prima volta in occasione di "Irrompere nel futuro" tornano a Rondine anche tutti gli ex studenti che hanno fatto parte del progetto in oltre dieci anni di vita - riuniti nella ‘Lega delle Rondini d'oro' - per un contributo decisivo alla riflessione su un'inedita alleanza tra giovani e adulti per pensare il futuro e agire insieme per una civiltà della pace.

PROGRAMMA DELLE GIORNATE

Mercoledì 13 maggio ore 10.00 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace

“Giovani oltre la coltre - Incontro internazionale: nell'incontro la forza di guardare al futuro”.

Inaugura la settimana un momento di dialogo tra giovani che vivono in luoghi di conflitto o di guerra e circa 250 giovani italiani tra i 18 e i 35 anni provenienti da università, associazioni e scuole. Saranno presenti anche gli studenti della Cittadella della Pace e le ‘Rondini d’Oro’, ovvero i giovani che hanno compiuto il percorso di formazione a Rondine e adesso testimoniano una cultura di dialogo e di convivenza nei loro paesi d’origine. Moderatore sarà Sergio Valzania, giornalista e direttore dei programmi radiofonici della Rai.

Giovedì 14 maggio mattino - Santuario de La Verna

Il Principe El Hassan bin Talal di Giordania, insieme a S.E. Mons. Rodolfo Cetoloni, si trasferirà nel santuario francescano de La Verna. Il Principe si inserisce nel solco di un percorso simbolico aperto molti anni fa dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira, quando accompagnò a La Verna il principe ereditario del Marocco, Maometto V. S.A.R. prenderà un pubblico impegno di proseguire nell’opera di rispetto e di amicizia tra le tre religioni discendenti da Abramo - ebraismo, cristianesimo e islam - nel segno di San Francesco di Assisi, stigmatizzato alla Verna.

Ore 17.00 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace

“Giovani oltre la coltre - Colloquio internazionale. Gli adulti dialogano con i giovani per un futuro comune.”

Ciascuno dei partecipanti porterà un simbolico dono ai rappresentanti delle giovani generazioni presenti e dialogherà con loro del loro futuro. Tra le personalità spiccano S.A.R. il Principe El Hassan bin Talal di Giordania, il vicepresidente della Zayed University, Sulaiman Al Jassim (Emirati Arabi Uniti), il rettore della stessa università Dan Johnson (Emirati Arabi Uniti), la poetessa palestinese Hannan Awwad, la giornalista e scrittrice italo-israeliana Manuela Dviri, il poeta e scrittore israeliano Miron Izakson, il prof. Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università cattolica di Milano e il Cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze. Il moderatore è Sergio Valzania, giornalista e direttore dei programmi radiofonici della Rai.

Venerdì 15 maggio Ore 11.00 - Palazzo del Quirinale, Roma

Gli ospiti partecipanti al “Colloquio internazionale” e le Rondini d’Oro, insieme alle autorità e allo Studentato Internazionale di Rondine Cittadella della Pace, saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, presso il Quirinale.

Ore 21.30 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace

CONCERTO Musica per crescere. Presso il Teatrotenda di Rondine, serata artistica d’onore e di raccolta fondi a favore della Fondazione di comunità per Rondine. Partecipano Stefano Bollani, Davide Riondino.

Sabato 16 maggio Ore 10 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace

“Fare impresa, fare futuro” I giovani italiani e i giovani ex studenti di Rondine, provenienti da paesi diversi incontrano il mondo dell’impresa economica. Imprenditori della Toscana, dell’Umbria e di alcuni Paesi degli studenti, insieme ad altri da diverse parti d’Italia, con dirigenti bancari, dibattono per un’economia aperta ai giovani e per una finanza al servizio dell’uomo.

Presiede l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente ICE (Istituto per il commercio con l’Estero)

Ore 17.30 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace

Arrivo dei partecipanti alla Conferenza dei popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”. Saluto delle Autorità provinciali e presentazione della bozza dei “14 punti per la pace nel Caucaso”, documento elaborato dal “Gruppo redazionale internazionale”.

Domenica 17 Maggio Tutto il giorno - Santuario de La Verna

Lavori della Conferenza dei popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”.

Lunedì 18 Maggio Mattina - Santuario de La Verna

Lavori della Conferenza dei popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”.

Ore 21.30 - Basilica di San Francesco, La Verna

CONCERTO Musica per Unire. Concerto internazionale per la pace della cantante israeliana di origine yemenita Noa e della cantante arabo-israeliana di origine palestinese, Mira Awad, insieme al musicista Premio Oscar Nicola Piovani.

Martedì 19 Maggio Ore 11.00 - Salone dei 500, Palazzo Vecchio, Firenze

Cerimonia di conclusione della conferenza Ventidipacesucaucaso con consegna del documento elaborato “14 punti per la pace nel Caucaso” alle autorità italiane e europee, civili e religiose. Sarà presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, la vicepresidente della Camera Rosy Bindi e il Nunzio apostolico in Italia, arcivescovo Giuseppe Bertello.

Ore 18.00 Senato della Repubblica, Roma

Gli ospiti partecipanti alla Conferenza dei popoli del Caucaso e le Rondini d’Oro, insieme alle autorità e allo Studentato Internazionale di Rondine Cittadella della Pace, saranno ricevuti al Senato della Repubblica Italiana.

 

 

 


 


CALENDARIO APPUNTAMENTI 2008

 

Una campionessa di karate che si realizza come sorella francescana, un politico di lunga data che ritrova se stesso viaggiando, zaino in spalla, tra il Sudamerica e l'Antartide, un fisioterapista affermato che ritrova un contatto profondo con il suo lavoro e la sua vita trasferendosi per tre anni in Africa.
Sono queste le tre storie attraverso le quali si svilupperà l'incontro dal titolo “Ritirarsi, ritrovarsi”, in programma sabato 8 novembre, ore 16.30, alla Pieve di Romena (Pratovecchio, Arezzo), nell'ambito del ciclo “Le parole e il silenzio” organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
Al cuore della conversazione le testimonianze di Elena Tuccitto, Tito Barbini, e Wolfgang Fasser.
Tre storie molto diverse, le loro, unite però da una caratteristica: tutti e tre hanno sperimentato un cambiamento radicale di vita, un ritirarsi dal ruolo sociale sul quale avevano basato le loro sicurezze, per dedicarsi ad attività estremamente diverse e, grazie a questo, il ritrovarsi, riuscendo a comprendere meglio il senso della propria missione di vita.
Elena Tuccitto, casentinese di Bibbiena, era una campionessa di karate al culmine della carriera (aveva anche conquistato un titolo mondiale): ma a un certo punto della sua vita ha sentito forte la spinta della vocazione, ed oggi vive a Cella di Noceto (Parma), in una delle comunità della Fraternità Francescana di Betania.
Tito Barbini, dopo 35 anni di impegno nel mondo della politica (è stato, tra l'altro, sindaco di Cortona, presidente della provincia di Arezzo e, per 15 anni, assessore regionale) ha deciso di ricominciare dai sogni di ragazzo mettendosi in viaggio, zaino in spalla sulle strade dell'America Latina, e arrivando anche a esplorare l'Antartide.
Wolfgang Fasser, fisioterapista e musicoterapeuta non vedente, ha rimesso in gioco i traguardi professionali raggiunti in Svizzera e, in Africa, nel Lesotho, ha reimpostato la sua vita (attualmente vive a Quorle, vicino a Poppi) basandola sul valore di una assoluta semplicità nell’armonia della natura.
L'incontro guidato dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, è il quinto e ultimo capitolo per il 2008 del percorso itinerante di incontri “Le parole e il silenzio” : un percorso di incontri e di riflessioni su alcune parole chiave del nostro presente, che si sviluppa in alcuni dei luoghi più suggestivi del Casentino.


 

 

La giustizia, dalla parte di chi la amministra. E da quella di chi la richiede.

Sono questi i principali punti di vista su cui si svilupperà il secondo incontro del ciclo autunnale de “Le parole e il silenzio”, in programma sabato 18 ottobre, ore 16.30, al Castello di Poppi (Ar). Protagonisti della conversazione, dal titolo “Giudicare, nelle aule dei tribunali, nei cuori degli uomini”, il magistrato Piero Luigi Vigna, già protagonista di alcune delle più importanti indagini di mafia e di terrorismo, e Carol Beebe Tarantelli, vedova dell'economista ammazzato in un attentato delle Brigate Rosse.
L'incontro, guidato dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, sarà arricchito da alcune letture di testi legati al tema della giustizia che verranno presentate dagli attori e registi teatrali Alessandra Aricò e Piero Baracchi.
La parola “giustizia” al centro del pomeriggio di Poppi troverà poi una concreta rappresentazione seguendo il filo del racconto e della testimonianza dei due ospiti: Piero Luigi Vigna, procuratore della Repubblica per 40 anni, già procuratore nazionale antimafia, avrà il compito di condurre gli spettatori nel cuore e nella mente di un magistrato, Carol Beebe Tarantelli, psicoanalista e docente universitaria, in quelli di una persona colpita duramente negli affetti, e per cui la giustizia diventa una ragione di vita: il marito Ezio Tarantelli, economista, fu ucciso il 27 marzo del 1985 a Roma dalle Brigate Rosse.


 

 

Sabato 20 Settembre ore 16.30

Villa la Mausolea di Soci (Ar)

RACCONTARE

Il dono della parola

con

Maurizio Maggiani

Raccontare. Perché tutti hanno una storia da raccontare, da tramandare, da condividere.
Perché il racconto è lo strumento che rende possibile il ricordo, che trasmette, di generazione in generazione le nostre radici, la nostra identità.
Raccontare. Perchè ognuno di noi, raccontando, si svela, si apre, entra in contatto con l’altro. E raccontando diventa più consapevole anche di se se stesso, magari anche dei propri limiti e possibilità.
Raccontare, insieme a uno scrittore, Maurizio Maggiani, che camminerà nelle storie sue, e in quelle che ha incontrato.

Maurizio Maggiani
nato a Castelnuovo Magra nel 1951 è diventato scrittore dopo aver svolto decine di professioni, da maestro carcerario a operatore cinematografico, da costruttore di pompe idrauliche a impiegato comunale. Con Il coraggio del pettirosso (1995) ha vinto il premio Viareggio e il premio Campiello, con La Regina disadorna(1998) il premio Alassio e il premio Stresa di narrativa, con Il Viaggiatore notturno (2005) il premio Strega e il premio Ernest Hemingway.
Ha sempre vissuto nella regione in cui è nato, la Liguria, ma intimamente si sente apolide, un cittadino del mondo.


Sabato 18 Ottobre ore 16.30

Castello di Poppi (Ar)

GIUDICARE

Nelle aule dei tribunali, nei cuori degli uomini

con

Piero Luigi Vigna

Carol Beebe Tarantelli

La giustizia, dalla parte di chi la amministra. E da quella di chi la richiede.
La difficoltà di chi, come giudice, deve cercare una verità e una sentenza secondo verità, e per farlo non può che mettersi in gioco, fare i conti con i propri sentimenti e pregiudizi.
Ma anche il bisogno di giustizia, un bisogno che è di tutti, ma soprattutto di chi è stato ferito negli affetti, di chi è stato derubato di vita. E che cerca una giustizia che non sia vendetta.
Piero Luigi Vigna ci conduce nel cuore e nella mente di un magistrato, Carol Beebe Tarantelli in quelli di una persona colpita duramente negli affetti e per cui la giustizia diventa una ragione di vita.

Piero Luigi Vigna
Magistrato, procuratore della Repubblica per 40 anni, dal 1997 al 2005 è stato procuratore nazionale antimafia. Ha diretto numerose indagini su terrorismo, sequestri di persona a scopo di estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, associazioni per delinquere di tipo mafioso, stragi, indagando anche sugli omicidi del mostro di Firenze.

Carol Beebe Tarantelli
Americana di origine, italiana per i casi della vita e per scelta, è psicoanalista e docente universitaria ed è stata parlamentare. Tutto per lei è cambiato quel giorno del 27 marzo 1985 quando due killer delle Brigate Rosse ammazzarono suo marito Ezio Tarantelli, l'economista che lei aveva conosciuto a Boston, durante gli studi al Massachusetts Institute of Technology. Da allora ha dovuto sostenere il peso di questa tragedia, si è interrogata e ha interrogato, ha chiesto memoria, rispetto, giustizia.


Sabato 8 Novembre ore 16.30

Pieve di Romena (Ar)

RITIRARSI

Ritrovarsi

con

Tito Barbini

Elena Tuccitto

Wolfgang Fasser

Da una parte il separarsi, l’allontanarsi da molte cose di questo mondo, da quello che è considerato essenziale o comunque importante, quasi perdersi in se stessi o in qualcosa di molto più grande di noi.
Dall’altra parte il ritrovarsi, magari laddove ci sembra proprio di essere più lontani, il ritrovarsi per andare a fondo nella propria vita, capire cosa sia davvero la nostra missione o vocazione. E così scoprire che la nostra terra promessa è un modo diverso di stare al mondo.
Tre ospiti, altrettante strade: quelle dell’America Latina e dell’Antartide percorse zaino in spalla da Tito Barbini dopo una vita nel palazzo della politica, quella dei villaggi africani del Lesotho, seguita da Wolfgang Fasser per scoprire se stesso e le ragioni di fondo del suo lavoro di fisioterapista, quella del convento francescano, trovata da Elena Tuccitto, un passato da campionessa di karate.

Tito Barbini è nato a Cortona e risiede ad Arezzo. Dopo 35 anni di impegno nel mondo della politica (è stato tra l'altro, sindaco di Cortona, presidente della Provincia di Arezzo e, per quindici anni, assessore regionale), ha deciso di ricominciare dai sogni di ragazzo: zaino in spalla ha attraversato tutta l'America, dalla Patagonia all’Alaska, da solo, e utilizzando solo mezzi pubblici. Da quel viaggio di tre anni fa la sua vita è cambiata: ora gira il mondo per raccontarlo. Nei viaggi c’è la sua nuova dimensione di vita, raccontata nei suoi libri Le nuvole non chiedono permesso e Antartide. Perdersi e ritrovarsi alla fine del mondo.

Elena Tuccitto da campionessa di karate a religiosa. E' lo speciale percorso di suor Elena, casentinese di Bibbiena. Nell'agonismo aveva ottenuto il massimo: pluricampionessa italiana ed europea, con un titolo mondiale conquistato nel 1993 ad Algeri. ma il successo sportivo le aveva consegnato un vuoto interiore che, racconta, è riuscita a colmare dando spazio alla vocazione che covava dentro di lei. Oggi vive a Cella di Noceto (Parma), in una delle comunità della Fraternità francescana di Betania.

Wolfgang Fasser fisioterapista e musicoterapeuta svizzero, non vedente dall'età di 20 anni, è anche un "esperto dell'invisibile". Dopo un percorso professionale di primissimo piano nell'ambito della fisioterapia in Svizzera, intorno a metà degli anni '80 decide di trasferirsi in Africa, nel Lesotho, alla ricerca di se stesso e della sua missione. Oggi vive a Quorle di Poppi: quelll’esperienza africana continua a orientare la sua vita nel segno dell'essenzialità.


 

 


Educare: un verbo troppo usato e perfino abusato, un verbo che inevitabilmente ci appare un po’ antiquato, quasi superato in questa nostra società delle autostrade telematiche, delle rivoluzioni tecnologiche, della velocità nei tempi del lavoro e della vita. Un verbo che abbiamo scelto con orgoglio per accompagnarci in questo nostro incontro, con la voglia di restituire piena dignità a tutto quello che esso implica e abbraccia.
Perché non c’è futuro in una società senza educazione. Non c’è speranza, senza educazione, in un mondo capace di trattenere di generazione in generazione quel che di buono ha fatto l’uomo e allo stesso tempo di produrre il cambiamento.
Educare è scommettere sui giovani, misurarsi con la loro fatica di crescere. È vedersela con quello che Umberto Galimberti definisce "l’ospite inquietante", un vuoto emotivo che ha bisogno di maestri e di valori. È ritornare a quella che Socrate chiamava "l'arte della levatrice", in modo da far vedere la luce a inclinazioni e talenti.
Educare è pensato per i giovani, in primo luogo. Ma è una sfida che riguarda tutti noi, in questa epoca di molta informazione e poca formazione, di tante nozioni tecniche ma di poche parole che raggiungono davvero il cuore.

Vittorino Andreoli : psichiatra tra i più stimati e autorevoli, è uno studioso attento dei comportamenti dell’uomo e un acuto osservatore dei fatti di attualità, in particolare quelli in cui sono protagonisti i giovani.
Direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona, è membro della The New York Academy of Sciences. E’ autore di numerosi bestseller, tra cui Giovani, Dalla parte dei bambini, Delitti, I miei matti, L’alfabeto delle relazioni, Dietro lo specchio, Lettera a un adolescente, Lettera alla tua famiglia, Lettera a un insegnante, e i più recenti La vita digitale e L’uomo di vetro.

 

"Sono un pessimista attivo, da pessimista vedo nero dappertutto, da attivo mi affanno per illuminare ovunque".

Vittorino Andreoli





"Un sentimento profondo ci accomuna: entrambi amiamo i ragazzi, che devono essere educati a crescere, a maturare, a vivere".

Lettera a un insegnante, Vittorino Andreoli



"Ricordati di criticare tuo padre e tua madre, di difendere i tuoi diritti, compreso quello del rischio e dell'errore. Ma amali sempre. Ti hanno generato, un evento tremendo e stupendo perchè ci sei e puoi dare un senso non solo alla tua vita, ma a quella più vasta del mondo: puoi essere mondo. Non buttarti via, non farti del male perchè, così facendo, colpisci il mondo intero. Non ti appartieni, sei. Sei come è il mondo attorno a te. Sei mistero, e nel mistero del tuo esserci forse vali più di quanto tu immagini. Hai un senso che va oltre il senso".

Lettera a un adolescente, Vittorino Andreoli


"La famiglia è un ensemble e la sua prima caratteristica è che tutti gli strumenti partecipino, eseguano la loro parte seguendo lo spartito...nessuno può essere escluso dalla famiglia di cui è parte. Il gruppo non sarà mai pienamente realizzato se uno dei suoi membri non è attivo e concorde. Se uno è presente e non suona, si avverte un buco ... e l'armonia è rotta. E se uno dell'organico tace o usa il violino con rabbia invece che con delicatezza, la sonata sarà un vero disastro. Il bello dell'insieme orchestrale è che ogni elemento si lega all'altro e tutti sono in funzione dell'insieme".

Lettera alla tua famiglia, Vittorino Andreoli


"Ci hanno insegnato a nascondere le nostre paure è ora di rivendicare la nostra debolezza".

L'uomo di vetro - La forza della fragilità, Vittorino Andreoli



 

 

Percorso itinerante di incontri a tema

Il Fondo per l'ambiente (Fai) ha indicato il Casentino nella ristrettissima cerchia dei luoghi del silenzio. Una valle che valorizza il silenzio è una valle che sa accogliere meglio anche le parole, sa dargli la giusta profondità. In una valle di spiritualità (con luoghi come La Verna, Camaldoli, Romena), silenzio significa anche capacità di ascolto profondo, di attenzione ai temi di fondo della vita; e le parole possono scavare e, magari, lasciare qualche impronta.

Per questo abbiamo deciso di intitolare il nostro percorso "Le parole e il silenzio". Gli incontri si sviluppano ogni volta in un ambiente diverso, ma sempre di grande bellezza e suggestione, scelto anche per creare sintonia col tema. Da un castello medievale (quello di Poppi) a una pieve romanica (Romena), a una villa seicentesca (La Mausolea), a un centro in cui giovani di Paesi in guerra vivono insieme (la Cittadella della Pace di Rondine), sino a un monastero (come quelli di Camaldoli o La Verna). Così le parole potranno trovare anche il luogo giusto dove potersi posare.

Il ciclo "Le parole e il silenzio" ha compiuto un primo percorso nel 2007, concentrandosi su quattro temi di fondo per la vita di ognuno, temi sui quali Tiziano Terzani (al quale abbiamo dedicato il sottotitolo del ciclo: Sulle orme di Tiziano Terzani) ha compiuto nei suoi ultimi anni una forte opera di sensibilizzazione: la salute nella malattia, la pace, la ricerca dell'infinito, il viaggio. L'esperienza dello scorso anno ha riscontrato un ottimo risultato sia in termini di presenze che di attenzione e questo ci ha spinto a proseguirla cambiandone in parte i contenuti ma mantenendone le premesse.

Il percorso del 2008 / 2009

Una parola, una sola parola può bastare ad attivare un percorso, a motivare cambiamenti, scelte, atti di coraggio, a dare senso a una vita. Una parola, un verbo, sarà la miccia che innescherà gli incontri del ciclo 2008/2009 de ‘Le parole e il silenzio’. ‘Giudicare, perdonare, curare, vincere, recitare, credere, ritirarsi, ritrovarsi, amare, scoprire, apparire ecc.: ad ognuna di queste parole e ad altre che potranno aggiungersi, ogni ospite darà un significato attraverso la propria esperienza, che potrà raccontare con il suo vissuto, le sue emozioni, il proprio lavoro, i successi le le delusioni.
Gli incontri avranno il carattere di una conversazione in cui i protagonisti potranno raccontarsi a ruota libera: obiettivo sarà quello di entrare in contatto con il loro vissuto, raccogliere la testimonianza viva del loro percorso di vita approdando alla persona dietro il personaggio, andando dunque a scoprire anche oltre il successo e oltre la fama.

Primo incontro 17 maggio ore 16.30

"Curare"

Nel caso del primo incontro la parola che darà il via alla conversazione sarà “Curare”. L’anno scorso, nell’ambito del primo ciclo, ci siamo interrogati sulla sfida della malattia dalla parte del paziente. Ora ci riproviamo, guardando sull’altro versante di questa relazione indispensabile: il medico che cura e che si prende cura, il medico e il suo impegno nella nostra sanità, il medico con il suo lavoro che è vocazione e insieme professione. Ma anche il medico oltre il suo ruolo, il medico che come gli altri uomini e forse più degli altri deve porsi le grandi domande sulla vita e sulla morte. Fino al medico che, ammalandosi, passa “dall’altra parte”. Domande, spunti, riflessioni, per rafforzare le ragioni dell’alleanza. Per capire meglio, tutti insieme, cosa significhi davvero curare e curarsi.

Ci si ammala e si cerca il modo migliore per curarsi. Ma chi è il medico che scegliamo o che ci troviamo di fronte? E che caratteristiche hanno o dovrebbero avere gli ambienti (ambulatori, ospedali, cliniche) e il personale che dovrà prendere in carico la nostra salute? Tra professione e vocazione, tra rigore scientifico e vicinanza umana, proviamo a interrogarci sul lavoro, i metodi, lo stile di chi deve curarci. A partire dalle riflessioni di un grande primario che è stato "dall'altra parte", quella dei pazienti, e di un giornalista che si è specializzato nel raccontare i medici e le loro cure in Italia e in molte parti del Mondo.

Protagonista dell’incontro sarà il Prof. Francesco Sartori, medico chirurgo, presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica e Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari dell'Università di Padova dove dirige anche l'attività di trapianto di polmone. Il suo percorso professionale è raccolto in oltre 250 pubblicazioni, la sua esperienza chirurgica è espressa in oltre 10.000 interventi di chirurgia maggiore. E’ autore del libro “Dall’altra parte”, insieme al prof. Gianni Bonadonna e al prof. Sandro Bartoccioni, dove i tre grandi medici raccontano la loro storia di ammalati gravi. "Oggi quando faccio ambulatorio, ne esco distrutto perchè mi rivivo nelle storie dei miei ammalati": è la testimonianza che Francesco Sartori racconta nel libro, in cui noti primari narrano il loro vissuto da pazienti.

Al suo fianco interverrà il giornalista scientifico Dott. Luigi Ripamonti: voleva curare con le medicine, è medico specialista in chemioterapia, e invece strada facendo ha scoperto che la sua vocazione era di farlo con le parole. Lavora al gruppo Corriere della Sera dal 1992. Caposervizio del Corriere Salute dal 1996 al 2005, è attualmente responsabile delle sezioni scienza e salute di corriere.it. Titolare di un laboratorio di comunicazione scientifica all'Università Statale di Milano, sulle stesse tematiche ha insegnato alla Mason University (Virginia) e alla Chapman University California.

Coordineranno l'incontro i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi entrambi collaboratori dell'ufficio stampa della Regione Toscana.

L'ambiente che ci accoglierà sarà quello del castello di Poppi e l'incontro si svolgerà nel bellissimo Salone delle Feste.

L'ingresso come sempre è libero e gratuito.

 

 

 

CALENDARIO APPUNTAMENTI 2007

 

 

Saranno Angela Terzani, scrittrice e compagna di Tiziano Terzani, e lo scrittore e psicoterapeuta Andrea Bocconi i protagonisti dell’incontro “Viaggiare è un altro inizio” in programma sabato 15 dicembre, ore 16, presso Villa la Mausolea di Soci (Arezzo).
L’incontro conclude per il 2007 il percorso ‘Le parole e il silenzio, sulle orme di Tiziano Terzani’ organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, in collaborazione con la Fraternità di Romena e con la Comunità Monastica di Camaldoli. E il tema scelto è quello che ha accompagnato tutta la vita del grande giornalista: cioè il viaggio, e il senso per cui ci si muove all’interno del proprio contesto o scegliendo il mondo quale destinazione.
Il viaggio è stato una dimensione centrale nella vita di Angela Terzani: per molti anni ha vissuto insieme al marito e ai due figli in Asia, tra Singapore e Hong Kong, Pechino e Tokyo, un’esperienza di incontro con altri popoli e altre culture raccontata in libri fortunati come Giorni cinesi e Giorni giapponesi e che sarà al centro anche del suo intervento a Soci.
Anche Andrea Bocconi ha fatto del viaggio uno dei temi centrali della sua esperienza di vita e di scrittura. I suoi libri, tra i quali Viaggiare e non partire e Di buon passo esprimono tutto questo: l’etica e l’estetica del conoscere e del conoscersi ora attraversando continenti interi e ora spostandosi a piedi a pochi chilometri da casa.
Nel corso del pomeriggio, inoltre, verranno presentate testimonianze di esperienze singolari di viaggio. L’incontro, che sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, si concluderà con una degustazione di prodotti tipici locali e con il brindisi degli auguri. Suggestiva la sede scelta: la Mausolea è un prezioso esempio di architettura del Seicento, recentemente restaurato e attrezzato per ospitare convegni e altre iniziative nel cuore del Casentino.
“Viaggiare è un altro inizio” è il quarto incontro di una serie che ha avuto tra i protagonisti personaggi come Lucio Luzzatto (sul tema della salute nella malattia), Rita Borsellino (per donne di pace) e Erri de Luca (il richiamo dell’infinito).

INGRESSO LIBERO

Come raggiungere la Mausolea:

Da Arezzo seguire le indicazioni per Bibbiena, quindi proseguire per Soci in direzione Badia Prataglia, superato l'edificio Tacconi Sport dopo 300 mt sulla destra si trova la Mausolea.

Da Firenze seguire le indicazioni per Poppi, dopo Ponte a Poppi girare al secondo bivio a sinistra per Soci. Arrivati nella piazza del paese svoltare a sinistra in direzione Badia Prataglia, superato l'edificio Tacconi Sport dopo 300 mt sulla destra si trova la Mausolea.

 

 

 

INGRESSO LIBERO E SOLO SU INVITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

PER INFORMAZIONI: www.rondine.org - Tel. 0575 299666

 

Noa, nome d'arte di Achinoam Nini (che significa Sorella della pace in ebraico) è una cantante israeliana. Nata a Tel Aviv il 12 giugno del 1969 da una famiglia di ebrei yemeniti costretti a fuggire dal loro paese a causa dell'ostilità seguente alla proclamazione dello stato d'Israele, a due anni si trasferisce a New York dove il padre, docente universitario, si è trasferito per lavoro. Lì vive fino all'età di 17 anni, quando, a seguito di una profonda crisi d'identità ("non ero bianca e non ero nera" ricorda "chi era Achinoam Nini?") decide di tornare in Israele, dove presta servizio militare obbligatorio per due anni. Noa ricorda spesso lo smarrimento di quel periodo: "ero sola, in mezzo a ragazze che parlavano un ebraico che non capivo, si dormiva col fucile sotto il letto".
In Israele conosce il medico pediatra Asher Barak, da lei soprannominato "angelo dallo stetoscopio rosa", che in seguito sposerà. La coppia ha due figli, Ayehli ed Enea. Contemporaneamente comincia la sua carriera di cantante, ma ancor più celebre diviene all'estero per numerosi concerti dal vivo e tornée, in coppia col chitarrista Gil Dor.
E' un' artista profondamente impegnata nell'utilizzo della musica come strumento di riavvicinamento fra popoli in conflitto, con particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. Forse per questa ragione è stata scelta da Roberto Benigni per cantare il pezzo principale della colonna sonora del suo film "La vita è bella" scritta da Nicola Piovani.
Le sue canzoni sono fortemente influenzate dall'ambiente israeliano, con le sue contraddizioni (come l'avere le radici ai due lati del mare, sia nel paese della diaspora, sia in Israele), i suoi dolori (la guerra, il terrorismo) e le speranze.
Nel 2006 ha partecipato al festival di Sanremo cantando "Un discorso in generale" con Carlo Fava e Solis String Quartet. Il brano, pur non riuscendo ad accedere alla serata finale, ha conquistato il Premio della Critica.