CALENDARIO
APPUNTAMENTI 2011
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Le Parole e il Silenzio - edizione 2011
Come si esce dalla crisi che stiamo vivendo?
Domenica 2 ottobre, ore 15.30, Pieve di Romena - Pratovecchio (Ar)
Incontro con il filosofo Roberto Mancini
Si può dare un senso alla crisi sociale ed esistenziale oltreché economica che stiamo vivendo? E’ possibile pensare di trasformarla in un’occasione per metterci in discussione, per azzardare nuove strade, per scommettere su altri valori? E’su questi interrogativi di fondo che parte il prossimo incontro de “Le parole e il silenzio”, il percorso itinerante di incontri organizzato in Casentino dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
L’incontro, dal titolo “La crisi è opportunità”, avrà per protagonista Roberto Mancini, docente di filosofia teoretica all’Università di Macerata e autore di numerosi saggi in cui riesce a coniugare il rigore del ricercatore con la passione e il coinvolgimento del credente. L’appuntamento è in programma domenica 2 ottobre, ore 15.30 alla pieve di Romena. Un luogo dal valore anche simbolico: la pieve fu costruita in “tempore famis” in tempo di carestia, di crisi, ed è dunque espressione tangibile di come la crisi possa anche diventare un’occasione di inventare il nuovo, di ricostruire un volto inedito alla bellezza.
L’incontro partirà dagli interrogativi di fondo di questo tempo: come si esce dalla crisi esistenziale, sociale, civile che attraversa la nostra società e che ci coinvolge tutti? In che modo possiamo recuperare una dimensione più umana e solidale? E' possibile superare la soglia di assuefazione, conformismo, rassegnazione entro cui si fermano, troppe volte, i tentativi di cambiamento? Compito di Roberto Mancini sarà quello di provare a leggere i segni dei tempi che stiamo vivendo, sia riscoprendo il significato profondo di parole e di valori oggi sbiaditi o corrotti, sia rilanciando possibili alternative che abbiano al centro la persona e le relazioni.
Mancini, un filosofo che sa fare della filosofia un dono per le nostre vite, nella concretezza del nostro cammino in terra, porterà un contributo profondo e acuto, ma in un modo semplice e comunicativo. Lo stesso che utilizza nei tanti incontri cui viene invitato in giro per l’Italia.
L’incontro di Romena sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
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Il guaio del nostro tempo,
diceva il poeta Paul Valery, è che il futuro non è
più quello di una volta. Sembra una battuta, ma è
così.
La vita ha bisogno di futuro,
ma il futuro ha bisogno di speranze, di opportunità, di
ragionevoli certezze. Ed è facile dire che un tempo era
tutto più semplice, quando il futuro viveva anche di un
patto tra generazioni, dove c'erano il lavoro, il posto sicuro,
la casa, la pensione... Ma oggi? Come placare la fame di futuro?
Come farsi strada tra paure e aspirazioni, tra mortificazioni
e desideri?
Non aiutano i tempi, segnati
da crisi economica e meriti che raramente sono riconosciuti. Ma
essere giovane è anche poter credere ancora a parole come
quelle di Eleanor Roosevelt: Il futuro appartiene a coloro
che credono nella bellezza dei propri sogni.

Pier
Luigi Celli
Laureato in sociologia, è
imprenditore e dirigente d’azienda, narratore e saggista,
e attualmente direttore generale dell’Università
Luiss Guido Carli di Roma. E’ membro dei consigli di amministrazione
di Illy, Unipol e Demoskopea. Ha ricoperto tra gli altri gli incarichi
di direttore delle Risorse Umane in Rai, Omnitel, Eni ed Enel,
di direttore generale della Rai, di presidente di Ipse 2000, di
responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni,
tra le quali: L’illusione manageriale, Nascita e morte
dell’impresa in 42 lettere, Impresa e classi dirigenti,
Le virtù deboli, Altri esercizi di pentimento, Comandare
è fottere, Coraggio Don Abbondio, Come si maneggia il mondo,
Il cuore ha le sue ragioni e, recentemente, La generazione
tradita. Il 30 novembre 2009 è autore di una discussa
lettera indirizzata al figlio e pubblicata sul quotidiano La Repubblica
dal titolo Figlio mio, lascia questo Paese.
 

La Repubblica,
30 novembre 2009
LA LETTERA.
Il direttore generale Luiss:
avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito
"Figlio mio, lascia questo Paese"
di PIER LUIGI CELLI
Figlio mio, stai per finire
la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri
da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello
che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che
ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta.
Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto
in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza
con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro
che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del
nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi
lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che
ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto
sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai
risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni
e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro
sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro
che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che
tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa,
rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi
valori di solidarietà e di onestà, in cambio di
un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili;
di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non
sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica:
poco fa la differenza.
Questo è un Paese in
cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse
qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse
poco più di un millesimo di un grande manager che ha
all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà
mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti
che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria
chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché
allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per
giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione
(o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come
potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese
in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per
non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata
regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi
vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno
mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno
e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti.
Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari
il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un
Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità,
gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una
Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata,
se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni,
in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per
i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in
cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti;
figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non
gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione,
a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti
e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre
più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti
i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare
dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento
del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto
oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà
la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi.
E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti
sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è
un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso
e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente,
senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può
disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio
di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti
emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto
avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo,
quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene
anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose
stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma
che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui.
E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa
tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non
deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con
affetto,
tuo padre
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Che
rapporto c'è tra la storia e ciò che siamo oggi?
In che modo i personaggi, e i fatti del passato interagiscono
con la nostra vita presente? E' a interrogativi come questi
che proverà a rispondere Silvia Ronchey,
storica e scrittrice nell'incontro in programma sabato
2 aprile a Villa la Mausolea di Soci (inizio alle ore 16.30).
L'incontro, dal titolo “La storia siamo noi”
apre la stagione 2011 del ciclo “Le parole e il silenzio”
organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
Docente di storia, scrittrice, Silvia Ronchey è autrice
di numerosi bestseller che hanno per protagoniste grandi figure
del passato tra cui ricordiamo “Ipazia, la vera storia”,
“Il romanzo di Costantinopoli”, “Il guscio
della tartaruga” (ritratti di 65 personaggi illustri da
Agostino a Catullo, da Freud a Pitagora, da Voltaire a Zenone)
e “L’enigma di Piero” (Premio Elsa Morante).
Editorialista per La stampa è stata inoltre autrice e
conduttrice di programmi televisivi per la Rai, tra cui L’altra
edicola e Fino alla fine del mondo, interviste a testimoni del
secolo.
Per tutte queste attività Silvia Ronchey si imbarca di
continuo in una ideale macchina del tempo grazie alla quale
recupera personaggi, ambienti, situazioni che interrogano ogni
uomo al presente. E lo stesso compito le sarà affidato
nell'incontro di Soci, il cui obiettivo sarà di entrare
nel cuore della storia, nel suo senso più vitale e anche
nelle curiosità dei suoi protagonisti.
Conducono i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
Le
Parole e il Silenzio
Incontri 2011
Un altro pezzo di strada insieme, un altro ciclo
di incontri per condividere parole che contano, esperienze di
vita che lasciano un segno, storie che richiamano il nostro
cuore, la nostra intelligenza.
Due anni fa ci siamo interrogati sull'ascolto, capacità
apparentemente umile, in realtà dono da accogliere, talento
da coltivare. L'anno scorso abbiamo scelto un'altra parola che
pare evocare solo silenzio, inerzia, passività –
lo sguardo – per poi capire che in realtà tutto
comincia proprio da esso.
Nel
2011 sarà la volta di un tema ancora più ambizioso,
che riguarda tutto e tutti e che, per lo meno in prima battuta,
evoca non una nostra facoltà o capacità, ma una
condizione universale: il tempo e il suo trascorrere.
Condizione universale, ma anche concetto che si declina in molteplici
significati: il tempo interiore e il tempo che si lascia misurare,
il tempo della vita e quello delle cose.
Il tempo, ma soprattutto il sentimento del tempo. Come lo viviamo,
come ce ne lasciamo influenzare, come lo valorizziamo e come
lo sprechiamo.
“Il tempo degli uomini è eternità ripiegata”,
diceva Jean Cocteau. “C'è solo un modo di dimenticare
il tempo: impiegarlo”, spiegava invece Charles Baudelaire.
Comunque si intenda, il bene più prezioso che l'uomo
possa spendere non solo per se stesso ma anche per gli altri,
sì, perché c’è anche un tempo per
la gratuità al servizio dei più deboli e della
società. Il bene più prezioso dunque il tempo,
ma anche un mistero che proveremo a indagare insieme.
Sabato 2 aprile ore 16.30
– Villa La Mausolea di Soci (Ar)
Silvia
Ronchey
La storia siamo noi
Può
essere scandito nella successione delle mode. Può acquistare
un passo tutto suo in certe congiunture della vita sociale e
dell'economia. Può fermarsi nello scatto di una fotografia
o diventare racconto cinematografico. E può diventare
storia, anzi, Storia con l'esse maiuscola. È davvero
molte cose insieme, il tempo, con la sua capacità di
segnare in profondità le varie stagioni della vita. Molte
cose, ma anche un presente che le abbraccia tutte. Perché
anche il passato non è davvero mai passato, in realtà
riguarda sempre ciò che siamo oggi. Perché anche
tornando indietro di secoli, ai tempi di Costantinopoli o dell'antico
Egitto, in realtà torniamo a noi stessi. Al nostro bisogno
di verità. Alle passioni che ci animano. Alle idee che
sono la trama della nostra vita.
Silvia
Ronchey
Storica bizantinista, è professore di filologia classica
e civiltà bizantina all’Università di Siena.
Figlia della scrittrice Vittoria Aliberti e di Alberto Ronchey,
giornalista ed ex ministro dei Beni Culturali. Tra i suoi ultimi
libri Ipazia. La vera storia, Il romanzo di Costantinopoli,
Il guscio della tartaruga e L’enigma di Piero
( Premio Elsa Morante). Scrive sui giornali italiani dal 1986,
da 25 anni collabora a La Stampa e al suo supplemento
culturale Tuttolibri. E’ stata autrice e conduttrice
di programmi televisivi per la Rai, tra cui L’altra
edicola e Fino alla fine del mondo, interviste
a testimoni del secolo.
Sabato
28 maggio ore 16.30 – Castello di Poppi (Ar)
Pier
Luigi Celli
Fame di futuro
Il
guaio del nostro tempo, diceva il poeta Paul Valery, è
che il futuro non è più quello di una volta. Sembra
una battuta, ma è così. La vita ha bisogno di
futuro, ma il futuro ha bisogno di speranze, di opportunità,
di ragionevole certezze. Ed è facile dire che un tempo
era tutto più semplice, quando il futuro viveva anche
di un patto tra generazioni, dove c'erano il lavoro, il posto
sicuro, la casa, la pensione.... Ma oggi? Come placare la fame
di futuro? Come farsi strada tra paure e aspirazioni, tra mortificazioni
e desideri? Non aiutano i tempi, segnati da crisi economica
e meriti che raramente sono riconosciuti. Ma essere giovane
è anche poter credere ancora a parole come quelle di
Eleanor Roosevelt: Il futuro appartiene a coloro che credono
nella bellezza dei propri sogni.
Pier
Luigi Celli
Imprenditore e dirigente d’azienda, narratore e saggista,
è attualmente direttore generale dell’Università
Luiss Guido Carli di Roma. E’ membro dei consigli di amministrazione
di Illy, Unipol, BAT e Demoskopea. Ha ricoperto tra gli altri
gli incarichi di direttore delle Risorse Umane in Rai, Omnitel,
Eni ed Enel, di direttore generale della Rai, di presidente
di Ipse 2000, di responsabile della Direzione Corporate Identity
della Unicredit. Ha pubblicato numerosi libri di saggistica
e narrativa, tra cui Altri esercizi di pentimento,
Comandare è fottere, Coraggio Don Abbondio
e recentemente La generazione tradita. Il 30 novembre
2009 è autore di una discussa lettera indirizzata al
figlio e pubblicata sul quotidiano La Repubblica dal
titolo Figlio mio lascia questo Paese.
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Le
Parole e il Silenzio
Sguardi
sul 2010
Oltre
200 persone distribuite tra la sala centrale e le salette laterali
di Villa La Mausolea. Un silenzio riempito dalla voglia di ascoltare
le parole dell'ospite, Vito Mancuso. Un pomeriggio che finisce
con la voglia di ricominciare, di continuare con altre voci, altri
testimoni. Si è concluso così il percorso 2010 de
“Le parole e il silenzio”, il ciclo itinerante di
incontri organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
Un buon modo per calare il sipario con gli stimoli necessari per
riaprirlo in fretta.
Sguardi
sul mondo
Il programma del 2010 è stato dedicato a cinque modi diversi
di comunicare il mondo: si è cominciato con il modo più
attuale e innovativo (Internet e i social network), si è
concluso con quello più intimo (lo sguardo rivolto verso
se stessi). Si è dato spazio ai modi di comunicazione più
creativi, dalla scrittura, alla musica, all'arte, e a quelli più
diffusi: per esempio il gesto sportivo.
Gli
ospiti
Grazie allo scrittore Andrea De Carlo, uno dei
romanzieri più amati da varie generazioni di giovani, a
Damiano Tommasi (uno dei campioni di calcio più
apprezzati per la sua sportività), a giornalisti specializzati
nel web (come Marco Pratellesi ), professori
universitari (Carlo Sorrentino), storici dell'arte
(Stefano Zuffi) e teologi come, appunto Vito
Mancuso, si è allungata la lista dei testimoni
prestigiosi di un percorso cui in passato hanno partecipato, tra
gli altri, lo scrittore Erri De Luca, lo psichiatra
Vittorino Andreoli, il giudice Piero
Luigi Vigna, l’attrice Lella Costa,
Rita Borsellino, Folco e Angela Terzani.
I
luoghi
Ai prestigiosi testimoni il Casentino ha offerto la suggestione
dei suoi luoghi, divenuti teatro degli incontri: il silenzio della
bellezza di ville, pievi e castelli (dalla Mausolea di Soci al
Castello e alla Badia San Fedele di Poppi), unito alla partecipazione
attenta di un pubblico sempre numeroso, ha permesso alle parole
di trovare la giusta accoglienza. E di arrivare con più
facilità a destinazione.
Il
futuro
Gli incontri 2010 avranno presto una nuova vita: diventeranno
un libro, il quarto della serie, in cui le parole ascoltate, diventeranno
parole da leggere. Il volume uscirà nella primavera del
2011. Contemporaneamente verrà presentato il nuovo ciclo
di incontri che è, attualmente, in cantiere.
A proposito: se avete idee, suggerimenti, o più semplicemente,
se siete interessati a ricevere notizie e aggiornamenti sui prossimi
programmi: scriveteci (info@fondazionebaracchi.it).
E
per finire...
Per finire grazie. Un grazie sincero da parte della Fondazione
Giuseppe e Adele Baracchi, dei giornalisti Massimo
Orlandi e Paolo Ciampi, da tutti coloro che hanno collaborato.
Grazie per averci seguito con tanta attenzione e affetto in tutti
gli incontri.
Ci vediamo nel 2011. A presto...
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Le Parole e il Silenzio
- edizione 2010
Sabato
13 novembre - ore 16.30 – Soci (Ar) - Villa la Mausolea
Incontro con il teologo
Vito Mancuso

Toccherà a Vito Mancuso
il compito di concludere il percorso 2010 de “Le parole
e il silenzio” partecipando all'incontro in programma sabato
13 novembre, ore 16.30 a Villa la Mausolea di Soci (Bibbiena -
Ar), dal titolo “La sfida del nostro tempo, essere se stessi”.
Il noto teologo, più volte al centro del dibattito pubblico
per le coraggiose posizioni su temi etici, religiosi e civili,
completerà la serie di “Sguardi sul mondo”
proposti nel corso di quest'anno con il viaggio più profondo
e più intimo: quello verso le nostre radici umane e spirituali,
verso ciò che ci rende più autentici e più
liberi.
Come nella sua tradizione l'ultimo incontro annuale de “Le
parole e il silenzio”, il percorso itinerante di incontri
organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, sarà
quindi dedicato a una riflessione in profondità sul cammino
dell'essere umano, sul suo bisogno di confrontarsi con le domande
di fondo dell'esistenza.
A questi temi, in un modo originale e mai accademico, Vito Mancuso
ha dedicato sino a oggi la sua attività di studioso, di
pensatore, di uomo di fede.
Docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà
di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano,
Mancuso è riuscito nel compito, non certo facile, di riuscire
a comunicare su temi filosofici, esistenziali e spirituali con
un vastissimo pubblico: nel 2007, ha pubblicato L'anima
e il suo destino, che rapidamente è divenuto
un bestseller da oltre centomila copie. Recentemente ha pubblicato
con Corrado Augias Disputa su Dio e dintorni,
mentre il suo ultimo libro è La vita autentica.
Dal 2009 è editorialista del quotidiano La Repubblica,
ma già da anni coltiva un rapporto costante con la carta
stampata e i suoi interventi sono stati spesso oggetto di discussione
anche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche,
sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico.
L'incontro di Villa la Mausolea sarà condotto dai giornalisti
Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.

Lo sguardo dell'arte
sul mondo e sulla vita, raccontato attraverso i grandi capolavori
della pittura, ma anche lo sguardo che si libera del superfluo
per cogliere ciò che di più autentico c'è
dentro di noi. Di questo si parlerà nei prossimi due appuntamenti
de “Le parole e il silenzio”, il ciclo di incontri
promosso dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi in alcuni
dei luoghi più suggestivi del Casentino. Appuntamenti che
concludono il programma 2010, dedicato appunto allo sguardo.
Vero e proprio filo conduttore, quest'ultimo, che chiama in causa
la capacità di tutti noi di vedere e comprendere, di scoprire
e di cogliere quanto davvero conta. Perché se guardare
pare evocare solo silenzio, inerzia, passività, in realtà
tutto comincia dal nostro sguardo.
Nuovi sguardi, dunque, per nuovi tempi e nuovi significati. E
così dopo lo sguardo sul mondo virtuale di Internet, dopo
lo sguardo sulla realtà dello sport, con i suoi valori
umani che vanno oltre i suoi risultati e i suoi interessi e dopo
aver percorso alcune strade della creatività, ecco la pittura,
con l'appuntamento del 16 ottobre (ore 15.30) alla Badia
di San Fedele di Poppi.
“Amare l'arte, amare la vita. Lo sguardo dei pittori
da Caravaggio a Van Gogh”, il titolo dell'incontro,
che avrà per protagonista lo storico dell’arte Stefano
Zuffi. E poi lo sguardo più difficile e più
necessario, ovvero lo sguardo rivolto verso la propria interiorità,
di questo si parlerà con il teologo Vito Mancuso.
Appuntamento il 13 novembre (ore 16.30) a Villa La Mausolea
di Soci. “La sfida del nostro tempo: essere se stessi”,
sarà l'incontro con cui “Le parole e il silenzio
2010” si congederà per riprendere il suo cammino
nel 2011.
AMARE L’ARTE AMARE LA VITA
Che cos'è la bellezza?
Che significato può avere per la nostra vita? E soprattutto
com'è che può renderci migliori? Domande che riguardano
tutti, non solo gli addetti ai lavori. Perché a tutti appartengono
i grandi capolavori della pittura, come un'eredità che
ci è stata lasciata per rendere più ricche e dense
di significato le nostre giornate.
Ci sono opere che sentiamo nostre, altre che ci lasciano indifferenti.
Opere che ci rivelano un mondo e altre che ci affascinano per
ciò che nascondono. Opere che ci trasmettono emozioni e
opere che ci invitano a pensare. È tutto questo la pittura:
e ognuno di noi ha almeno un quadro che lo accompagna, nei sogni,
nei ricordi, nei sentimenti.
Non sempre è facile addentrarsi in questo straordinario
universo di creazioni ed emozioni. Per questo è preziosa
una guida come Stefano Zuffi, uno storico dell’arte che
sa parlare a tutti, non solo agli specialisti. Che ha fatto del
suo lavoro anche un'occasione di impegno civile e di solidarietà.
Che sa incrociare i ragionamenti estetici con tutto ciò
che è semplicemente vita. Da lui, non una lezione di storia
dell'arte. Piuttosto parole per illuminare i grandi capolavori
della pittura: bellezza che ci è stata portata in dono.
Stefano Zuffi,
storico dell’arte milanese, ha curato la realizzazione di
numerosi volumi di divulgazione culturale. In qualità di
consulente editoriale della casa editrice Electa Mondadori, è
responsabile di collane molto note al grande pubblico, come gli
Art Book e I Dizionari dell’arte. Fra gli oltre 50 titoli
pubblicati Il grande atlante della pittura e Rinascimento, oltre
a libri monografici su Tiziano, Caravaggio e Durer. Le sue opere
sono state tradotte in più lingue con una distribuzione
complessiva di oltre un milione e mezzo di copie in tutto il mondo.
Recentemente si è occupato anche di divulgazione dell’arte
tra i bambini e in luoghi del disagio, come il carcere (Caravaggio
in galera è il suo ultimo libro).
A volte riesce a spingersi lontano,
il nostro sguardo, ma anche questo può essere un modo per
sottrarsi a ciò che più conta. Per evitare lo sguardo
più complicato, il più necessario: quello che rivolgiamo
verso di noi.
È questo che la vita ci chiede: quel “conosci te
stesso” che quasi sempre è il più trascurato
degli imperativi. Conoscere se stessi per essere se stessi. Per
capire cosa davvero può dare significato ai nostri giorni.
Per capire cosa è superfluo e cosa non lo è. Per
individuare le priorità della nostra vita, quelle che davvero
ci consentiranno di sfuggire a ogni rimpianto.
Sfida difficile, sfida di ogni tempo, ma soprattutto sfida di
questo tempo, così sovraccarico di parole effimere e rumori
di fondo, di false aspettative e di sogni televisivi. Tempo in
cui ci si sottrae alle domande che valgono. Tempo che ha bisogno
di uomini che si rimettano in cammino.
Conoscere se stessi, essere se stessi: prova di libertà
ma anche condizione per ritornare alla nostra dimensione più
autentica. Servono parole vere, parole di cuore e di intelligenza,
per arrivare al fondo delle cose. Quelle di una delle voci più
originali, profonde, coraggiose dei nostri anni, il teologo Vito
Mancuso.
Vito Mancuso, teologo e scrittore, è docente
di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di
Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano.
I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del
pubblico, in particolare L’anima e il suo destino che è
divenuto un autentico caso editoriale. Recentemente ha pubblicato
con Corrado Augias Disputa su Dio e dintorni. Il suo ultimo libro
è La vita autentica. Le coraggiose posizioni su temi etici,
religiosi e civili apparse nei suoi libri e negli articoli pubblicati
da “La Repubblica”, di cui è editorialista,
sono state spesso al centro di un vasto dibattito pubblico.
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E'
USCITO IL TERZO LIBRO DELLA COLLANA "LE PAROLE E IL SILENZIO"
frutto degli
incontri svoltisi nel 2009
L'Emozione
dell'ascolto


Il libro
è disponibile presso la Fraternità di Romena, nelle
migliori librerie, durante gli incontri organizzati dalla Fondazione
e si può richiedere anche tramite il sito web www.romena.it
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Le
Parole e il Silenzio - edizione 2010
Sguardi sul mondo
Comincia da un viaggio tra i
social network e le ultime novità dell'era digitale l'edizione
2010 de “Le parole e il silenzio”, il percorso itinerante
di incontri organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
“Vivere ai tempi di Facebook” è
infatti il titolo del primo incontro in programma sabato
10 aprile, ore 16.30, al Castello di Poppi. Ne saranno
protagonisti il giornalista Marco Pratellesi
(responsabile di uno dei siti più cliccati on line, quello
del Corriere della Sera) e il sociologo Carlo
Sorrentino, che ha dedicato molte sue ricerche agli
effetti che i social network stanno producendo sugli stili di
vita nella nostra società. L'analisi su Facebook e dintorni,
condotta dai giornalisti Paolo Ciampi e Massimo Orlandi,
sarà sviluppata anche con il supporto di vari contributi
multimediali e la preziosa testimonianza di bloggers e di giovani
animatori di Facebook.
Quello del 10
aprile sarà il primo dei cinque “sguardi sul mondo”
proposti nell'ambito de “Le parole e il silenzio”
per il 2010. Il secondo sguardo arriverà circa un mese
più avanti, venerdì 7 maggio ore 21, e
questa volta la prospettiva sarà quella della creatività.
Già, perché anche nell'era digitale in cui viviamo
continua ad essere decisiva la capacità di ogni persona
di immaginare il mondo, di raccontarlo, di trasmetterlo utilizzando
la sua ispirazione. Su questo argomento a Villa la Mausolea
di Soci interverrà Andrea De Carlo, scrittore,
autore di numerosi best seller (come Treno di panna, Due di
due, Durante), che è anche musicista, compositore, pittore
e che ha anche avuto esperienze cinematografiche al fianco di
Federico Fellini e Michelangelo Antonioni.
Il terzo “sguardo sul mondo” è in programma
a inizio giugno e questa volta al centro dell'attenzione ci
sarà lo sport. Già, perché
lo sport è un grande strumento di incontro e di comunicazione.
Ma per gettare lo sguardo sullo sport gli organizzatori hanno
pensato di depurarlo dai suoi eccessi, e di riscoprirlo nella
sua autenticità: per questo protagonisti saranno campioni
che hanno mostrato di esserlo sia dentro che fuori dall'ambito
agonistico. Un nome su tutti: quello di Damiano Tommasi,
centrocampista della Roma e della nazionale,
conosciuto per il suo impegno nel sociale e che oggi ha deciso
di coronare la sua carriera tornando a giocare nella squadra
del suo paese, tra i dilettanti. Tommasi sarà uno degli
ospiti dell'incontro di venerdì 4 giugno ore
21, al cinema Italia di Soci.
Il quarto e il quinto sguardo sul mondo arriveranno con l'autunno:
ci sarà tempo per parlarne. Intanto è invece utile
sottolineare il nuovo stimolante cammino di questa proposta
culturale.
“Le
parole e il silenzio” infatti sono nate nel 2007 proprio
per valorizzare i luoghi più belli del Casentino e evidenziare
il ruolo attribuito dal Fai (Fondo per l'ambiente) alla nostra
valle: quella di essere un luogo del silenzio.
Una valle che valorizza il silenzio è una valle che sa
accogliere meglio anche le parole, sa dargli la giusta profondità.
Da qui il titolo del percorso al quale hanno partecipato decine
di ospiti illustri come Angela e Folco Terzani, gli scrittori
Erri De Luca e Maurizio Maggiani, lo psichiatra Vittorino Andreoli,
il magistrato Piero Luigi Vigna, e l'ex presidente della Camera
Fausto Bertinotti. E ora, a partire dal 10 aprile, il viaggio
continua.


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CALENDARIO
APPUNTAMENTI 2009
SABATO 14 NOVEMBRE ORE
16.30
PIEVE DI ROMENA
- PRATOVECCHIO (AREZZO)
Ascoltare se stessi, ascoltare
il mondo
Quando il cammino
interiore diventa responsabilità
Incontro con Fausto
Bertinotti e Sergio Valzania
Ascoltare se stessi,
ascoltare il mondo. Ovvero, due modi di declinare
l’azione dell’ascolto apparentemente diversi:
l’ascolto della nostra interiorità, mare sconfinato
nel quale troppo spesso non osiamo avventurarci; e l’ascolto
di quanto si muove intorno e magari si fa storia, si fa cambiamento,
si fa speranza e percorso comune.
Due modi diversi, che possono segnare traiettorie di vita
diverse, però poi anche sospingere verso approdi che
sorprendentemente sono gli stessi e nei quali è bello
ritrovarsi.
E’ questo il tema dell’ultimo incontro proposto
per il 2009 dal ciclo Le parole e il silenzio,
con cui la Fondazione Baracchi sta portando in alcuni dei
luoghi più suggestivi del Casentino protagonisti della
cultura e testimoni di spicco della nostra epoca.
L’appuntamento è per sabato 14 novembre
(ore 16.30), alla Pieve di Romena. A confrontarsi
sull’ascolto di se stessi e l’ascolto del mondo,
due uomini molto diversi, per storie, retaggi culturali, percorsi
nella nostra società: Fausto Bertinotti,
sindacalista, ex segretario di Rifondazione comunista e presidente
della Camera, e Sergio Valzania, scrittore,
giornalista, autore e dirigente Rai, ma soprattutto uomo animato
da una profonda fede cattolica.
Due uomini che si ritrovano proprio in Casentino, dopo aver
già condiviso un’esperienza di cammino nei monasteri
del Monte Athos. Due uomini che arrivano da lontano per spiegarci
che ci sono cammini dell’anima che diventano responsabilità.
A condurre l’incontro i giornalisti Massimo
Orlandi e Paolo Ciampi. Il pomeriggio sarà
arricchito anche dai momenti musicali del quartetto
femminile formato da Marna Fumarola
al violino, Michela Munari al violoncello,
Serena Mantini al pianoforte e Giulia
Borri al flauto.
L’ingresso è libero.
 



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Per ricordare
il giovane Nicola Alberti, studente del Liceo Scientifico
di Poppi, che ci ha lasciato un anno fa, i compagni di scuola,
i suoi insegnanti e gli amici vogliono dedicargli un pomeriggio
di parole e musica. Sarà un viaggio piacevole e profondo
attraverso l'opera dantesca e la canzone-poesia di Fabrizio
De André.
L'ingresso
è libero e gratuito.
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SABATO 10
OTTOBRE ORE 16.30
VILLA LA
MAUSOLEA DI SOCI (AREZZO)
L’Infinitamente
grande, l’infinitamente piccolo
La
scienza della meraviglia
Incontro
con Marco Vannini e Flavio Fusi Pecci
Forse la colpa
è di chi ce l' ha insegnata così: come il regno
delle regole e dell'esattezza, utile e importante, come no,
ma anche roba da specialisti, da addetti ai lavori a loro agio
con numeri e formule. Però proviamo a immaginarci Galileo
Galilei che per la prima volta scruta il cielo con il telescopio
e si sorprende di tutte le “stelle fisse” mai vedute
prima, che si aggiungono all'”immensa moltitudine”
di quelle “antiche e note” perché visibili
a occhio nudo. Oppure cambiamo completamente scenario, arriviamo
ai nostri tempi e a un film come Microcosmos, che potrebbe sembrare
un cartone animato della Disney, con tutti quegli animaletti
e quella giungla di fili d'erba, solo che si tratta di un documentario
ed è tutto incredibilmente vero: un pianeta sconosciuto
racchiuso in pochi metri quadrati di prato che pulsano di vita,
un'epopea concentrata in sole 24 ore, nell'esistenza di formiche,
lumache, bruchi, cavallette, farfalle... E allora la scienza
diventa altro, diventa di più: un'avventura che è
una possibilità di meraviglia, un canto alla bellezza.
Dagli astri lontani anni luce, l'infinitamente grande, ai più
minuscoli insetti, l'infinitamente piccolo: un incontro con
due grandi scienziati, Marco Vannini, zoologo,
docente alla facoltà di Scienze Naturali dell'Università
di Firenze e Flavio Fusi Pecci, astrofisico
direttore dell’Osservatorio Astronomico di Bologna, che
per una volta non tengono una lezione dalla cattedra, ma ci
raccontano brividi e stupori di un lavoro che ci aiuta ad amare
il creato.
Grande successo dell'incontro
sulla scienza...
La sala
di Villa Mausolea, a Soci, piena fino all'ultimo posto, e anche
di più, con tante persone che hanno dovuto seguire l'incontro
da monitor esterni; il silenzio attento e la partecipazione
degli studenti del liceo di Poppi, in un sabato pomeriggio in
cui solitamente si fa altro; e poi loro, gli scienziati ospiti,
che per oltre due ore hanno catturato la curiosità e
l'interesse dei presenti parlando di scienza come difficilmente
si è sentito, anche in questo anno così ricco
di appuntamenti, per le celebrazioni dedicate a Galileo, a Darwin,
all'astronomia.
E' stato un successo inatteso il primo incontro autunnale di
Le Parole e il Silenzio, il ciclo di iniziative che ormai da
tre anni la Fondazione Baracchi promuove in alcuni dei luoghi
più significativi del Casentino, portando personaggi
dello spettacolo, della cultura, dell'impegno civile e sociale
di assoluto interesse. Di scienza però non si era mai
parlato: e l'idea degli organizzatori dell'incontro è
stata senz'altro anche quella di sfatare un mito che vuole la
scienza troppo difficile e troppo fredda, un campo riservato
agli specialisti.
A Villa Mausolea gli scienziati ospiti, esperti di livello internazionale,
hanno saputo ribaltare i luoghi comuni. Marco Vannini, zoologo
della facoltà di scienze naturali a Firenze, ha saputo
appassionare raccontando la vita e la morte dei granchi in una
foresta di mangrovie del Kenia, spiegando che comunque quello
che accade anche in realtà estremamente lontane riguarda
tutti. Flavio Fusi Pecci, astrofisico direttore dell'Osservatorio
Astronomico di Bologna, si è addentrato negli affascinanti
misteri del cosmo, dal big bang ai buchi neri, spiegando che
anche noi esseri umani siamo figli di questa storia, fatti della
stessa polvere – cioè degli stessi atomi –
delle stelle.
Non sono mancati ovviamente i riferimenti alle difficoltà
della ricerca scientifica in un paese che in questo ha dei limiti
storici ma che oggi ancora di più sembra rinunciare alle
possibilità della scienza, anche in termini di finanziamenti.
Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, questo
è stato il filo conduttore di una serata che, condotta
dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi, ha vissuto anche
delle straordinarie immagini proiettate sugli schermi: a dimostrazione
che la scienza si può raccontare e spiegare non solo
con le lezioni dalla cattedra, ma condividendo le emozioni di
un lavoro di studio e ricerca.
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I
LIBRI DELLA FONDAZIONE
Il primo, il secondo
e il terzo volume di "Le Parole e il Silenzio", frutto
degli incontri 2007 2008 e 2009, sono in vendita presso le librerie,
la Fraternità di Romena (anche tramite il sito www.romena.it)
e in occasione degli eventi organizzati dalla Fondazione.
Parole
e silenzio. Perchè solo il silenzio ci aiuta a cogliere
parole non superflue; e perchè solo le parole che scavano
e lasciano qualche impronta ci riportano al dono del silenzio
Volume
1


Nel
silenzio dei castelli, delle pievi, dei monasteri del Casentino,
si calano le parole di importanti testimoni del nostro tempo,
da Erri De Luca a Rita Borsellino, da Lucio Luzzatto a Angela
e Folco Terzani. E se è l'esperienza di Tiziano Terzani
che disegna le mappe di questo itinerario, è nel vissuto,
nei pensieri, nelle intuizioni di queste voci, libere e liberanti,
che il cammino prende forma per offrire a ciascuno l'occasione
di riflettere sui grandi temi della vita: il rapporto con la
malattia, il desiderio di pace, la dimensione del viaggio, il
richiamo dell'infinito.
Volume
2


Uno
scrittore affermato (Maurizio Maggiani), uno psichiatra di fama
(Vittorino Andreoli), un magistrato in prima linea (Piero Luigi
Vigna), e ancora un medico passato dalla parte dei pazienti
(Francesco Sartori), un giornalista che racconta di cure e di
dottori (Luigi Ripamonti), una vittima dei nostri anni di piombo
(Carol Tarantelli) e tre persone speciali che hanno saputo trasformare
la loro vita per renderla più autentica (Tito Barbini,
Wofgang Fasser e Elena Tuccitto): sono loro i protagonisti di
un affascinante percorso che si sviluppa tra pievi e castelli
del Casentino. Per svelare la bellezza dell'incontro, quando
l'incontro punta verso l'anima delle persone, vera radice di
ogni parola che conta.
Volume
3


I
suoi monologhi sono fiumi zampillanti di parole. Ma sapete dov'è
la sorgente dell'ispirazione di Lella Costa? Nella sua capacità
di ascolto. Ascoltare. E' questa la prima azione per assistere
allo spettacolo del mondo. E' questo il tema degli incontri
che state per leggere. Dopo
Lella Costa, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi e la presidente
dell'Istituto degli Innnocenti Alessandra Maggi ci mostrano
come l'ascolto non possa che cominciare dalla voce più
autentica: quella dei bambini. Marco Vannini, zoologo e Flavio
Fusi Pecci, astrofisico, ci conducono in una straordinaria scuola
a cielo aperto: quella della natura. In questa esperienza corale
di ascolto l'ultima tappa ha due guide speciali: l'ex presidente
della Camera Fausto Bertinotti e lo scrittore e dirigente Rai
Sergio Valzania, ci invitano a camminare dentro noi stessi e
nel cuore del mondo.
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...segue CALENDARIO
APPUNTAMENTI 2009



Il bambino è
padre dell'uomo
Sigmund Freud
Che cosa ci dicono i
bambini? E noi adulti, noi genitori, noi educatori, li mettiamo
in condizioni di esprimersi? E' da domande come queste che partirà
il prossimo incontro del ciclo “Le parole e il silenzio”
in programma venerdì 5 giugno, ore 21, al Castello di
Poppi (Ar).
Il tema, “Quando i bambini
ci parlano” sarà sviluppato da due grandi esperte:
Maria Rita Parsi, piscologa e psicoterapeuta,
autrice di numerosi best seller dedicati al mondo dei più
piccoli e presidente della Fondazione Movimento Bambino che
si occupa della diffusione del pensiero e dell'arte dei bambini
e Alessandra Maggi, presidente da dieci anni
dell'Istituto degli Innocenti di Firenze, una realtà
tra le più avanzate e prestigiose a livello nazionale
e internazionale per la ricerca, la formazione e la tutela dei
diritti dei bambini.
Sarà dunque una serata dedicata ai bambini, ma in cui
al centro dell'attenzione ci sarà il bisogno, da parte
del mondo adulto, di interrogarsi sul rapporto con i più
piccoli, perchè ascoltare i bambini nel modo giusto,
con la dovuta attenzione, è l'unico modo per accoglierli,
per decifrarne i bisogni, le aspettattive, le paure i sogni.
Ma anche perchè ascoltare i bambini rimette in movimento
anche gli adulti, apre nuove possibilità di sfidare il
nuovo, rispolvera quel bambino che vive, magari nascosto, ma
vive dentro ciascuno di noi.
Sarà inoltre affrontato
il rapporto dei piccoli con i mass-media e si parlerà
di come educare i nostri figli ad un uso responsabile
delle nuove tecnologie.
L'incontro che sarà
corredato di immagini, esperienze dal vivo, testimonianze, sarà
condotto dai giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi.
Ad allietare la serata anche alcuni alunni della scuola media
di Bibbiena che frequentano il laboratorio musicale del progetto
“Orchestrando” e che eseguiranno alcuni brani diretti
dal maestro Leonardo Rossi.
La serata, che si inserisce nel terzo ciclo de “Le parole
e il silenzio”, il ciclo itinerante di incontri voluto
e progettato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, è
stata patrocinata dal Comune di Poppi che, per l'occasione,
ha messo a disposizione il salone delle feste del castello.
L’ingresso come
sempre è libero e gratuito.
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Lella
Costa apre gli incontri de“Le
parole e il silenzio” 2009
Sabato
9 maggio ore 16.30 al Teatro degli Antei di Pratovecchio (Ar)
Ingresso
libero e gratuito



La recitazione di Lella,
apparentemente divagante,
perfino dispersiva nelle tante digressioni sull'attualità,
ce la fa sentire complice,
una che parte dal nostro stesso sguardo,
mediatrice dei nostri dubbi,
voce recitante delle nostre lacune.
Michele Serra
Una grande attrice racconta se
stessa, il rapporto con la sua arte, e ci conduce, attraverso
il teatro, nel palcoscenico più importante: la vita.
Si intitola In tournée con la vita l’incontro
con Lella Costa che apre il calendario 2009 del ciclo Le
Parole e il silenzio, in programma sabato 9 maggio, ore
16.30, al teatro degli Antei di Pratovecchio.
La conversazione, guidata dai giornalisti Massimo Orlandi e
Paolo Ciampi, permetterà di incontrare e conoscere più
da vicino una delle figure di maggior talento e personalità
del teatro italiano. Anche se, infatti, nella carriera di Lella
Costa ci sono anche la televisione (da Ieri Goggi e domani
al Maurizio Costanzo Show) e un po' di cinema (in particolare
Ladri di saponette di Maurizio Nichetti), il suo ambiente
naturale è il teatro, dove si esprime attraverso monologhi
di grandissima intensità emotiva di cui è anche
autrice.
In tournée con la vita permetterà di
tracciare un filo lungo tutto il percorso di artista e di donna,
di donna impegnata sulla scena pubblica e civile e anche di
conoscere il dietro le quinte di alcuni dei suoi lavori, da
Traviata ad Alice - una meraviglia di paese,
da Amleto al più recente Ragazze: testi
ironici, poetici, sferzanti, dolcissimi, con cui invita a commuoversi
e indignarsi, a ricordare e a sognare.
Ma l’incontro con Lella Costa servirà anche a stimolare
ciascuno ad ascoltare quella parte creativa che vive dentro
ogni persona: e l’ascolto sarà, infatti, il filo
conduttore di tutta la terza edizione de Le Parole e il
silenzio che si svilupperà lungo il 2009.
Gli incontri, che sono parte di un progetto voluto e realizzato
dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi avranno come sempre
carattere itinerante: si svilupperanno in pievi, castelli, teatri
del Casentino. Per la partenza di sabato 9 maggio al Teatro
degli Antei l’incontro sarà patrocinato dal Comune
di Pratovecchio.
LE PAROLE
E IL SILENZIO 2009
Il tema del 2009: ascoltare
la vita
Ci
sono parole importanti, non superflue, che solo il silenzio
rende davvero vive. E ci sono silenzi che scavano e ci riportano
alla bellezza della parola che lascia una traccia. Però,
a pensarci bene, né le parole né i silenzi avrebbero
per noi alcun significato, senza la nostra capacità di
ascolto.
Ascoltare: azione umile, raccolta, così timida che in
apparenza non è nemmeno un'azione, piuttosto qualcosa
che avvicina l'uomo a una ciotola che si riempie d'acqua.
Eppure è l'ascolto a fare la differenza, come dono da
accogliere, talento da coltivare, arte da svelare.
Proprio l'ascolto sarà il filo che unirà gli incontri
che proponiamo per questo 2009.
L'ascolto come inizio e conclusione di percorsi di vita. L'ascolto
come possibilità di stupore e di condivisione. L'ascolto
come straordinaria opportunità che troppo spesso ci neghiamo.
E ancora l'ascolto di quanto e quanti ci parlano con lingue
diverse che a volte nemmeno riconosciamo come tali, tanto da
rimanere desolatamente sordi e muti.
Perchè
anche questo vorremmo scoprire insieme: che anche una montagna
o un animale, il gioco di un bambino o un palcoscenico, un quadro
o una partitura musicale, una formula scientifica o un astro
lontano anni luce, un libro o una voce del passato, possono
parlare davvero, al nostro cuore e alla nostra intelligenza.
Sempre che si abbia orecchie per intendere...
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DAL
13 AL 19 MAGGIO 2009
‘PIAZZE DI MAGGIO - IRROMPERE NEL FUTURO’
Evento culturale di Rondine Cittadella della Pace (AR) dedicato
al futuro delle giovani generazioni
Tra gli ospiti: Principe Hassan
di Giordania, Noa,
Nicola Piovani, Stefano Bollani, Davide Riondino
posti riservati al concerto di Noa, Mira Awad e
Nicola Piovani per i soci dell'Associazione Rondine fino al 5
maggio
Esperti e rappresentanti della società civile caucasica
per la
‘Conferenza internazionale dei popoli del Caucaso’
Arrivano da tutto il mondo gli
ospiti di "Irrompere nel futuro", settimana di incontri,
eventi e dibattiti dedicata al futuro delle giovani generazioni
organizzata dall'Associazione Rondine Cittadella della Pace
e dalla Fondazione Rondine che si terrà dal 13 al 19
Maggio 2009 ad Arezzo, Rondine e Firenze.
Dal Principe El Hassan bin Talal di Giordania ai musicisti Noa,
Mira Awad, Nicola Piovani, Stefano Bollani e Davide Riondino,
dal direttore dei programmi radiofonici della Rai Sergio Valzania
alla giornalista e scrittrice Manuela Dviri, dallo storico Franco
Cardini all'ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'Istituto
per il Commercio Estero, dal Rettore dell'Università
cattolica di Milano Lorenzo Ornaghi al Cardinale Silvano Piovanelli.
Attesi anche tanti ospiti internazionali: Miron Izakson, poeta
e scrittore israeliano, Hannan Awwad, poetessa palestinese,
Sulaiman Al Jassim e Dan Johnson, vicepresidente e rettore della
Zayed University (Emirati Arabi Uniti), fino a oltre 100 persone
dal Caucaso del Nord e del Sud che daranno vita alla prima Conferenza
dei popoli del Caucaso chiamata "Ventidipacesucaucaso".
Un evento senza precedenti che
prende vita dallo Studentato Internazionale di Rondine Cittadella
della Pace, originale laboratorio di convivenza e dialogo che
dal 1997 vede convivere e studiare assieme giovani provenienti
da paesi in conflitto o in difficoltà del Caucaso, del
Medio Oriente, dei Balcani, dell'Africa nel piccolo borgo medievale
di Rondine in provincia di Arezzo.
Per la prima volta in occasione di "Irrompere nel futuro"
tornano a Rondine anche tutti gli ex studenti che hanno fatto
parte del progetto in oltre dieci anni di vita - riuniti nella
‘Lega delle Rondini d'oro' - per un contributo decisivo
alla riflessione su un'inedita alleanza tra giovani e adulti
per pensare il futuro e agire insieme per una civiltà
della pace.
PROGRAMMA
DELLE GIORNATE
Mercoledì
13 maggio ore 10.00 - Teatrotenda
Rondine Cittadella della Pace
“Giovani
oltre la coltre - Incontro internazionale: nell'incontro la
forza di guardare al futuro”.
Inaugura la settimana un momento
di dialogo tra giovani che vivono in luoghi di conflitto o di
guerra e circa 250 giovani italiani tra i 18 e i 35 anni provenienti
da università, associazioni e scuole. Saranno presenti
anche gli studenti della Cittadella della Pace e le ‘Rondini
d’Oro’, ovvero i giovani che hanno compiuto il percorso
di formazione a Rondine e adesso testimoniano una cultura di
dialogo e di convivenza nei loro paesi d’origine. Moderatore
sarà Sergio Valzania, giornalista e direttore dei programmi
radiofonici della Rai.
Giovedì
14 maggio mattino - Santuario
de La Verna
Il Principe El Hassan bin Talal
di Giordania, insieme a S.E. Mons. Rodolfo Cetoloni, si trasferirà
nel santuario francescano de La Verna. Il Principe si inserisce
nel solco di un percorso simbolico aperto molti anni fa dal
sindaco di Firenze Giorgio La Pira, quando accompagnò
a La Verna il principe ereditario del Marocco, Maometto V. S.A.R.
prenderà un pubblico impegno di proseguire nell’opera
di rispetto e di amicizia tra le tre religioni discendenti da
Abramo - ebraismo, cristianesimo e islam - nel segno di San
Francesco di Assisi, stigmatizzato alla Verna.
Ore
17.00 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace
“Giovani
oltre la coltre - Colloquio internazionale. Gli adulti dialogano
con i giovani per un futuro comune.”
Ciascuno dei partecipanti porterà
un simbolico dono ai rappresentanti delle giovani generazioni
presenti e dialogherà con loro del loro futuro. Tra le
personalità spiccano S.A.R. il Principe El Hassan bin
Talal di Giordania, il vicepresidente della Zayed University,
Sulaiman Al Jassim (Emirati Arabi Uniti), il rettore della stessa
università Dan Johnson (Emirati Arabi Uniti), la poetessa
palestinese Hannan Awwad, la giornalista e scrittrice italo-israeliana
Manuela Dviri, il poeta e scrittore israeliano Miron Izakson,
il prof. Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università
cattolica di Milano e il Cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo
emerito di Firenze. Il moderatore è Sergio Valzania,
giornalista e direttore dei programmi radiofonici della Rai.
Venerdì
15 maggio Ore 11.00 - Palazzo del
Quirinale, Roma
Gli ospiti partecipanti al “Colloquio
internazionale” e le Rondini d’Oro, insieme alle
autorità e allo Studentato Internazionale di Rondine
Cittadella della Pace, saranno ricevuti dal Presidente della
Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, presso il Quirinale.
Ore
21.30 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace
CONCERTO
Musica per crescere. Presso il Teatrotenda di Rondine, serata
artistica d’onore e di raccolta fondi a favore della Fondazione
di comunità per Rondine. Partecipano Stefano Bollani,
Davide Riondino.
Sabato
16 maggio Ore 10 - Teatrotenda
Rondine Cittadella della Pace
“Fare
impresa, fare futuro” I giovani italiani e i giovani ex
studenti di Rondine, provenienti da paesi diversi incontrano
il mondo dell’impresa economica. Imprenditori
della Toscana, dell’Umbria e di alcuni Paesi degli studenti,
insieme ad altri da diverse parti d’Italia, con dirigenti
bancari, dibattono per un’economia aperta ai giovani e
per una finanza al servizio dell’uomo.
Presiede l’ambasciatore
Umberto Vattani, presidente ICE (Istituto per il commercio con
l’Estero)
Ore
17.30 - Teatrotenda Rondine Cittadella della Pace
Arrivo dei partecipanti
alla Conferenza dei popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”.
Saluto delle Autorità provinciali e presentazione della
bozza dei “14 punti per la pace nel Caucaso”, documento
elaborato dal “Gruppo redazionale internazionale”.
Domenica
17 Maggio Tutto il giorno - Santuario
de La Verna
Lavori della Conferenza dei
popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”.
Lunedì
18 Maggio Mattina - Santuario de
La Verna
Lavori della Conferenza dei
popoli del Caucaso “Ventidipacesucaucaso”.
Ore
21.30 - Basilica di San Francesco, La Verna
CONCERTO
Musica per Unire. Concerto internazionale per la pace della
cantante israeliana di origine yemenita Noa e della cantante
arabo-israeliana di origine palestinese, Mira Awad, insieme
al musicista Premio Oscar Nicola Piovani.
Martedì
19 Maggio Ore 11.00 -
Salone dei 500, Palazzo Vecchio, Firenze
Cerimonia di
conclusione della conferenza Ventidipacesucaucaso
con consegna del
documento elaborato “14 punti per la pace nel Caucaso”
alle autorità italiane e europee, civili e religiose.
Sarà presente anche il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Carlo Giovanardi, la vicepresidente della Camera
Rosy Bindi e il Nunzio apostolico in Italia, arcivescovo Giuseppe
Bertello.
Ore 18.00 Senato
della Repubblica, Roma
Gli ospiti partecipanti alla
Conferenza dei popoli del Caucaso e le Rondini d’Oro,
insieme alle autorità e allo Studentato Internazionale
di Rondine Cittadella della Pace, saranno ricevuti al Senato
della Repubblica Italiana.
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CALENDARIO
APPUNTAMENTI 2008 |

Una
campionessa di karate che si realizza come sorella francescana,
un politico di lunga data che ritrova se stesso viaggiando,
zaino in spalla, tra il Sudamerica e l'Antartide, un fisioterapista
affermato che ritrova un contatto profondo con il suo lavoro
e la sua vita trasferendosi per tre anni in Africa.
Sono queste le tre storie attraverso le
quali si svilupperà l'incontro dal titolo “Ritirarsi,
ritrovarsi”, in programma sabato
8 novembre, ore 16.30, alla Pieve di Romena (Pratovecchio, Arezzo),
nell'ambito del ciclo “Le parole e il silenzio”
organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi.
Al cuore della conversazione le testimonianze di Elena
Tuccitto, Tito Barbini, e Wolfgang Fasser.
Tre storie molto diverse, le loro, unite però da una
caratteristica: tutti e tre hanno sperimentato un cambiamento
radicale di vita, un ritirarsi dal ruolo sociale sul quale avevano
basato le loro sicurezze, per dedicarsi ad attività estremamente
diverse e, grazie a questo, il ritrovarsi, riuscendo a comprendere
meglio il senso della propria missione di vita.
Elena Tuccitto, casentinese di Bibbiena, era
una campionessa di karate al culmine della carriera (aveva anche
conquistato un titolo mondiale): ma a un certo punto della sua
vita ha sentito forte la spinta della vocazione, ed oggi vive
a Cella di Noceto (Parma), in una delle comunità della
Fraternità Francescana di Betania.
Tito Barbini, dopo 35 anni di impegno nel
mondo della politica (è stato, tra l'altro, sindaco di
Cortona, presidente della provincia di Arezzo e, per 15 anni,
assessore regionale) ha deciso di ricominciare dai sogni di
ragazzo mettendosi in viaggio, zaino in spalla sulle strade
dell'America Latina, e arrivando anche a esplorare l'Antartide.
Wolfgang Fasser, fisioterapista e musicoterapeuta
non vedente, ha rimesso in gioco i traguardi professionali raggiunti
in Svizzera e, in Africa, nel Lesotho, ha reimpostato la sua
vita (attualmente vive a Quorle, vicino a Poppi) basandola sul
valore di una assoluta semplicità nell’armonia
della natura.
L'incontro guidato dai giornalisti Massimo Orlandi e
Paolo Ciampi, è il quinto e ultimo capitolo
per il 2008 del percorso itinerante di incontri “Le parole
e il silenzio” : un percorso di incontri e di riflessioni
su alcune parole chiave del nostro presente, che si sviluppa
in alcuni dei luoghi più suggestivi del Casentino.
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La
giustizia, dalla parte di chi la amministra. E da quella di
chi la richiede.
Sono
questi i principali punti di vista su cui si svilupperà
il secondo incontro del ciclo autunnale de “Le parole
e il silenzio”, in programma sabato 18 ottobre,
ore 16.30, al Castello di Poppi (Ar). Protagonisti
della conversazione, dal titolo “Giudicare, nelle
aule dei tribunali, nei cuori degli uomini”,
il magistrato Piero Luigi Vigna, già
protagonista di alcune delle più importanti indagini
di mafia e di terrorismo, e Carol Beebe Tarantelli,
vedova dell'economista ammazzato in un attentato delle Brigate
Rosse.
L'incontro, guidato dai giornalisti Massimo Orlandi
e Paolo Ciampi, sarà arricchito da alcune letture
di testi legati al tema della giustizia che verranno presentate
dagli attori e registi teatrali Alessandra Aricò
e Piero Baracchi.
La parola “giustizia” al centro del pomeriggio di
Poppi troverà poi una concreta rappresentazione seguendo
il filo del racconto e della testimonianza dei due ospiti: Piero
Luigi Vigna, procuratore della Repubblica per 40 anni, già
procuratore nazionale antimafia, avrà il compito di condurre
gli spettatori nel cuore e nella mente di un magistrato, Carol
Beebe Tarantelli, psicoanalista e docente universitaria, in
quelli di una persona colpita duramente negli affetti, e per
cui la giustizia diventa una ragione di vita: il marito Ezio
Tarantelli, economista, fu ucciso il 27 marzo del 1985 a Roma
dalle Brigate Rosse.
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Sabato
20 Settembre ore 16.30
Villa
la Mausolea di Soci (Ar)
RACCONTARE
Il
dono della parola
con
Maurizio
Maggiani
Raccontare.
Perché tutti hanno una storia da raccontare, da tramandare,
da condividere.
Perché il racconto è lo strumento che rende possibile
il ricordo, che trasmette, di generazione in generazione le
nostre radici, la nostra identità.
Raccontare. Perchè ognuno di noi, raccontando, si svela,
si apre, entra in contatto con l’altro. E raccontando
diventa più consapevole anche di se se stesso, magari
anche dei propri limiti e possibilità.
Raccontare, insieme a uno scrittore, Maurizio Maggiani, che
camminerà nelle storie sue, e in quelle che ha incontrato.
Maurizio
Maggiani
nato a Castelnuovo Magra nel 1951 è diventato scrittore
dopo aver svolto decine di professioni, da maestro carcerario
a operatore cinematografico, da costruttore di pompe idrauliche
a impiegato comunale. Con Il coraggio del pettirosso
(1995) ha vinto il premio Viareggio e il premio Campiello, con
La Regina disadorna(1998) il premio Alassio e il premio
Stresa di narrativa, con Il Viaggiatore notturno (2005)
il premio Strega e il premio Ernest Hemingway.
Ha sempre vissuto nella regione in cui è nato, la Liguria,
ma intimamente si sente apolide, un cittadino del mondo.
Sabato
18 Ottobre ore 16.30
Castello
di Poppi (Ar)
GIUDICARE
Nelle
aule dei tribunali, nei cuori degli uomini
con
Piero
Luigi Vigna
Carol
Beebe Tarantelli
La
giustizia,
dalla parte di chi la amministra. E da quella di chi la richiede.
La difficoltà di chi, come giudice, deve cercare una
verità e una sentenza secondo verità, e per farlo
non può che mettersi in gioco, fare i conti con i propri
sentimenti e pregiudizi.
Ma anche il bisogno di giustizia, un bisogno che è di
tutti, ma soprattutto di chi è stato ferito negli affetti,
di chi è stato derubato di vita. E che cerca una giustizia
che non sia vendetta.
Piero Luigi Vigna ci conduce nel cuore e nella mente di un magistrato,
Carol Beebe Tarantelli in quelli di una persona colpita duramente
negli affetti e per cui la giustizia diventa una ragione di
vita.
Piero
Luigi Vigna
Magistrato, procuratore della Repubblica
per 40 anni, dal 1997 al 2005 è stato procuratore nazionale
antimafia. Ha diretto numerose indagini su terrorismo, sequestri
di persona a scopo di estorsione, traffico di sostanze stupefacenti,
associazioni per delinquere di tipo mafioso, stragi, indagando
anche sugli omicidi del mostro di Firenze.
Carol
Beebe Tarantelli
Americana di origine, italiana per i casi
della vita e per scelta, è psicoanalista e docente universitaria
ed è stata parlamentare. Tutto per lei è cambiato
quel giorno del 27 marzo 1985 quando due killer delle Brigate
Rosse ammazzarono suo marito Ezio Tarantelli, l'economista che
lei aveva conosciuto a Boston, durante gli studi al Massachusetts
Institute of Technology. Da allora ha dovuto sostenere il peso
di questa tragedia, si è interrogata e ha interrogato,
ha chiesto memoria, rispetto, giustizia.
Sabato
8 Novembre ore 16.30
Pieve
di Romena (Ar)
RITIRARSI
Ritrovarsi
con
Tito
Barbini
Elena
Tuccitto
Wolfgang
Fasser
Da
una parte
il separarsi,
l’allontanarsi da molte cose
di questo mondo, da quello che è considerato essenziale
o comunque importante, quasi perdersi in se stessi o in qualcosa
di molto più grande di noi.
Dall’altra parte il
ritrovarsi, magari laddove
ci sembra proprio di essere più lontani, il ritrovarsi
per andare a fondo nella propria vita, capire cosa sia davvero
la nostra missione o vocazione. E così scoprire che la
nostra terra promessa è un modo diverso di stare al mondo.
Tre ospiti, altrettante strade: quelle dell’America Latina
e dell’Antartide percorse zaino in spalla da Tito Barbini
dopo una vita nel palazzo della politica, quella dei villaggi
africani del Lesotho, seguita da Wolfgang Fasser per scoprire
se stesso e le ragioni di fondo del suo lavoro di fisioterapista,
quella del convento francescano, trovata da Elena Tuccitto,
un passato da campionessa di karate.
Tito
Barbini è nato
a Cortona e risiede ad Arezzo. Dopo 35 anni di impegno nel mondo
della politica (è stato tra l'altro, sindaco di Cortona,
presidente della Provincia di Arezzo e, per quindici anni, assessore
regionale), ha deciso di ricominciare dai sogni di ragazzo:
zaino in spalla ha attraversato tutta l'America, dalla Patagonia
all’Alaska, da solo, e utilizzando solo mezzi pubblici.
Da quel viaggio di tre anni fa la sua vita è cambiata:
ora gira il mondo per raccontarlo. Nei viaggi c’è
la sua nuova dimensione di vita, raccontata nei suoi libri Le
nuvole non chiedono permesso e Antartide. Perdersi
e ritrovarsi alla fine del mondo.
Elena
Tuccitto da campionessa
di karate a religiosa. E' lo speciale percorso di suor Elena,
casentinese di Bibbiena. Nell'agonismo aveva ottenuto il massimo:
pluricampionessa italiana ed europea, con un titolo mondiale
conquistato nel 1993 ad Algeri. ma il successo sportivo le aveva
consegnato un vuoto interiore che, racconta, è riuscita
a colmare dando spazio alla vocazione che covava dentro di lei.
Oggi vive a Cella di Noceto (Parma), in una delle comunità
della Fraternità francescana di Betania.
Wolfgang
Fasser
fisioterapista e musicoterapeuta svizzero,
non vedente dall'età di 20 anni, è anche un "esperto
dell'invisibile". Dopo un percorso professionale di primissimo
piano nell'ambito della fisioterapia in Svizzera, intorno a
metà degli anni '80 decide di trasferirsi in Africa,
nel Lesotho, alla ricerca di se stesso e della sua missione.
Oggi vive a Quorle di Poppi: quelll’esperienza africana
continua a orientare la sua vita nel segno dell'essenzialità.
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Educare:
un verbo troppo usato e perfino abusato, un verbo che inevitabilmente
ci appare un po’ antiquato, quasi superato in questa nostra
società delle autostrade telematiche, delle rivoluzioni
tecnologiche, della velocità nei tempi del lavoro e della
vita. Un verbo che abbiamo scelto con orgoglio per accompagnarci
in questo nostro incontro, con la voglia di restituire piena
dignità a tutto quello che esso implica e abbraccia.
Perché non c’è futuro in una società
senza educazione. Non c’è speranza, senza educazione,
in un mondo capace di trattenere di generazione in generazione
quel che di buono ha fatto l’uomo e allo stesso tempo
di produrre il cambiamento.
Educare è scommettere sui giovani, misurarsi
con la loro fatica di crescere. È vedersela
con quello che Umberto Galimberti definisce "l’ospite
inquietante", un vuoto emotivo che ha bisogno di maestri
e di valori. È ritornare a quella che Socrate chiamava
"l'arte della levatrice", in modo da far vedere la
luce a inclinazioni e talenti.
Educare è pensato per i giovani, in primo luogo. Ma
è una sfida che riguarda tutti noi, in questa epoca di
molta informazione e poca formazione, di tante nozioni tecniche
ma di poche parole che raggiungono davvero il cuore.
Vittorino
Andreoli : psichiatra tra i più stimati e autorevoli,
è uno studioso attento dei comportamenti dell’uomo
e un acuto osservatore dei fatti di attualità, in particolare
quelli in cui sono protagonisti i giovani.
Direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona, è
membro della The New York Academy of Sciences. E’ autore
di numerosi bestseller, tra cui Giovani, Dalla parte dei
bambini, Delitti, I miei matti, L’alfabeto delle relazioni,
Dietro lo specchio, Lettera a un adolescente, Lettera alla tua
famiglia, Lettera a un insegnante, e i più recenti
La vita digitale e L’uomo di vetro.
"Sono
un pessimista attivo, da pessimista vedo nero dappertutto, da
attivo mi affanno per illuminare ovunque".
Vittorino Andreoli


"Un
sentimento profondo ci accomuna: entrambi amiamo i ragazzi,
che devono essere educati a crescere, a maturare, a vivere".
Lettera a un insegnante, Vittorino
Andreoli
"Ricordati
di criticare tuo padre e tua madre, di difendere i tuoi diritti,
compreso quello del rischio e dell'errore. Ma amali sempre.
Ti hanno generato, un evento tremendo e stupendo perchè
ci sei e puoi dare un senso non solo alla tua vita, ma a quella
più vasta del mondo: puoi essere mondo. Non buttarti
via, non farti del male perchè, così facendo,
colpisci il mondo intero. Non ti appartieni, sei. Sei come è
il mondo attorno a te. Sei mistero, e nel mistero del tuo esserci
forse vali più di quanto tu immagini. Hai un senso che
va oltre il senso".
Lettera a un adolescente, Vittorino
Andreoli
"La
famiglia è un ensemble e la sua prima caratteristica
è che tutti gli strumenti partecipino, eseguano la loro
parte seguendo lo spartito...nessuno può essere escluso
dalla famiglia di cui è parte. Il gruppo non sarà
mai pienamente realizzato se uno dei suoi membri non è
attivo e concorde. Se uno è presente e non suona, si
avverte un buco ... e l'armonia è rotta. E se uno dell'organico
tace o usa il violino con rabbia invece che con delicatezza,
la sonata sarà un vero disastro. Il bello dell'insieme
orchestrale è che ogni elemento si lega all'altro e tutti
sono in funzione dell'insieme".
Lettera alla tua famiglia, Vittorino
Andreoli
"Ci
hanno insegnato a nascondere le nostre paure è ora di
rivendicare la nostra debolezza".
L'uomo di vetro - La forza della fragilità,
Vittorino Andreoli
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Percorso
itinerante di incontri a tema
Il
Fondo per l'ambiente (Fai) ha indicato il Casentino nella ristrettissima
cerchia dei luoghi del silenzio. Una valle che valorizza il
silenzio è una valle che sa accogliere meglio anche le
parole, sa dargli la giusta profondità. In una valle
di spiritualità (con luoghi come La Verna, Camaldoli,
Romena), silenzio significa anche capacità di ascolto
profondo, di attenzione ai temi di fondo della vita; e le parole
possono scavare e, magari, lasciare qualche impronta.
Per
questo abbiamo deciso di intitolare il nostro percorso "Le
parole e il silenzio". Gli incontri si sviluppano ogni
volta in un ambiente diverso, ma sempre di grande bellezza e
suggestione, scelto anche per creare sintonia col tema. Da un
castello medievale (quello di Poppi) a una pieve romanica (Romena),
a una villa seicentesca (La Mausolea), a un centro in cui giovani
di Paesi in guerra vivono insieme (la Cittadella della Pace
di Rondine), sino a un monastero (come quelli di Camaldoli o
La Verna). Così le parole potranno trovare anche il luogo
giusto dove potersi posare.
Il
ciclo "Le parole e il silenzio" ha compiuto un primo
percorso nel 2007, concentrandosi su quattro temi di fondo per
la vita di ognuno, temi sui quali Tiziano Terzani (al quale
abbiamo dedicato il sottotitolo del ciclo: Sulle orme di
Tiziano Terzani) ha compiuto nei suoi ultimi anni una forte
opera di sensibilizzazione: la salute nella malattia, la
pace, la ricerca dell'infinito, il viaggio. L'esperienza
dello scorso anno ha riscontrato un ottimo risultato sia in
termini di presenze che di attenzione e questo ci ha spinto
a proseguirla cambiandone in parte i contenuti ma mantenendone
le premesse.
Il
percorso del 2008 / 2009
Una
parola, una sola parola può bastare ad attivare un percorso,
a motivare cambiamenti, scelte, atti di coraggio, a dare senso
a una vita. Una parola, un verbo, sarà la miccia che
innescherà gli incontri del ciclo 2008/2009 de
‘Le parole e il silenzio’. ‘Giudicare,
perdonare, curare, vincere, recitare, credere, ritirarsi, ritrovarsi,
amare, scoprire, apparire ecc.: ad ognuna di queste parole
e ad altre che potranno aggiungersi, ogni ospite darà
un significato attraverso la propria esperienza, che potrà
raccontare con il suo vissuto, le sue emozioni, il proprio lavoro,
i successi le le delusioni.
Gli incontri avranno il carattere di una conversazione in cui
i protagonisti potranno raccontarsi a ruota libera: obiettivo
sarà quello di entrare in contatto con il loro vissuto,
raccogliere la testimonianza viva del loro percorso di vita
approdando alla persona dietro il personaggio, andando dunque
a scoprire anche oltre il successo e oltre la fama.
Primo
incontro 17 maggio ore 16.30
"Curare"
Nel
caso del primo incontro la parola che darà il via alla
conversazione sarà “Curare”.
L’anno scorso, nell’ambito del primo ciclo, ci siamo
interrogati sulla sfida della malattia dalla parte del paziente.
Ora ci riproviamo, guardando sull’altro versante di questa
relazione indispensabile: il medico che cura e che si prende
cura, il medico e il suo impegno nella nostra sanità,
il medico con il suo lavoro che è vocazione e insieme
professione. Ma anche il medico oltre il suo ruolo, il medico
che come gli altri uomini e forse più degli altri deve
porsi le grandi domande sulla vita e sulla morte. Fino al medico
che, ammalandosi, passa “dall’altra parte”.
Domande, spunti, riflessioni, per rafforzare le ragioni dell’alleanza.
Per capire meglio, tutti insieme, cosa significhi davvero curare
e curarsi.
Ci
si ammala e si cerca il modo migliore per curarsi. Ma chi è
il medico che scegliamo o che ci troviamo di fronte? E che caratteristiche
hanno o dovrebbero avere gli ambienti (ambulatori, ospedali,
cliniche) e il personale che dovrà prendere in carico
la nostra salute? Tra professione e vocazione, tra rigore scientifico
e vicinanza umana, proviamo a interrogarci sul lavoro, i metodi,
lo stile di chi deve curarci. A partire dalle riflessioni di
un grande primario che è stato "dall'altra parte",
quella dei pazienti, e di un giornalista che si è specializzato
nel raccontare i medici e le loro cure in Italia e in molte
parti del Mondo.
Protagonista
dell’incontro sarà il Prof. Francesco Sartori,
medico chirurgo, presidente della Società Italiana di
Chirurgia Toracica e Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiologiche,
Toraciche e Vascolari dell'Università di Padova dove
dirige anche l'attività di trapianto di polmone. Il suo
percorso professionale è raccolto in oltre 250 pubblicazioni,
la sua esperienza chirurgica è espressa in oltre 10.000
interventi di chirurgia maggiore. E’ autore del libro
“Dall’altra parte”, insieme al prof. Gianni
Bonadonna e al prof. Sandro Bartoccioni, dove i tre grandi medici
raccontano la loro storia di ammalati gravi. "Oggi
quando faccio ambulatorio, ne esco distrutto perchè mi
rivivo nelle storie dei miei ammalati": è la
testimonianza che Francesco Sartori racconta nel libro, in cui
noti primari narrano il loro vissuto da pazienti.
Al
suo fianco interverrà il giornalista scientifico Dott.
Luigi Ripamonti: voleva curare con le medicine, è
medico specialista in chemioterapia, e invece strada facendo
ha scoperto che la sua vocazione era di farlo con le parole.
Lavora al gruppo Corriere della Sera dal 1992. Caposervizio
del Corriere Salute dal 1996 al 2005, è attualmente
responsabile delle sezioni scienza e salute di corriere.it.
Titolare di un laboratorio di comunicazione scientifica all'Università
Statale di Milano, sulle stesse tematiche ha insegnato alla
Mason University (Virginia) e alla Chapman University California.
Coordineranno
l'incontro i giornalisti Massimo Orlandi e Paolo Ciampi
entrambi collaboratori dell'ufficio stampa della Regione Toscana.
L'ambiente
che ci accoglierà sarà quello del castello
di Poppi e l'incontro si svolgerà nel bellissimo
Salone delle Feste.
L'ingresso
come sempre è libero e gratuito.


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CALENDARIO
APPUNTAMENTI 2007
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Saranno
Angela Terzani, scrittrice e compagna di Tiziano
Terzani, e lo scrittore e psicoterapeuta Andrea Bocconi
i protagonisti dell’incontro “Viaggiare
è un altro inizio” in programma sabato 15 dicembre,
ore 16, presso Villa la Mausolea di Soci (Arezzo).
L’incontro conclude per il 2007 il percorso ‘Le
parole e il silenzio, sulle orme di Tiziano Terzani’
organizzato dalla Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi, in collaborazione
con la Fraternità di Romena e con la Comunità
Monastica di Camaldoli. E il tema scelto è quello che
ha accompagnato tutta la vita del grande giornalista: cioè
il viaggio, e il senso per cui ci si muove all’interno
del proprio contesto o scegliendo il mondo quale destinazione.
Il viaggio è stato una dimensione centrale nella vita
di Angela Terzani: per molti anni ha vissuto insieme al marito
e ai due figli in Asia, tra Singapore e Hong Kong, Pechino e
Tokyo, un’esperienza di incontro con altri popoli e altre
culture raccontata in libri fortunati come Giorni cinesi
e Giorni giapponesi e che sarà al centro anche
del suo intervento a Soci.
Anche Andrea Bocconi ha fatto del viaggio uno dei temi centrali
della sua esperienza di vita e di scrittura. I suoi libri, tra
i quali Viaggiare e non partire e Di buon passo
esprimono tutto questo: l’etica e l’estetica del
conoscere e del conoscersi ora attraversando continenti interi
e ora spostandosi a piedi a pochi chilometri da casa.
Nel corso del pomeriggio, inoltre, verranno presentate testimonianze
di esperienze singolari di viaggio. L’incontro,
che sarà condotto dai giornalisti Massimo Orlandi
e Paolo Ciampi, si concluderà con una degustazione
di prodotti tipici locali e con il brindisi
degli auguri. Suggestiva la sede scelta: la
Mausolea è un prezioso esempio di architettura
del Seicento, recentemente restaurato e attrezzato per ospitare
convegni e altre iniziative nel cuore del Casentino.
“Viaggiare è un altro inizio” è il
quarto incontro di una serie che ha avuto tra i protagonisti
personaggi come Lucio Luzzatto (sul tema della salute nella
malattia), Rita Borsellino (per donne di pace) e Erri de Luca
(il richiamo dell’infinito).


INGRESSO LIBERO
Come
raggiungere la Mausolea:
Da
Arezzo seguire le indicazioni per Bibbiena, quindi
proseguire per Soci in direzione Badia Prataglia, superato l'edificio
Tacconi Sport dopo 300 mt sulla destra si trova la Mausolea.
Da
Firenze seguire le indicazioni per Poppi, dopo Ponte
a Poppi girare al secondo bivio a sinistra per Soci. Arrivati
nella piazza del paese svoltare a sinistra in direzione Badia
Prataglia, superato l'edificio Tacconi Sport dopo 300 mt sulla
destra si trova la Mausolea.
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INGRESSO
LIBERO E SOLO SU INVITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
PER
INFORMAZIONI: www.rondine.org
-
Tel. 0575 299666

Noa,
nome d'arte di Achinoam Nini (che significa Sorella della pace
in ebraico)
è una cantante israeliana. Nata a Tel Aviv il 12 giugno
del 1969 da una famiglia di ebrei yemeniti costretti a fuggire
dal loro paese a causa dell'ostilità seguente alla proclamazione
dello stato d'Israele, a due anni si trasferisce a New York
dove il padre, docente universitario, si è trasferito
per lavoro. Lì vive fino all'età di 17 anni, quando,
a seguito di una profonda crisi d'identità ("non
ero bianca e non ero nera" ricorda "chi era Achinoam
Nini?") decide di tornare in Israele, dove presta servizio
militare obbligatorio per due anni. Noa ricorda spesso lo smarrimento
di quel periodo: "ero sola, in mezzo a ragazze che parlavano
un ebraico che non capivo, si dormiva col fucile sotto il letto".
In Israele conosce il medico pediatra Asher Barak, da lei soprannominato
"angelo dallo stetoscopio rosa", che in seguito sposerà.
La coppia ha due figli, Ayehli ed Enea. Contemporaneamente comincia
la sua carriera di cantante, ma ancor più celebre diviene
all'estero per numerosi concerti dal vivo e tornée, in
coppia col chitarrista Gil Dor.
E' un' artista profondamente impegnata nell'utilizzo della musica
come strumento di riavvicinamento fra popoli in conflitto, con
particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. Forse
per questa ragione è stata scelta da Roberto Benigni
per cantare il pezzo principale della colonna sonora del suo
film "La vita è bella" scritta da Nicola Piovani.
Le sue canzoni sono fortemente influenzate dall'ambiente israeliano,
con le sue contraddizioni (come l'avere le radici ai due lati
del mare, sia nel paese della diaspora, sia in Israele), i suoi
dolori (la guerra, il terrorismo) e le speranze.
Nel 2006 ha partecipato al festival di Sanremo cantando "Un
discorso in generale" con Carlo Fava e Solis String Quartet.
Il brano, pur non riuscendo ad accedere alla serata finale,
ha conquistato il Premio della Critica.
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