Un
incontro su un tema che sta particolarmente a cuore ai ragazzi e alle
loro famiglie e che fa seguito ad un lavoro già avviato da tempo
fra i giovani. Studenti e insegnanti, genitori ed esperti sono stati chiamati
infatti ad intervenire per commentare i risultati dell'indagine che iniziò
un anno fa su iniziativa dello psicologo Giovanni Abignente fra
quasi 2000 giovani studenti di tutta la provincia di Arezzo, con il tempo
libero come tema centrale. Dalle risposte dei ragazzi a quel questionario
il professor Abignente si aspettava di trarre un quadro preciso ed esaustivo,
come sempre lo erano le sue ricerche, dedite a migliorare il dialogo fra
generazioni e in particolare fra genitori e figli. Purtroppo il professor
Abignente è deceduto prima di poter portare a termine questo suo
ennesimo lavoro sulla realtà giovanile, condotto insieme alla Fondazione,
all'Università di Salerno e all'Assessorato alle Politiche Giovanili
del Comune di Pratovecchio. Un lavoro che non si è fermato ma è
comunque andato avanti anche per merito dei familiari del professore oltre
che all'interessamento della Fondazione e alla preziosa collaborazione
della metodologa della ricerca sociale Chiara Barlucchi. Il commento
dei risultati è stato focalizzato sugli oltre mille studenti del
Casentino, la cui voce, sincera e creativa, ha fatto emergere uno spaccato
interessantissimo di quella condizione adolescenziale così difficile,
tale da costituire, in certi casi, un vero e proprio disagio. Le tematiche
affrontate nella ricerca hanno toccato tanti aspetti del vissuto giovanile:
la scuola, la famiglia, il rapporto con gli amici, i progetti per il futuro
e soprattutto le attività legate al tempo libero, con le relative
proposte. Una miniera dunque di informazioni che potranno servire anche
agli amministratori locali per conoscere meglio le esigenze dei giovani
del Casentino, con la speranza che dalle analisi si possa arrivare alla
formulazione di risposte concrete.
Durante
il pomeriggio, come del resto ogni volta
negli incontri delle Stagioni della Vita, momenti di riflessione esistenziale,
ma non solo. Esplorare il variegato mondo giovanile, rispondere a domande
che spesso restano sospese, avvicinare i giovani e parlare con loro, ascoltandone
la voce anzichè limitarsi a dare lezioni o ordini, utilizzando
i linguaggi a loro più usuali e graditi come la musica, il teatro,
l'immagine, il computer, questi gli aspetti che hanno caratterizzato l'appuntamento
del 15 maggio. Il pomeriggio ha infatti assunto anche i connotati di una
festa, con la partecipazione del gruppo musicale dei "Sonata Corrige"
(dove suonano Francesca, Alessandro ed Emanuele Abignente, i tre figli
di Giovanni, oltre a Junio Fantoni) e dei teatranti del Liceo di
Poppi sotto la regia di Alessandra Aricò.
I
Sonata Corrige hanno suonato e cantato canzoni a tema sottolineando
attraverso il linguaggio musicale le problematiche affrontate nel corso
del pomeriggio, così i presenti hanno potuto piacevolmente ascoltare:
"Ascolta l'infinito" di F. Mannoia, "Ma il cielo è
sempre più blu" di R. Gaetano, "In fila per tre"
di E. Bennato, "Gli anni" degli 883, "Sogna ragazzo sogna"
di R. Vecchioni.
I
teatranti che sotto la guida di Alessandra Aricò, regista
e interprete teatrale, frequentano i laboratori di teatro presso il
Liceo di Poppi, hanno interpretato alcuni momenti del film "L'attimo
fuggente" e delle scenette che hanno ritratto in modo caricaturale
e molto divertente il tempo libero di nuove e vecchie generazioni. La
scelta di portare sul palco la figura del prof. Keating del famoso
film interpretato con la consueta bravura da Robin Williams, non è
stata casuale: infatti spesso molti di noi, come del resto colleghi e
studenti, e lo stesso Massimo Orlandi lo ha fatto all'inizio dell'incontro
ricordandolo, hanno paragonato il prof. dell'Attimo Fuggente al prof.
Abignente. Un professore che non si limita come gli altri a somministrare
nozioni, a imporre regole, a proclamare verità senza appello, ma
spinge i ragazzi ad aprirsi, a pensare con la propria testa, a cercare
di capire ciò che veramente vogliono e sono in grado di fare. In
una parola non addestra ma cerca di educare (proprio nel senso latino
di e-ducere, tirare fuori). Con lui i ragazzi prendono gusto allo studio,
la poesia diventa viva. La grande novità è che per la prima
volta i ragazzi vedono un professore non di fronte, in cattedra, ma in
mezzo a loro e si sentono esortati a non perdere tempo, a non sprecare
le occasioni, a cogliere "l'attimo fuggente" prima che sia tardi,
prima di diventare una fotocopia della società che li circonda
senza poterla cambiare (il "carpe diem" oraziano, inteso
nel senso più profondo, cioè come consapevolezza che tutti
i momenti che viviamo sono irripetibili e che le occasioni perdute non
si ripresentano più, piuttosto che come un semplice invito a godersi
la vita). Una figura d'insegnante che ognuno vorrebbe avere o avrebbe
voluto incontare ed in cui è bello identificarsi. Un messaggio
quello del film ancora molto attuale, perchè parla della difficoltà
di rapporti tra generazioni, di giovani, dell'incapacità di mettersi
in relazione con loro, dell'importanza che ha per loro essere capiti e
guidati e questi, purtroppo, sono problemi attuali, ancora da risolvere
sia a scuola che in famiglia, come del resto dimostra la ricerca oggetto
del nostro parlare.
A questo
proposito vogliamo concludere questa riflessione sulla performance dei
teatranti con i versi di Thoreau, filosofo della natura selvaggia,
tratti da "Walden o vita nei boschi", citati nel film, dedicandoli
con stima ed affetto al prof. Abignente a memoria della sua esemplare
vita di uomo, figlio, marito, padre, insegnante, psicoterapeuta:
"Mi
recai nei boschi perchè desideravo vivere come volevo io, affrontare
solo i fatti essenziali della vita, e veder se potevo imparare ciò
che aveva da insegnarmi, e non, giunto alla morte, scoprire di non aver
vissuto. Non volevo vivere ciò che non era vita, la vita è
così cara; nè volevo praticare la rassegnazione se non fosse
stato assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare
tutto il midollo della vita, robustamente come gli spartani e sgominare
tutto ciò che non era vita, falciare un'ampia zona e raderla a
zero, mettere la vita in un angolo e ridurla ai minimi termini, e, se
si fosse dimostrata meschina, afferrarne l'intera e genuina meschinità
e proclamarla al mondo; o, se fosse stata sublime, sperimentarlo direttamente
ed essere capace di darne un vero resoconto nella mia prossima escursione".
...Io lasciai i boschi per una ragione altrettanto buona di quella per
cui mi ci ero stabilito. Forse mi pareva d’avere altre vite da vivere,
e di non potere dedicare altro tempo a quella sola. ...Imparai questo,
almeno, dal mio esperimento: che se uno avanza fiducioso nella direzione
dei suoi sogni, e cerca di vivere la vita che s’è immaginato, incontrerà
un inatteso successo nelle ore comuni. ... Se avete costruito castelli
in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove
devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le
fondamenta”.
  
L'incontro
è stata l'occasione di un confronto sereno e proficuo tra le parti
in causa ed ha visto l'alternarsi sul palco delle opinioni e riflessioni
di esperti come gli psicologi Michele Cesaro e Antonio Iannaccone dell'Università
di Salerno, l'assessore alle politiche giovanili del Comune di Pratovecchio
Alessandro Fani, la professoressa Maria Antonietta Falco del Liceo di
Poppi, la studentessa Lucia Tacconi, il genitore Paolo Tacconi, il giornalista
coordinatore Massimo Orlandi, mentre la ricercatrice Chiara Barlucchi
forniva, con l'ausilio di proiezione di diapositive da computer, interessanti
flash sui risultati della ricerca.
Per i giovani presenti è stato anche un momento di gratificazione
al loro lavoro: hanno ricevuto infatti una copia della ricerca pubblicata
ed hanno partecipato ad un concorso a premi abbinato all'indagine.
Oltre a 10 buoni d'acquisto per due cd con estrazione casuale,
sono stati assegnati 5 premi al merito, consistenti in un buono per due
cd ed un lettore portatile, a coloro che hanno espresso all'interno del
questionario le idee e le proposte ritenute più originali e interessanti
per migliorare la qualità del tempo libero dei ragazzi del Casentino.
E' stato molto difficile sceglierne cinque tra le tante ugualmente meritevoli
di attenzione !! Molti di loro comunque sono stati citati all'interno
del libro che proprio per questo risulta piacevole alla lettura, infatti
sebbene trattasi di un resoconto statistico, oltre che a tabelle e grafici
ha dato piena voce ai veri protagonisti, con le loro frasi, il loro linguaggio,
il loro modo di esprimersi. Nel retro copertina uno spezzone di una frase
altamente significativa ben esprime il senso di questo lavoro, la riportiamo
qui per intero:
"PER
FAVORE, SE SIETE ADULTI CERCATE DI ASCOLTARE NOI GIOVANI! SPESSO MANDIAMO
MESSAGGI CHE NESSUNO SENTE! CERCATE DI SCOPRIRE COSA CI INTERESSA E COSA
CI PIACE, REALIZZATE PROGETTI PER NOI. NON PRENDETECI IN GIRO PER LE NOSTRE
IDEE O LE NOSTRE ASPETTATIVE, MA AIUTATECI A REALIZZARLE E SE SONO SBAGLIATE,
FATECI APRIRE GLI OCCHI E FATECELE CAMBIARE. SENZA OPPRIMERCI, SENZA STRESSARCI,
STATECI ACCANTO E PARLATE DI VOI! FATEVI CONOSCERE".
  

Ecco in
sintesi le proposte e le richieste più ricorrenti da parte degli
studenti casentinesi che hanno partecipato all'indagine:
- MAGGIORE
E ADEGUATA INFORMAZIONE
- MIGLIORAMENTO
DEI TRASPORTI
- COSTI
PIU' BASSI
- AMPLIAMENTO
SPORTS E RELATIVE STRUTTURE
- DISPONIBILITA'
DI STANZE PER RITROVARSI
- CENTRI
MULTIFUNZIONALI ED INTERCULTURALI
- CORSI
MULTIMEDIALI
- CINEFORUM
- INCONTRI
PER ASCOLTARE E DISCUTERE ORGANIZZATI DA ASSOCIAZIONI E DALLA SCUOLA
- PARTECIPAZIONE
DIRETTA DEI RAGAZZI, O TRAMITE RAPPRESENTANTI, ALLA PROGRAMMAZIONE,
DECISIONE, GESTIONE, DI STRUTTURE PER IL TEMPO LIBERO E DEGLI SPAZI
GIOVANILI IN GENERALE
Qui di
seguito riportiamo le cinque proposte premiate; per rispetto della privacy
non citiamo i nomi degli autori anche se sono stati resi pubblici nel
corso dell'incontro:
Studentessa/
ITC di Poppi/ Attenzione all'ambiente:
"Spesso nei paesi del Casentino i ragazzi si rinchiudono nei bar
e non sfruttano le possibilità di un incontro ambientale che le nostre
vallate gli offrono. Vorrei che ci fossero più possibilità
magari offerte dal comune o dal gruppo parrocchiale di far scoprire ai giovani
la gioia della natura e, soprattutto, la fortuna che ci possiamo attribuire
ad avere un impatto ambientale così forte intorno a noi".
Studente
/ ITIS Bibbiena/ Centro giovani con navetta:
"Ci dovrebbe essere un grande centro giovani che accolga molte persone
con dentro attività per tutte le esigenze quindi senza doversi
spostare per andare da un locale all'altro...e una navetta che fa il giro
dei paesi e raccoglie i ragazzi alle apposite fermate per portarli tutti
quanti al centro giovani".
Studentessa
/ LICEO SCIENTIFICO Poppi / Trasporto ferroviario
più flessibile: "Ci dovrebbero essere più
strutture per i ragazzi della mia età e inoltre il servizio ferroviario
dovrebbe essere attivo anche di notte".
Studente/
ITIS Bibbiena / Società di ragazzi:
"Creare dei mezzi di trasporto attuali / Migliorare le strutture
per i giovani e aumentarne il numero / Cercare di trovare le passioni
dei ragazzi / Eliminare il problema "distanza" perchè
ciò limita molto un ragazzo / Creare società dirette dai
ragazzi più grandi che hanno passato come noi, da poco, la giovinezza
e che quindi sanno i nostri reali bisogni e problemi. Con ciò si
eliminerebbe il problema di creare più strutture di quante ne servono,
perchè sapremmo di cosa hanno bisogno i ragazzi".
Studentessa/
LICEO SCIENTIFICO Poppi / Scuola diversa all'americana:
"Ho
già detto che la scuola dovrebbe aumentare i corsi pomeridiani,
creare nuovi ambienti come campi da gioco, sale musicali, bar, come nelle
scuole americane. I ragazzi così non vagherebbero come zombi nelle
strade ma avrebbero un posto sicuro in cui imparare nuove cose, senza
preoccuparsi dei voti e quindi senza sentire queste attività come
obblighi, ma come strumenti da cui ricevere sicurezza, per stare in compagnia
e trovare amici".

Altre
proposte e riflessioni meritevoli di lettura e attenzione:
Consumo
Critico :
"Riflettiamo: per modificare ciò che i ragazzi notano e considerano,
si deve intervenire su ciò a cui essi, consapevolmente o meno, fanno più
volte riferimento nella loro quotidianità. Su cosa intervenire? Sull'informazione
di tutti i tipi, sull'abbigliamento, sul denaro, sui luoghi di intrattenimento
come pub e discoteche. Come intervenire? Creare una catena, un circolo
che comprenda tutti gli aspetti sopra elencati, oltre ad i giovani, e
che li spinga ad interessarsi a cultura e sviluppo. Inizialmente sarà
una spinta, poi sarà una rincorsa . Ma per creare la spinta iniziale è
necessario creare un ritorno per i ragazzi. Un esempio? Se compri il vestito
di quella marca, quando lo ricicli, ricevi un buono (in base al peso del
vestiario restituito) da spendere come biglietto valido per un ingresso
in una discoteca convenzionata con la Comunità Montana, sovvenzionata
dallo Stato…basta l'iniziativa!"
Infrastrutture
Mirate: "Vorrei che i ragazzi fossero presi più seriamente,
noi abbiamo bisogno di uno spazio in cui fare ciò che vogliamo. Pochi
pensano al divertimento dei ragazzi, vengono fatte discoteche che non
piacciono a nessuno, per cercare una discoteca bella si deve andare ad
Arezzo, ci vorrebbe una discoteca immensa, piena di divertimenti, non
solo musica, anche qualcosa di diverso, non so neanche io cosa. Un posto
che ci potrebbe tenere uniti, già siamo pochi poi se ci dividiamo..!"
Autogestione
/ Pessimismo: "Certamente creare uno spazio per i
giovani, da poter gestire, ci farebbe maturare (vedi teatrino di Stia).
Ci affiaterebbe molto. Dovrebbero organizzare qualche punto di ritrovo
per parlare e avere consigli. Oppure organizzare dei concerti. Ma tutto
questo è impossibile, perché nessuno si prende la briga di farlo".
Nostalgia
del passato: "Secondo me purtroppo la società di oggi
sta diventando sempre più materiale. Fra i giovani c'è molto più malcontento,
non siamo mai contenti. Purtroppo spesso le persone più deboli si fanno
trascinare in compagnie sbagliate, combinando così danni a se stessi.
Certe cose proprio non le concepisco, perché per divertirsi devono andare
a cercare l'illegale, quando invece per divertirsi basta stare con le
persone giuste, e senza "prendere niente" possiamo riuscire ad avere sensazioni
stupende, essere tranquilli e spensierati. Molto spesso penso che il mondo
andava molto meglio qualche decennio fa, dove quasi tutti si sapevano
divertire con semplicità. Spero che prima o poi si riesca tutti ad aprire
gli occhi, e a renderci conto che forse c'è qualcosa che non va !!!"
Punto
d'incontro extra-scolastico: "Il Casentino potrebbe
essere migliorato con un punto di incontro per gli alunni della scuola
che essi frequentano e alunni di altre scuole, dove fare nuove amicizie
e dove imparare cose con altre persone che non si conoscono".
S.O.S
Noia: "Non significa niente migliorare le attività,
di quelle ce ne sono tante, il problema è che i ragazzi non hanno voglia
di decidere, non hanno voglia di fare nulla, non hanno voglia di pensare
o di fare qualcosa fuori dalla convenzionalità. E così anche fare una
schitarrata tra amici o andare a teatro e poi una pizza anziché cinema
e discoteca è una noia e basta quando poi non sanno che ci si diverte
da morire. Basta volersi divertire, non è necessaria la macchina e musica
da fare schifo, basta solo la giusta compagnia che sappia piangere e ridere
insieme, che sappia scherzare ma anche saper parlare di cose serie. Il
problema è che di queste cose non ce ne sono più o forse spero sono rare".
Ballo
di coppia: "Cercate di creare scuole di ballo
di coppia perché sono convinta che servirebbero ad aiutare molti giovani
che non riescono più a confrontarsi fra di loro. Il ballo è un'arte e
con il ballo di coppia ognuno prende consapevolezza del proprio corpo
in una maniera naturale e armonica. Cercate di creare balere per giovani,
per quei giovani che in discoteca si muovono come robot e che quando incontrano
una ragazza sono capaci solo ad offrire alcool e sigarette. Ed è sicuramente
più bello sentirsi dire: "Vuoi ballare con me?".
Imparare
a incontrarsi e a comunicare:"Per migliorare
il tempo libero dei ragazzi secondo me, si dovrebbe innanzitutto fornire
maggiori luoghi di incontro e soprattutto insegnare ai giovani a stare
veramente insieme (visto che molti escono insieme senza veramente "incontrarsi
e comunicare"). I giovani dovrebbero inoltre riscoprire i valori che ormai
hanno perso e accontentarsi di ciò che fanno e di dove vanno (trovando
piacere e soddisfazione anche nel semplice camminare insieme o stare in
un posto a parlare). Per quanto riguarda i temi affrontati da questo questionario
essi sono molto importanti e più spesso anche a scuola dovremmo avere
la possibilità di parlarne e di approfondirli".
Più
tempo e dialogo con i genitori: "Non ci vorrebbero
tantissimi compiti e bisognerebbe ridurre le ore lavorative perchè non
è possibile che vediamo i nostri genitori solo 10 minuti alla sera, senza
nemmeno parlare con loro di quello che succede e poi più spazio al dialogo".
Adulti
più vicini e responsabili: " Gli adulti
dovrebbero occuparsi di più e meglio dei ragazzi. Penso che al giorno
d'oggi gli adulti trascurino i ragazzi, per questo diventano grandi troppo
in fretta, e diventano così troppo indipendenti. Capisco che bisogna crescere
e responsabilizzarsi, ma bisogna farlo sapendo di poter contare su qualcuno,
non perché siamo costretti da ciò che ci circonda. Dovremmo passare più
tempo con la nostra famiglia, essere felici, avendo un divertimento genuino…al
giorno d'oggi tutti pensano al fumo, all'alcool e al sesso".
Poco
tempo libero: "Secondo me i ragazzi non hanno
molto tempo libero e sicuramente quando uno esce trascura qualcosa, come
la scuola o la famiglia".
Libertà
nel tempo libero: " Non ho idea perché io trovo
sempre qualcosa da fare, non mi piace che gli altri mi impongano quello
che devo fare nel mio tempo libero".
Libertà,
responsabilità, autogestione per i giovani: "
Commenti sul questionario: perché fare indagini e non cambiare nulla lo
stesso, come è sempre successo ??? Bisognerebbe innanzitutto lasciare
più libertà agli adolescenti, non opprimerli con le proprie idee, costringendoli
a riprenderle. Farli vivere la loro vita secondo i loro principi, pur
insegnando loro però rispetto ecc. Centri per giovani, iniziative la cui
organizzazione è nelle mani dei giovani stessi sarebbero importanti, per
avere la responsabilità per qualcosa".
Educazione
all'uso dei mass-media: " Personalmente ritengo
che la diffusione della cultura e dell'informazione dipende in larga parte
dall'accessibilità ai mezzi di comunicazione i quali possono essere un
ottimo mezzo per trascorrere il tempo libero. Invenzioni come il cinema,
la televisione, la radio, si sono diffuse rapidamente nel corso di questo
ultimo secolo fino ad arrivare al computer, internet, le reti. Ritengo
che in Casentino manchi l'educazione a questi nuovi mezzi telematici.
Soprattutto se uno studente non ha deciso di frequentare l'ITIS. Spero
che questo questionario serva a migliorare questo problema. E' una piccola
goccia, che unita ad altre forma un oceano e forse supereremo questo piccolo
traguardo. Grazie per l'attenzione, continuate così".
Provocazioni
e polemiche costruttive: " Ma
perché la Fondazione Baracchi non compra il ...e si va in serie A? / In
Casentino non c'è uno sviluppo certo per il futuro, ci vorrebbe una via
di collegamento da nord a sud con un traforo per risollevare la nostra
economia. /Non sono felice delle politiche che vengono affrontate da vari
comuni. Come si può pagare MLD di £ una statua di J. P.? Il sindaco sta
male o prende tangenti ? / Ci vorrebbero cinema più belli discoteche più
grandi e altri divertimenti per i giovani. /Perché a ...l'asfalto che
viene fatto non dura più di tre mesi, ma chi lo fa è scemo o cosa ? /
Vorrei sapere perché i soldi che avete speso per tutto ciò non li avete
dati in beneficenza".
Comitato
di gestione per i giovani:" Il Comune dovrebbe
stanziare dei fondi da destinare ai giovani gestiti da un comitato che
esprima decisioni in base alle proposte dei giovani. Per creare qualcosa
del genere sarei disposto persino a pagare poiché sarebbe nel mio interesse
e in quello dei miei coetanei, poter creare luoghi di ritrovo alternativi".
Luogo
d'incontro polifunzionale :"Innanzi tutto avere
più tempo libero non sarebbe male. Organizzare e unire i giovani in associazioni
dalle quali potrebbero partire iniziative come concerti, incontri, dibattiti,
letture guidate, messa a disposizione da parte dei vari comuni e province
di luoghi di incontro. Nel mio paese (Pratovecchio) è presente una struttura
del genere e penso che dovrebbe diventare per ogni paese una moda che
sicuramente è positiva.
Centri
ricreativi e teatro: " Magari ci sarebbe bisogno
di più centri ricreativi o centri organizzati per i ragazzi anche se non
saprei dire come organizzarli. Nel mio paese ci sarebbe bisogno di un
teatro che spesso aiuta a migliorare la personalità, e magari luoghi per
il tempo libero oltre la sala giochi".
No
alle discoteche, si a punti d'incontro multifunzionali e più attenzione
per i giovani portatori di handicap: " Secondo
me le discoteche sono inutili: io promuoverei altri punti di incontro,
come per esempio sale informatiche o club o multisale. Promuoverei anche
più infrastrutture per i ragazzi handicappati, e dei gruppi di ragazzi
della nostra età che li aiutano (come anche gruppi di incontro con gli
anziani). Mi piacerebbero anche gruppi di lettura con incontri con autori,
o gruppi di scrittura, con la partecipazione di veri scrittori. Mi piacerebbe
che non circolassero così tante auto per poter passeggiare tranquilli.
Mi piacerebbe che ci fossero molti gruppi sportivi, in modo da poter stare
più insieme,ed abbassare il prezzo all'entrata di piscine o cinema anche
per i ragazzi fra i 12-18 anni. Anche se queste cose non si realizzeranno,
spero che questo questionario serva davvero a migliorare la qualità del
tempo libero di noi ragazzi".
Non
so cosa fare, questo è il problema: "
Credo che effettivamente il dire 'ci sono poche cose da fare' sia un luogo
comune per proteggersi alle volte dal non dover dire 'non so cosa fare'.
Il problema è che molti seguono la moda e così se è moda andare in discoteca,
è impossibile pensare di potersi divertire in altri modi. Potrebbero esserci
più spazi comunque interamente dedicati ai giovani, che li lascino liberi
di fare, esprimersi e conoscersi. Questo test secondo me ha il pregio
di far riflettere un po' i ragazzi su cosa fanno e cosa vogliono".

Durante
l'incontro è intervenuto Gianni Verdi responsabile e animatore
del centro giovani nato a Pratovecchio all'inizio del 2003. Un progetto
ed esperimento che può fare da prototipo per il sorgere di altri
centri in Casentino, come gli stessi studenti hanno richiesto. Gianni
Verdi ha illustrato in breve le attività del Centro lasciando al
volantino distribuito per l'occasione, i particolari e gli approfondimenti
che riportiamo qui di seguito.

PROGETTO
PHAROS: FAI...CENTRO
Da
poco più di un anno è attivo a Pratovecchio il centro giovani
Pharos. In uno spazio pubblico, attrezzato semplicemente con alcuni computers
e postazioni Internet, è nato un centro di attività giovanile
che ha come filo conduttore quello di assecondare le idee e i progetti
dei ragazzi, senza proporre iniziative calate dall'alto ma scegliendo
di dare ai giovani la possibilità di realizzare un loro progetto.
Per
questo è difficile dire che cos'è Pharos, mentre è
molto più facile dire che cosa non è:
- Pharos
non è un semplice servizio Informagiovani o Trovalavoro
- Pharos
non è uno spazio-giochi
- Pharos
non è un luogo dove si va se non si ha niente da fare
- Pharos
non è un obbligo ma un piacere
- Pharos
può essere tutto e il contrario di tutto
Ma
un'idea di come scorrono le giornate al centro bisognerà darla;
e allora ci serviremo delle esperienze già vissute, dei progetti
realizzati e di quelli che stiamo realizzando:
- un
cortometraggio ispirato a "Confessioni di un malandrino" di
Angelo Branduardi
- una
serie di incontri e dibattiti quindicinali su alcuni films scelti dai
ragazzi
- esibizioni
dal vivo alla scoperta degli strumenti musicali
- un
corso di fotografia
- una
serie di incontri sulla vela, con uno skipper come "guida"
- un
corso di lingue straniere finalizzato all'inserimento nel mercato del
lavoro
- un
incontro con i testimoni dell'ultima guerra mondiale e coi reduci dei
campi di sterminio
Nei
prossimi giorni al centro Pharos si parlerà soprattutto del campo
estivo che la comunità di Emmaus realizzerà a Pratovecchio
dal 25 luglio al 7 agosto prossimi.
Martedì
18 maggio proiezione del film "Inverno 54"
Martedì
25 maggio presentazione del campo estivo a cura di Antonio Salis e Franco
Bettoli, responsabile della comunità di Emmaus di Laterina.
le
iniziative più belle, comunque, sono quelle che dobbiamo ancora
realizzare. E se lo vuoi, fra queste può esserci anche la tua.
CENTRO
GIOVANI PHAROS DI PRATOVECCHIO
ORARIO
DI APERTURA: LUNEDI' E GIOVEDI' 15 -17.30 / MARTEDI' 21-23
TEL
/ FAX 0575-581474
E-MAIL:
informagiovani.pratovecchio@aruba.it

Riportiamo
la premessa alla pubblicazione di Chiara Barlucchi e a seguire
alcuni flash sui risultati dell'indagine, invitando per maggiori approfondimenti
alla lettura integrale del libro:
Tempo
libero: rischio o opportunità?
La voce degli adolescenti del Casentino
Edizioni Romena

disponibile
presso la Fraternità di Romena, le scuole del Casentino, o da richiedere
direttamente alla Fondazione tramite e-mail
Il
volo degli adolescenti fra desiderio e realtà
di
Chiara Barlucchi

Premessa
Quali
sono i reali bisogni degli adolescenti? Li immaginiamo? Ce li hanno mai
espressi? Li conosciamo davvero? Quanto si comprendono? E' vero che
"i giovani si stanno spegnendo",
come afferma un ragazzo di 17 anni tra quanti avvicinati? Questa ricerca
è stata realizzata proprio al fine di trovare delle risposte al
di là dei luoghi comuni o dell'immaginario collettivo.
Spesso
si parla di adolescenza come età ingrata, età difficile,
quasi fosse un malanno che comunque verrà superato. Tuttavia, se
per prima cosa si considera semplicemente che, secondo l'etimologia, l'adolescente
è colui che è "in via di crescita" (dal latino
adolescens-entis) e come tale sta affrontando le difficoltà, le
contraddizioni e i conflitti che implica il crescere, non si può
rimanere ad aspettare che il "malanno" prima o poi passi. Bisogna
cercare di capire in cosa consista la sua specificità, quella delle
sue problematiche così come della sua bellezza, in maniera da poter
contribuire a far vivere al meglio questo periodo, creando le condizioni
migliori per un cammino serenamente proiettato verso il futuro dell'età
adulta.
Visto
che in tema di adolescenza i maggiori esperti sono gli adolescenti stessi,
diventa essenziale dar voce ai reali protagonisti, ai loro pensieri e
alle loro parole, accantonando letture precostituite e sospendendo, almeno
momentaneamente, qualsiasi giudizio. Oltretutto, come confida una ragazza
di 16 anni, "i giovani stanno passando un
momento di crisi perchè si sentono il dito puntato addosso...e
forse il dito non andrebbe puntato su di noi ma sugli adulti che hanno
costruito questo mondo e non sanno fare (a volte) il ruolo di genitore".
Tra
i ragazzi c'è chi parla per sigle, o per slogan, per metafore o
immagini, chi articola in maniera più approfondita, chi utilizza
un gergo particolare, ognuno però ha qualcosa da dire, con la speranza
di essere ascoltato:"siamo stufi di essere
solo analizzati", ammonisce infatti una ragazza di 15
anni. Poniamoci allora in posizione di ascolto e se mai per sintonizzarci
meglio, da una parte ritorniamo indietro nel tempo, alla nostra adolescenza,
e dall'altra riconosciamo quell'adolescente che è ancora presente
in noi e interagisce di continuo con il nostro essere adulti: l'effettiva
condivisione di stati d'animo, emozioni, sensazioni non può che
favorire l'apertura, facilitando così la comprensione.
Questa
indagine, di tipo esplorativo, non vuole dunque controllare particolari
ipotesi, bensì tracciare un quadro d'insieme da cui trarre informazioni
pertinenti nonchè molteplici e preziosi elementi di riflessione
per quanti sono chiamati a confrontarsi con la realtà giovanile
e con le problematiche ad essa connesse, per formulare delle risposte
e mettere a punto, eventualmente, delle politiche atte a rispondere alle
esigenze manifestate in maniera più o meno diretta dagli stessi
adolescenti. Tra i molti, una ragazza di 18 anni esplicita chiaramente
la questione: "ma saranno prese in considerazione
le nostre proposte? Spero proprio di sì, perchè sarebbe
il modo giusto per cambiare in meglio la società in cui viviamo".
La
ricerca sociale infatti oltre che un mezzo di conoscenza, dovrebbe essere
anche uno strumento per effettuare valutazioni ed operare scelte; uno
strumento sistematico di ausilio al processo decisionale per gli organi,
istituzioni e tutti coloro che hanno responsabilità della realtà
oggetto di studio. Peraltro, nel contesto l'indagine si configura anche
come "ricerca-azione" in quanto volta a individuare i reali
bisogni degli adolescenti per consentire successivamente, con l'apporto
di amministrazioni locali e istituzioni, la progettazione e la realizzazione
di interventi che ne consentano al meglio la soddisfazione. Di
fatto, come esorta una ragazza di 17 anni, "questo
questionario non dovrebbe essere solo un modo per fare statistiche ma
dovrebbe servire ad attuare quello che i giovani richiedono, altrimenti
questi questionari restano solo pezzi di carta scritta".
L'auspicio
dunque è che i risultati conseguiti possano effettivamente rivelarsi
utili e tenuti in considerazione soprattutto da parte di chi ha responsabilità
decisionali. In tal modo una simile iniziativa si presenterà come
l'esempio di un intervento capace di incidere sulla realtà considerata
al fine di migliorarne lo stato complessivo, tanto da indurre diversi
adolescenti a rivedere la loro ottica pessimistica che li porta a credere
che questa indagine "non sia servita a niente
perchè la società non può cambiare grazie alle parole
dei ragazzi"(ragazza di 14 anni).

La
ricerca
Alcune
brevi informazioni sul disegno della ricerca sono utili per considerare
correttamente i dati, apprezzarne i limiti così come la ricchezza.
Il
campo dell'indagine ha riguardato tutta la popolazione studentesca delle
scuole superiori del Casentino e delle scuole superiori nel comune di
Arezzo e frequentate da studenti provenienti dal Casentino.
Sono stati coinvolti nove presidii scolastici, tre dei quali situati a
Poppi (Liceo Scientifico/Classico G.Galilei, l'Istituto Tecnico Commerciale
L.Einaudi e l'Istituto Professionale) due a Bibbiena (L'Istituto Tecnico
Industriale e l'Istituto Professionale Servizi Industria e Artigianato
E. Fermi) e quattro ad Arezzo (Liceo Classico/Musicale F.Petrarca, l'Ex
Istituto Magistrale V.Colonna, l'Istituto d'arte P. della Francesca, l'Istituto
per geometri V.Fossombroni).
La raccolta
organizzata delle informazioni dall'universo in esame è stata realizzata
utilizzando un questionario ad hoc. Le tematiche in cui esso si articola
sono riconducibili essenzialmente a sette:
- la
soddisfazione circa il luogo di vita
- le
attività e i vissuti emotivi legati all'impiego del tempo libero
- le
esigenze e le proposte relative ai luoghi e alle attività di
aggregazione giovanile
- la
valutazione dell'esperienza scolastica
- la
valutazione dell'esperienza familiare
- la
valutazione del rapporto amicale
- i
sogni e i progetti una volta conclusi gli studi
Tali tematiche
sono state indagate tramite 15 domande, la maggioranza delle quali "aperte",
ovvero senza risposte preventivate tra cui scegliere, ma aperte alla risposta
formulata autonomamente dall'intervistato, proprio per lasciare spazio
all'espressività dei ragazzi e dare loro la possibilità
di esprimersi liberamente e secondo il proprio linguaggio. La rilevazione
si è realizzata attraverso la somministrazione diretta e personale
del questionario ad ogni studente all'interno dell'orario scolastico garantendo
l'anonimato.
Dei 1389
studenti casentinesi ne sono stati raggiunti complessivamente 1040, ovvero
tre su quattro: un valore che in alcune scuole viene tra l'altro abbondantemente
superato. Senza dubbio un simile risultato consente pertanto di scattare
una fotografia che mette a fuoco e riflette nitidamente il "sentire"
dell'universo adolescenziale casentinese.
Intervistati
3 studenti casentinesi su 4
Il
nostro Casentino
   
Aspetti
positivi:
- la natura
- la
tranquillità
- il
conoscersi tutti
“nel
Casentino c’è poca vita, poca cultura e desolazione” (ragazza
di 15 anni) …
bisognerebbe
“consentire
alle persone che abitano in questi piccoli agglomerati urbani di non essere
al limite del mondo“ (ragazza di 16 anni)
Aspetti
negativi:
- la mancanza
di locali
- il
‘vuoto’
- il
conoscersi tutti
Il
tempo libero …
    
spazio
di tempo che resta dopo...
oppure
dopo...
- scuola
+
- compiti
+
- impegni
familiari
o addirittura
dopo...
- scuola
+
- compiti
+
- impegni
familiari +
- attività
extra-scolastiche seguite con regolarità
…
libertà del tempo
“per
migliorare la qualità del tempo libero bisognerebbe concedere la libertà
del tempo cioè riuscire a rendere autonomi noi ragazzi”
(ragazzo di 18 anni)
Cosa
fai nel tempo libero?
- amici
+
- locali
+
- andare
in giro +
- fare
camminate +
- sport
e gioco
Luoghi
e attività più praticati nel tempo libero:
- locali
+
- centro
sociale +
- muretto
+
- vado
in giro
… e
il sabato sera ?
…
“siamo costretti a trovarci e a fare sempre le solite cose” (ragazza
di 17 anni) …
…
“tutti i sabati sera si sa già quello che si fa; tutti i sabati sono come
quello precedente e non c’è mai qualcosa di diverso da fare” (ragazza
di 17 anni)
… ma
cosa ?
Il
programma serale degli adolescenti spesso consiste …
“nell’andare
prima in pizzeria dove si beve, poi al pub dove si ribeve e poi, per finire,
in discoteca dove la musica fonde il cervello”
(ragazza
di 17 anni)
Ma uscire
il sabato sera è …
- un desiderio
per oltre il 40%
- irrinunciabile
per oltre il 30%
Se non
esci il sabato sera ti senti …
- triste
19%
- annoiato
18%
- male
16%
- arrabbiato
7%
- solo
2%
- Tot.
62%
Stato
di sofferenza avvertito da quasi i due terzi del totale (62%).
“la
noia fra i giovani è sempre presente, e perché? Per il semplice fatto
che non siamo stimolati a pensare a qualcosa di diverso” (ragazza
di 18 anni)
…
“dobbiamo scegliere tra pizzeria o discoteca per forza!” (ragazza
di 16 anni)
…
“i giovani d’oggi cercano un’alternativa a questa monotona vita” (ragazza
di 16 anni)
“essere
quasi tutti inappagati o insoddisfatti” (ragazza di 19 anni)
“se
ci fossero delle alternative i ragazzi userebbero meglio il loro tempo
libero invece di stare tutto il giorno in un bar a fumare e quindi a farsi
male … vorrei tanto che il passatempo cambiasse” (ragazzo di 14 anni)
Per
migliorare la situazione …
“basterebbe
solamente che all’interno del paese ci fossero dei maggiori posti di ritrovo”
(ragazzo di 17 anni)
Anzi
“piuttosto
che autobus per andare in discoteca, dovrebbero proporci aree alternative
dove fare mostre nostre, cineforum organizzati da noi ragazzi, feste studentesche,
per evitare di chiudersi nel solito pub prima di andare a ballare!”
(ragazza di 18 anni).
E
allora perché non
“un
grande centro giovani che accolga molte persone, con dentro attività per
tutte le esigenze, quindi senza doversi spostare per andare da un locale
all’altro … e una navetta che fa il giro dei paesi e raccoglie i ragazzi
alle apposite fermate per portarli tutti quanti al centro giovani”
(ragazzo di 18 anni)
? ! ? ! La scuola ? ! ? !
 
“la
scuola mi ha reso troppe volte triste e insoddisfatto” (ragazzo
di 18 anni)
“l’unica
consolazione è che presto tutto finirà” (ragazza di 19 anni)
“ci
tocca studiare dalla mattina alla sera. Io termino di studiare ogni giorno
la sera alle 9 e appena finisco vado volentieri a letto … Siamo studenti
ma siamo anche esseri umani” (ragazza di 19 anni)
Il brutto
della scuola
- I prof.
- i sistemi
di valutazione
- la
didattica
- lo
studio...
I Prof
:
- chiusi
- distaccati
- sordi
- disinteressati
al mondo dei ragazzi
- indisponibili
- disattenti
“non
aiutano nelle cose della vita” (ragazza
di 15 anni)
“studiare
è un obbligo e non un piacere” (ragazza di 19 anni)
Lezioni
qualificate come:
- superficiali
- esclusivamente
ex-cattedra
- lontane
dalla realtà
- antiquate
- unicamente
teoriche
- noiose
“non
riescono a trasmettere emozioni” (ragazza
di 16 anni)
La scuola
è l’ambiente che crea e offre opportunità di relazione …
- si trovano
gli amici
- si fanno
nuove conoscenze
- si socializza
- ci si
diverte …
Per
4 studenti su 5 la scuola rappresenta “altro”
Cosa
fare per migliorarla?
- didattica
- democrazia
- equilibrare
l'impegno
- manutenzioni
/ ristrutturazioni
- professori
- riorganizzarla
“renderla
tale!” (ragazzo di 15 anni)
“far
sì che piaccia studiare” (ragazzo di 18 anni)
…
Il primo passo …
“cominciare
a vivere come una comunità prendendo coscienza, prof. e alunni, della
propria condizione di soggetti sociali e quindi lavorare insieme per progettare
e costruire una scuola migliore” (ragazza
di 19 anni)
Ma
una scuola migliore non in senso generico, ma una scuola dove...
“si
insegni ai ragazzi a sognare e ad amare la bellezza del mondo!” (ragazza
di 15 anni)
La
famiglia

La prima
di tre espressioni pensando alla propria famiglia:
- affettività
- comunanza
- nido
- piacevolezza
- incontro
- disagio
- composizione
affettività:
sfera degli affetti - amore, affetto, amicizia...
nido:
ambiente caratterizzato da: serenità, tranquillità, tenerezza, calore,
sicuro, protettivo, accogliente…
comunanza:
condivisione e compartecipazione, unione, solidarietà, complicità, sostegno,
disponibilità…
piacevolezza:
percezione gradevole della famiglia - bella, simpatica, allegra, gentile,
gioia, divertimento…
incontro:
contesto dove abitano dialogo, fiducia, rispetto, stima, libertà, apertura,
ascolto, comprensione, attenzione …
composizione:
assemblaggio di elementi a sé stanti – mamma, babbo, io, il gatto, il
mio letto, cibo, denaro, il motorino…
disagio:
insoddisfazione, scontento, e sofferenza come chiusura, incomprensione,
noia, odio, stress, autoritaria, gabbia, nervosismo, indifferenza, paura,
liti, lontana, tristezza, ordini, desolazione, severità…
Gli
amici
 
“la
parte più importante della vita sociale” (ragazza
di 17 anni)
“senza
gli amici non posso vivere” (ragazza di 17 anni)
Ma cosa
sono gli amici?
-
compagni
di vita
-
bene
prezioso
-
parte
di me
-
centro
dell'universo
-
fedeli
compagni di avventura
-
persone
che ti sono vicine nel bene e nel male
-
la
cosa più bella che si può avere
Per
1 ragazzo su 4 sono 'tutto'
-
tutto
-
cosa
importante
-
riferimento
-
ascolto
-
compagnia
-
fiducia
-
seconda famiglia
-
inesistenti
-
tesoro
-
altro
“ti
ascoltano, danno consigli e ti aiutano” (ragazzo
di 16 anni)
“ti
ascoltano senza giudicare” (ragazza di 17 anni)
“capiscono
ciò che pensi senza bisogno di parole” (ragazza di 16 anni)
“con
loro ti senti veramente te stesso” (ragazzo di 16 anni)
“ti
accettano come sei” (ragazza di 16 anni)
“ti
considerano” (ragazzo di 17 anni)
“tengono
a te” (ragazza di 16 anni)
“con
loro si cresce” (ragazza di 16 anni)

Il
Messaggio principale trasmesso dai ragazzi è il loro bisogno di relazione:
- comunicare
ed essere ascoltati
- esprimersi
per raccontarsi in maniera da capire meglio
- farsi
capire e magari ricevere un aiuto …
- avvertire
una presenza dell’altro reale, effettiva
“gli
adulti dovrebbero occuparsi di più e meglio dei ragazzi … al giorno d’oggi
gli adulti trascurano i ragazzi … capisco che bisogna crescere e responsabilizzarsi,
ma bisogna farlo sapendo di poter contare su qualcuno” (ragazza
di 15 anni)
La
Richiesta principale posta dai ragazzi:
- ascoltare
- parlare
- aprirsi
- progettare
nel rispetto
- camminare
accanto
in
1 parola: DIALOGO
“PER
FAVORE, SE SIETE 'ADULTI' CERCATE DI ASCOLTARE DI PIU’ NOI GIOVANI! SPESSO
MANDIAMO MESSAGGI CHE NESSUNO SENTE! Cercate di scoprire cosa ci interessa
e cosa ci piace, realizzate progetti per noi. Non prendeteci in giro per
le nostre idee o le nostre aspettative, ma aiutateci a realizzarle e se
sono sbagliate, fateci aprire gli occhi e fatecele cambiare. Senza opprimerci,
senza stressarci, stateci accanto e PARLATE DI VOI! FATEVI CONOSCERE”
(ragazza di 16 anni)

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