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Sabato 23 febbraio 2002, presso
il Cinema Dante di Ponte a Poppi, si è svolto l'incontro-dibattito
organizzato dalla Fondazione sul tema genitori-figli dal titolo
"Dalla protezione alla libertà - Confronto tra figli, genitori,
insegnanti, per crescere nel dialogo". Se ne è parlato in
modo creativo attraverso la musica, il cinema, il teatro,
partendo dalle esperienze e dai contributi di alcuni ospiti
che hanno saputo portare con grande autenticità delle bellissime
testimonianze come quella di Giovanni Galli, campione
di calcio, e di sua moglie Anna (i coniugi Galli hanno
perduto il loro figlio primogenito Niccolò
in un incidente stradale) e quella di Enrico Greppi cantante
della Bandabardò.
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E come ha ribadito il giovane monaco camaldolese
Arrigo Anzani, per i genitori c'è un luogo privilegiato
in cui queste cose possono essere trasmesse in modo
informale, semplice: la tavola, il mangiare tutti insieme,
l'essere tutti lì intorno ad un tavolo, forse nell'unico
momento della giornata che vede la famiglia riunita.
Perché non si passano e consumano solo cibi, ma anche
sguardi, intensità, lo star bene o lo star male, i sentimenti,
le regole. Questo anche per evitare che in famiglia
venga osservata solo la legge del "così fan tutti",
meglio nota come legge del branco, per quanto sia in
parte fisiologico e necessario per la crescita di un
figlio lo stare e condividere esperienze con il gruppo
di amici.
Nell'arco del pomeriggio da parte dei genitori è emerso
il desiderio di ascoltare, riflettere, confrontarsi
intorno alle problematiche familiari, un segnale che
la Fondazione registra volentieri e che spera di coltivare
per creare nuove occasioni di incontro, non tanto per
fornire ricette o stereotipi, ma, come ha detto il giornalista
Massimo Orlandi coordinatore dell'incontro, soltanto
per gettare qualche seme che ognuno potrà far germogliare
a modo suo.
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| L'incontro
è stato anche una sorta di esperimento, un nuovo modo
di dialogare, e l'occasione per il debutto teatrale di
alcuni studenti del Liceo Scientifico Galilei di Poppi,
con la regia di Alessandra Aricò che si è anche
esibita in una lettura intensa e coinvolgente della "Lettera
al padre" di Kafka. I "Sonata Corrige", hanno invece
allietato il pomeriggio usando il linguaggio musicale
tanto caro ai giovani. Il risultato è stato che generazioni
diverse, grazie a questi esperimenti sul palcoscenico,
hanno potuto incontrarsi, dire qualcosa di sé, parlare
e riflettere.Un pomeriggio intenso dunque, ma anche piacevole,
venato di ironia, grazie alle simpatiche battute di Luca
Zacchini e Riccardo Goretti, due ex liceali
che hanno avuto il compito di animare la platea e traghettare
i debuttanti verso il palcoscenico. |
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| La
partecipazione assai numerosa si è qualificata per ascolto,
attenzione e dialogo con la presenza di tre generazioni;
oltre a figli e genitori c'erano infatti anche alcuni
dei nonni. Si è pertanto creata la possibilità di un confronto
sereno e costruttivo, molto lontano sia dalle risse intergenerazionali
che le TV spesso ci presentano, sia da un generico buonismo
del tipo "vogliamoci bene, tutti amici ecc.". E' stato
infatti ribadito dallo psicologo Giovanni Abignente,
con un linguaggio semplice ma profondo, il concetto della
differenza e divergenza fisiologica tra generazioni che,
anche se può creare difficoltà, non si identifica con
la rottura o la distruttività come i fatti di cronaca
ci fanno pensare. Saper ascoltare, dialogare, captare
i segnali che i figli mandano, mai rinviare le occasioni
di confronto, trasmettere felicità, serenità, affetto,
complicità, determinazione, dare fiducia, in una parola
"esserci", non importa quanto ma come, questo è il compito
dei genitori, soprattutto dei padri ancora troppo spesso
assenti all'interno della famiglia. Ma una cosa importante
per dei figli che diventano grandi, ha evidenziato lo
psicologo, è vedere dei grandi che sono vivi, che sanno
ancora volare, sognare, entusiasmarsi, essere creativi,
che continuano a crescere e non sono finiti. Solo così,
come genitori e come insegnanti, riusciremo a "togliere
l'opaco dagli occhi dei nostri giovani". |
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