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Wolfgang
Fasser, fisioterapista e musicoterapeuta
svizzero, ha raccontato della difficile esperienza
vissuta durante l'adolescenza, con la progressiva
cecità dovuta a una grave malattia, ma anche della
capacità, sviluppata in presenza dell'handicap,
di liberare tante energie positive, diventando
"un maestro dell'invisibile", cioè di quel mondo
che sfugge a chi vede.
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Affrontare
un dialogo aperto con il proprio corpo, per accettarne
i limiti e anzi trasformarli in motivi di potenzialità
e ricchezza. E' questo l'obiettivo intorno al quale
la Fondazione e la Comunità Monastica di Camaldoli
hanno coinvolto oltre 200 giovani casentinesi. In
tanti hanno infatti partecipato all'incontro "In
dialogo con il corpo", presso il monastero di Camaldoli,
nuova tappa del percorso "Le stagioni della vita".
L'appuntamento ha permesso ai giovani di cimentarsi
con un tema tanto difficile quanto presente nel
loro quotidiano. La società di oggi propone infatti
un tam-tam continuo di richiami alla perfezione
fisica, per cui ogni piccolo difetto rischia di
trasformarsi in ossessione, in autentica malattia.
Di qui l'esigenza di affrontare un viaggio alla
scoperta della bellezza dell'imperfezione, viaggio
che i ragazzi hanno compiuto con entusiasmo, immergendosi
nelle testimonianze proposte e anche negli stimoli
artistici presentati in una full immersion. Elemento
comune a tutte le storie quello di presentare modi
diversi di far fronte a un disagio fisico grave,
trasformandolo in uno stimolo di crescita. |
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