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Da sinistra: Brunetto Salvini,
Massimo Orlandi , Piero Magi
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Il
24 ottobre la Fondazione ha organizzato il
secondo incontro per la terza età: "Sul filo
della memoria", pomeriggio di ricordi e sorprese
varie, come diceva il sottotitolo. Nel corso
dell'incontro si sono alternate: testimonianze
del passato, come quelle del giornalista Piero
Magi, di Tonino Campacci (esperto e appassionato
della storia di Bibbiena), Alba Tita Biagiotti
(ex maestra); canzoni d'epoca cantate da Lisetta
Luchini e Enzo Carro; macchiette toscane interpretate
con grande bravura da Brunetto Salvini;una
breve performance teatrale (L'acqua Cheta
rivista dallo stesso Salvini) con la partecipazione
di Aurora Giunta. |
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Un revival degli anni a cavallo tra le due
guerre, che ha ricordato le condizioni socio-economiche,
lo stato della scuola e della didattica, i
modelli di vita e i costumi dei casentinesi
di allora, l'atmosfera sentimentale e musicale
della giovinezza degli anziani presenti. Tutto
questo perché, come ci ricorda lo scrittore
e filosofo Norberto Bobbio, "Il mondo dei
vecchi è il mondo della memoria; ognuno infine
è quello che ha pensato, amato, compiuto". |
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Il
Teatro Dovizi di Bibbiena è stato
costruito nel 1842. L'edificio, posto nel
centro storico, mimetizzato in un isolato
di palazzi nobiliari del cinque-seicento,
fu costruito su disegno dell'architetto Niccolò
Matas. Negli anni '60 e '70 il Teatro ha subito
profonde modifiche con la sua trasformazione
in cinema e la successiva costruzione di due
gallerie, dopodichè è rimasto chiuso per diversi
anni. >>> |
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"Il
Vecchio e il Bambino" di F.Guccini
Il vecchio e il bambino Un vecchio e un bambino
Si preser per mano E andarono insieme incontro alla sera La polvere
rossa si alzava lontano E il sole brillava di luce non vera L'immensa
pianura sembrava arrivare Fin dove l'occhio di un uomo Poteva guardare
E tutto d'intorno Non c'era nessuno Solo il treto contorno di torri
di fumo I due camminavano, il giorno cadeva Il vecchio parlava e,
piano piangeva Con l'anima assente, con gli occhi bagnati Seguiva
il ricordo di miti passati I vecchi subiscono l'ingiuria degli
anni Non sanno distinguere il vero dai sogni I vecchi non sanno
nel loro pensiero Distinguer nei sogni il falso dal vero E il vecchio
diceva, guardando lontano Immagina questo coperto di grano Immagina
i frutti, immagina i fiori E pensa alle voci e pensa ai colori E
in questa pianura fin dove si perde Crescevano gli alberi e tutto
era verde Cadeva la pioggia, segnalavano i soli Il ritmo dell'uomo
e delle stagioni Il bimbo ristette Lo sguardo era triste E gli occhi
guardavano cose mai viste E poi disse al vecchio, con voce sognante
E mi piaccion le fiabe Raccontate altre
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